Secondo disco e secondo colpo andato a segno per i redivivi Eternal Legacy, formazione che, etichettata ai tempi dell’esordio su disco come semplice side project, si è invece trasformata in una delle realtà più promettenti della scena musicale underground americana, riuscendo a consolidare uno status di grandeur che si è affinato nel tempo, e che in questa nuova occasione, riesce a raggiungere il suo zenit dopo appena due album pubblicati.
Non a caso la compagine statunitense, è riuscita a mettere in evidenza una crescita esponenziale, ed una maturità artistica acquista sul campo che, rispetto al seppur ottimo debutto “The Coming of the Tempest”, ha condotto i nostri verso un heavy metal di stampo prettamente tecnico, che raccoglie all’interno di un unico tessuto sonoro, partiture che arrivano tanto dalla matrice più tacitamente thrash metal, che dal metallo progressivo per antonomasia, il tutto comunque sorretto da un song writing articolato e da arrangiamenti sopraffini, che permettono ai quattro di esprimersi sempre su ottimi livelli, e che portano alla luce una serie di ottimi brani, ben undici per la precisione, che risplendono veramente di luce propria.
Meno ricercato e cervellotico del suo predecessore, sicuramente più fisico e d’impatto, melodico ed armonioso in alcuni frangenti atmosferici, oscuro e teatrale in altri, “Lifless Alive” è il classico prototipo del disco di rottura, che chiude la prima fase della carriera dei nostri, per aprirne una nuova, incentrata su un’acquisita consapevolezza dei propri mezzi tecnici, nonché su un versante compositivo finalmente determinante per le sorti della band in questione che, libera d’agire su più versanti, riesce finalmente a dare libero sfogo alle proprie velleità artistiche, come mai prima d’ora.
E proprio come in un recente passato, la riuscita del disco verte ancora una volta sul talento dei fratelli Jason e Shaun Vanek, capaci da soli di reggere il versante compositivo del combo in questione, e questo grazie ad intrecci chitarristici ed architetture sonore edificate con equilibrio, che riescono a bilanciare magistralmente potenza e melodia in un sinuoso gioco di chiaroscuri, come nel caso della pragmatica “Visonary Sin” epica e sontuosa quanto basta, giocata attorno a soluzioni non distanti da un energico power metal d’impostazione euroepa, in un crescendo pregno d’emozioni, della più quadrata “Souls of pray”, caratterizzata da un ottimo refrain e da armonizzazioni melodiche veramente ad effetto, o della snervante “Fight the heavens” che pigia decisamente il piede sull’acceleratore, o come nel caso di “Abbadon” di sicuro uno fra gli episodi più riusciti del lotto, di sicuro quella più tacitamente legata ad una corrente progressiva di fondo.
Come detto precedentemente, obbiettivo centrato in pieno, per una band finalmente pronta per il grande pubblico, si, forse in giro c’è anche di meglio, noi comunque ci accontentiamo, anche perché gli Eternal Legacy sono una formazione destinata d un futuro più che radioso, e su questo possiamo anche scommettere, vi và?
Beppe "HM" Diana
beppediana@hardnheavy.org
Genere:Heavy Metal
Anno di pubblicazione: 2010
Etichetta: Auburn Records
Line up:
Jason Vanek - guitar, vocals
Shaun Vanek - guitar
Tim Fredrick - bass
Steve Dukuslow - drums