L’anima nera del metal, ecco cos’è sempre stato il doom nell’immaginario collettivo di molti rockers, una musica portata avanti dalla passione e dalla convinzione di uno sparuto numero di artisti e di die hard fan atti a tramandare, e a tramandarsi, gli insegnamenti primordiali del sabba nero per antonomasia, e a vivere per questo ai margini della notorietà e del riconoscimento di massa, sinonimo il più delle volte di un’integrità artistica davvero esemplare, quella stessa integrità che da sempre ha contraddistinto, le principali mosse artistiche del maestro, nel senso più completo del termine, Mario Di Donato, musicista/pittore pescarese da sempre immerso in questo classico esempio di sonorità “sacrileghe”, tanto da rappresentarne da sempre una sorta di autorità sacerdotale riconosciuta.
Ed in attesa di poter scoprire cosa si cela dietro al nuovo album dei The Black, atteso oramai da tanto, troppo tempo, viene riesumato per l’occasione il materiale dei Requiem, formazione oggetto di culto da parte di una frangia sempre più crescente di estimatori di casa nostra, e questo grazie soprattutto all’interessamento della sempre più attiva label genovese Bloodrock Records, la quale ha deciso coraggiosamente di raccogliere l’intera discografia ufficiale della band in questione, e di condensarla all’intero di un unico contenitore musicale, mi si permetta il termine, che si caratterizza grazie ad una serie di qualità peculiari, davvero di prim’ordine.
Contraddistinto da una splendida veste grafica e da un sostanzioso digipack sormontato da un’opera su tela dello stesso deus ex machina della compagine abruzzese in questione, “The story 1985-‘92”, rappresenta una sorta di viaggio onirico suddiviso in due tappe ben distinte, tanti quanti sono i cd oggetto oggi della nostra disquisizione informativa, che fotografano in maniera ineccepibile il percorso artistico del combo in questione, un’esistenza breve ma intensa, sinonimo comunque dell’inesauribile prolificità di quegli anni, con una formazione a quattro elementi che evolve il proprio approccio musicale da un primordiale classic metal dalle cadenze sulfuree ed inquietanti, verso un ibrido musicale concettualmente accostabile ad un doom metal dall’indubbio spessore compositivo.
Formati come una sorta di trasposizione musicale degli storici Unreal Terror, dai quali erediteranno ben più di un semplice fardello musicale, i Requiem hanno rappresentato, e forse rappresentano ancora, molto più di una semplice parentesi artistica fine a se stessa, tanto da essere più volte chiamati in causa come principale fonte d’ispirazione, da molteplici formazioni a carattere internazionale che si sono succedute in questi anni.
Cercando di procedere per gradi, il primo dei due cd acclusi in questo splendido cofanetto, presenta il periodo post “Nunc et semper”, ed è contraddistinto, oltre che da un’importante opera di masterizzazione e di pulizia del suono, che dona ai brani presenti una seconda giovinezza, dalla presenza dietro al microfono del vocalist Kevin “The witch” Thunder, capace di imprimere quel tocco di malsana malvagità ad un versante musicale fortemente ancorato ad una tradizione classica di fondo, che risentiva, oltre che delle reminiscenze hard rock di derivazione ‘70ies, dei primi vagiti heavy provenienti da una certa corrente primordiale legata fortemente alla New Wave britannica della decade successiva, la stessa che aveva caratterizzato i primi passi nel mondo discografico dei loro conterranei Death SS ai quali, naturalmente, i nostri potrebbero essere sensibilmente avvicinati.
Dodici gli episodi che arrivano sia da “Requiem 1985/1988”, edito all’epoca dalla Minotauro records di Pavia, nella sua versione su nastro, in modo da consentirne una maggiore fruibilità, che dal successivo ep “Ex Voto”, fra i quali una menzione a parte se la meritano senz’ombra di dubbio la lugubre “Post Mortem Vale”, costruita attorno ad un riff ossessivo e macabro di chiara impostazione sabbath-iana, l’incalzante “Angels Night” cadenzata ed ipnotica, l’auto celebrativa “Requiem” puro magma sonoro condensato su note, veramente deleteria nella reprise live che chiude l’ep in questione, mentre a colpire è senz’ombra di dubbio l’heavy tout court di “Destruction on the dark”, che ci presenta una band alle prese con divagazioni musicali di natura proto speed metal.
Un suono più cupo e rallentato, quasi mefistofelico, prende invece il sopravvento sulle tracce di “Via Crucis”, unico full lenght rilasciato dai Requiem in sette anni di esistenza, che copre la prima parte del secondo cd, e che ci presenta una compagine, se vogliamo, ancora più matura ed inflessibile, e questo grazie soprattutto alla presenza del nuovo vocalist Eugenio “Metus” Meucci, che riesce ad infondere quell’enfasi e quella teatralità che fino a questo momento era venuta meno, come dimostrato da brani intensi ed avvolgenti come ad esempio “Soldiers of Death” e “Vindication” .
Ne scaturisce così un ennesima prova discografica che assume i contorni di un vero e proprio epitaffio di sonorità decadenti ed ultra rallentate, caratterizzate da una certa staticità di fondo, nel quale i riff dilatati e pachidermici del buon Mario Di Donato, ben si sposano l’ottima prova fornitaci dal nuovo arrivato, che ci proietta in un immaginario fatto di visioni evocative e di presagi, proprio come ben evidenziato sulle note della lugubre “Ora pro tenebris” episodio che amplifica, dove possibile, il versante più doomy in possesso dei nostri, in uno degli episodi sicuramente più riusciti del lotto, mentre se “Juvanum” da una parte, sembra legata a doppia mandata a sonorità prettamente classiche, la title track “Via Crucis” è fra i brani più legati a quelle dark rock oriented degli esordi, mentre a chiudere il quadro ci pensa il live del 1990, che fotografa un’esaltante prestazione dal vivo di un combo al quale sarebbe bastato veramente poco per entrare nella storia dalla porta principale.
Che dire, un doppio cd che senz’ombra di dubbio rappresenta ben più di una semplice uscita discografica atta a risaltare il valore intrinseco e storico di questi autentici prime movers della scena musicale nostrana, una band i Requiem che, come detto in precedenza, avrebbero sicuramente meritato miglior sorte…come al solito la storia chiama, non fatevi trovare impreparati….
Per molti, ma non per tutti…….
Beppe "HM" Diana
beppediana@hardnheavy.org
Genere:Doom metal
Anno di pubblicazione: 2010
Etichetta: Bloodrock Records
Line up:
Kevin “The witch” Thunder – vocals cd1
Eugenio “Metus” Meucci – vocals cd2
Mario "The Black" Di Donato - guitar
Amedeo D'Intino - bass
Giuseppe Miccoli - Drums