Etichetta - Self Produced
Genere - Techno Power Metal
Sembra quasi non conoscere sosta l'ascesa inarrestabile delle giovani leve apparteneti alla scena heavy del nord est dello stivale, in passato sempre forviera di ottime sensation in campo metallico (Skanners, Epitaph, X-Hero, Feline Melinda solo per fare qualche nome, NdBeppe), mai come oggi sempre più proiettata alla consacrazione intercontientale dei propri artisti, così dopo gli ottimi Arthemis e gli inossidabili Anguish Force, da poco ritornati on the road, tocca ai giovanissimi Futere is Tomorrow catalizzare l'attenzione degli appassionati e degli addetti del settore, grazie ad un ep di soli sei brani che, nonostante goda di una produzione, a detta della stessa band, piuttosto artigianale, riesce nell'insieme a fornire una visione abbastanza globale delle potenzialità artistiche di questo formidabile quintetto che fa della determinazione e della spontaneità musicale le proprie armi vincenti.
Con un passato artistico di recente formazione, la band, messa in piedi non più tardi di due anni or sono dalla coppia Michael Snidaro/Fabio Tomba, rispettivamente chitarra e batteria, decide sin dalle prime battute di dedicarsi alla stesura di materiale di propria composizione, così dopo un demo interlocutorio portato alla luce dopo pochi mese dalla nascita, giunge alla soglia della seconda prova in studio, apportatondo un piccolo, ma sostanziale, cambio in seno alla line up, inserendo fra i propri ranghi l'eccelso e dotatissimo vocalist Massimo Bottiglieri che, grazie ad una prestazione davvero strabiliante, e ad un range vocale accostabile a quello del vecchio leone Morby, riesce nel contempo ad imprimere alle nuove composizioni la giusta foga, e a fornire quel quit in più che, forse, era mancato alla band friulana fino a questo momento.
A livello puramente musicale, i brani dei Futere is Tomorrow risultano essere il giusto coacervo di stili che raccolgono un insieme di influenze che vanno dal classic metal di tipica matrice europea, a frammenti sonori ricondubili per certi versi ad un heavy/prog statunitense come nella migliore delle tradizioni di casa Fates Warning/Queensryche, il tutto naturalmente imbastito a dovere da un graffiante guitarwork ad opera della coppia Snidaro/Furlanis, abili nello snocciolare una vasta gamma di riff a dir poco memorabili, e da una certa solidità ritmica a tratti davvero imponente, grazie all'ottima prestazione fornita dal bass player Matteo Campo Dall'Orto e dal già nominato Fabio Tomba on the drums.
Liberi da qualsiasi restrizione di sorta, i nostri cinque amici riescono a dare libero sfogo a tutte le prorpie velleità artisitche, e, grazie anche ad un wall of sound a tratti quasi snervante e, naturalmente, molto ma molto live oriented, riescono ad evidenziare, in un maniera molto determinante, tutta la propria matrice più heavy, forgiando un'insieme di song dall'impatto immediato e a tratti quasi devastante, come nel caso della tipica cavalcata metallica "No one cares" contraddistinta da superbi guitar licks, o dell'altrettanto grantica title track, posta proprio come brano d'apertura, che colpisce allo stomaco proprio per la sua carica arrembante e ad un giocoforza imponente per impatto fisico e caparbietà artistica.
Cura negli arrangiamenti e solida preparazione tecnico/strumentale, vengono evidenziate su composizioni tutt'altro che di secondo piano come la splendida "Tha nameless one", brano che riesce nel non facile compito di far convivere in un'unico contesto sonoro arpeggi tipicamente "spagnoleggianti" e sferzate più canonicamente techno/thrash metal, come in un'ipotetico abbraccio fra Queen ed Annihilator, o nel caso dell'altrettanto valida "In memory", episodio forse maggiormente legato a sonorità più tipicamente heavy/prog, ma se "The man who believe in nothing" piace proprio per le sue melodie ricercate ed innovative, ci pensa la roboante "Sacred Son" a restituirci una band totalmente a pieno regime e che, grazie ad influenze di estrazione tipicamente melodic power metal, riesce a confezionare una piccola chicca per tutti gli estimatori di certe sonorità, diciamo, ricercate.
Ebben si, i Future is Tomorrow sono l'ennesima dimostrazione che, come al solito, i fatti valgono più delle parole e che perseguendo con tenacia il prorpio sentiero artistico, a volte si arriva ad appagare pienamente le proprie ambizioni musicali, dando alla luce un insieme di composizioni che, c'è da scommettere, potrebbero fare la felicità di qualche produttore di mia conoscenza.
Aspettando le mosse future del combo in questione, pare proprio che un concept album sia in fase di arrangiamento e stesura, non mi rimane che rimandarvi al sito della band per i contatti, anche perchè il "futuro" della scena classic metal italiana proprio da Udine, non vi pare?