Classe e raffinatezza compositiva, ecco quali sono gli ingredienti che scaturiscono dal come back discografico degli Edge of Forever formazione che, in qualche modo, era chiamata a confermare il successo di pubblico e di critica ottenuto con le loro due precedenti release da studio, l’ultima delle quali, l’egregio “Let the demon rock n’roll”, risalente a ben più di cinque anni or sono, che li aveva proiettati in cima alle liste di gradimento di migliaia di metal kids del vecchio continente, ma non solo, tanto da farli diventare una sorta di punto di riferimento per una scena musicale, come quella del rock melodico made in Italy, che ogni anno sembra veramente sul punto di sbocciare definitivamente.
Ed il nuovo "Another Paradise", arriva soprattutto a ribadire ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, che gli Edge of Forever sono una formazione con una propria fisionomia artistica ben consolidata, e non un progetto parallelo, come molti potrebbero facilmente presupporre, nata solo per cercare di sfruttare il consenso ottenuto dai musicisti coinvolti all’interno della propria line up ufficiale e che, nonostante la rivoluzione interna, che ne ha modificato quasi completamente la fisionomia, con il leader Alessandro Del Vecchio oggi presente nel duplice ruolo di cantante/tastierista, è riuscita ancora una volta a portare alla luce un disco che risplende di luce propria e che, senza alcun dubbio, risulta anche senz'altro il “prodotto” migliore che i nostri abbiano mai registrato.
Infatti, messe da parte le tentazioni arena rock e le atmosfere pompose degli esordi, gli Edge Of Forever del nuovo corso, si sono immolati anima e corpo verso un melodic rock d’autore, nel senso più lato del termine, che sconfina di sovente in territori AOR, dove, naturalmente, è l’abilità compositiva dei nostri a farla da padrona, all’interno di un album in cui, naturalmente, niente viene lasciato al caso, non a caso sia tecnicamente che strutturalmente, i dieci brani ivi inclusi, sono davvero ineccepibili, il che fa presupporre ad un duro lavoro di song writing, con arrangiamenti curati nei minimi dettagli che denotano lo status maximus dei musicisti in questione.
E naturalmente fra gli highlists di "Another Paradise", una menzione a parte se la meritano sicuramente la superba “Distant voices” classico brano d’apertura che abbina alla perfezione uno splendido refrain ed armonizzazioni melodiche ad effetto, la suadente “Edge of life” caratterizzata da uno di quei cori ariosi che ti si stampano in testa dal primo ascolto, la stupenda "Eye of the storm", scandi-rock memore delle lezioni impartite dai vari Talisman, Dalton e Treat, anche se il brano che potrebbe raccogliere il maggior numero di consensi, potrebbe di sicuro essere "I wan’t call you", sicuramente fra i brani più easy dell'intero album.
Dunque un album che va oltre le più rosee aspettative, sicuramente quello della definitiva maturazione per una band davvero pronta per il grande salto di qualità, anche perché se ancora state pensando che la scena del melodic rock tricolore ha davvero sparato tutte le sue cartucce migliori, e che, almeno a livello d'idee, siamo arrivati alla frutta, provate a dare un ascolto a quest'album e sono certo che vi ricrederete...
Beppe "HM" Diana
beppediana@hardnheavy.org
Genere:Melodic Rock
Anno di pubblicazione: 2009
Etichetta: 7hard
Line up:
Alessandro Del Vecchio - vocals, keyboards
Walter Caliaro - guitar
Nik Mazzucconi - bass
Francesco Jovino - drums