Allora non era stato solo un fuoco di paglia quello che aveva condotto gli storici Picture ad imbracciare nuovamente gli strumenti e a farsi trovare coinvolti a livello discografico, con il live registrato due anni or sono, si, anche perché non si spiegherebbe altrimenti la pubblicazione di un nuovo parto discografico come il qui recensito “Old Dogs New Tricks”, un lp che, come tutti sanno, arriva a colmare una lacuna spazio temporale che si protraeva oramai da ben cinque lustri.
Ed è proprio grazie al rinato interesse suscitato da quel disco, che oggi finalmente i nostri riescono ad uscire nuovamente allo scoperto, anche se in ambito strettamente underground, via Rocktalent records e distribuzione Hellion Records, con un platter che, pur raccogliendo una certa eredità dal passato ingombrante del combo olandese, cerca, pur se nei limiti consentiti dal genere preso in esame, di spingersi ben oltre l’ostacolo, e questo grazie ad arrangiamenti curati, incentrati attorno a costruzioni armoniche che vertono attorno ad una spinta compositiva che si fregia di aperture melodiche d’un certo fascino atmosferico.
Certo, come detto i richiami ad un trascorso artistico, non vengono affatto celati, anzi, sono ben evidenti in ognuna delle dodici composizioni ivi presenti, come ad esempio le reminiscenze che sanno di New Wave britannica di “Why you can thrust”, classic metal solido e quadrato e dai ritmi frenetici, l’heavy tout court di “Celtic Cross”, o della più epica e cadenzata “Live by the sword” incentrata attorno a splendide armonizzazioni di chitarra e ad un emozionante crescendo, mentre a colpire sono episodi più ricercati come ad esempio le atmosfere suggestive create attorno a “Now it’s too late”, brano dal grande incipit drammatico che colpisce al cuore come un fendente, in cui le reminiscenze seventies di formazioni come Thin Lizzy e Led Zeppelin, si fanno più marcate, o l’hard rock sporcato di torrido blues di “A Better Soul” che richiama da vicino lo stile musicale di certi Samson mark II, e di “Just incredible” con quel tocco hard/southern del break centrale, che accrescono lo spettro artistico in possesso dai nostri.
Un ritorno certamente da tenere fortemente in considerazione, sia per lo smalto artistico ritrovato dai nostri dopo anni ed anni di completo anonimato, che per il trascorso storico che la band si porta dietro, certo, da una formazione carismatica come questa, ci si poteva anche aspettare di più, ma a volte è molto meglio accontentarsi di quel poco che si ha, invece che forzare la mano ed uscire fuori dagli schemi prestabiliti….ai posteri l’ardua sentenza….
Beppe "HM" Diana
beppediana@hardnheavy.org
Genere:Heavy Metal
Anno di pubblicazione: 2010
Etichetta: Rocktalent Records
Line up:
Pete Lovell - vocals
Jan Bechtum - guitar
Rob Van Enhuizen - guitar
Rinus Vreugdenhill - bass
Laurens "Bakkie" Bakker - drums