Ma allora in Inghilterra ci sono ancora musicisti interessati a suonare heavy metal nell’accezione più classica della parola???
Ebbene si, anche se a dire la verità la città di provenienza di questo solido quintetto di classic metal, ovvero Bristol, è una di quelle roccaforti dove da sempre risiede lo zoccolo duro degli appassionati di certe sonorità, diciamo così vintage, basti pensare solo agli storici Jaguar ed Onslaught, solo per capire di che cosa stiamo parlando.
Kachana, questo il monicker della formazione di cui ci andremo ad occupare nella nostra disamina riassuntiva, un quintetto con solide basi nell'underground anglosassone che, dopo un inizio incentrato su sonorità thrash metal, e con ben cinque produzioni ufficiali all’attivo, ha progressivamente cercato di spostare la propria indole metallica, indirizzandola sempre più verso lidi sensibilmente vicini ad un heavy metal di concezione tipicamente classica, ottimo sia dal punto di vista dell’impostazione tecnico/musicale, che del vigore sonoro, e che, comunque, strizza l’occhio ad aperture più melodiche e di natura epic metal.
Un ensamble dunque ben conscio della propria caratura artistica, che non lascia niente al caso, anche perché, sul nuovo “Of Gods And Men”, tutto è curato alla perfezione, dalla produzione altamente speculare, alla resa sonora inequivocabilmente molto vintage, alla confezione semplice ma dannatamente professionale.
Ed il risultato finale vi starete chiedendo?
Beh, per fortuna anche quello è all’altezza delle aspettative, una componente musicale primigenia, old school sparata in faccia con la sicurezza e la sobrietà che solo le vecchie leve sanno d’avere, che si muove con sicurezza su territori sonori molto affini a band del calibro di Judas Priest, Maiden, Manowar e Saxon, quelli più cazzuti degli esordi, tanto per intenderci.
Ritmi frenetici, arpeggi tecnici, dissonanze e melodie accattivanti, si inseguono costantemente su queste sette tracce che danno luogo ad un wall of sound davvero ben compatto, in cui brani come la terrificante opening track “The Gatekeeper”, che combina con intelligenza la violenza sonica del prete di giuda, con la propensione metallica e progressiva dei Lethal di “Programmed”, o di “Bellisarius”, classica cavalcata metallica fra straripanti riffs di scuola Overdrive ed Artch, ben si amalgamano con gli accenti più drammatici di “Wings of time”, song pervasa da quell’alone teatrale tipico di formazioni come i Manowar, o dei Virgin Steel più melodici e meno criptici, o di “Father Forgive Me” classico esempio di vetusto metal US style che convoglia partiture tecniche e divagazioni melodiche in un unico tessuto sonoro, mentre di tutt’altro spessore emotivo è di sicuro l’incedere epico e suggestivo di “Sparta” che richiama alla memoria le scansioni melodiche gli Armored Saint del periodo “Symbol of Salvation”.
Niente di assolutamente trascendentale, certo, ma in fondo cosa chiedere di più in questo periodo di revival ad ogni costo, “Of Gods And Men”, piace per la semplicità, per la spontaneità e per quel sentore di deja vù che si trascina dietro, ascolto dopo ascolto, una band sulla quale sarebbe bene porre la giusta attenzione questi Kachana che, se saprà continuare su questi standard, potrebbe regalarci ben più di qualche forte emozione...
Da tenere d’occhio!!!
Beppe "HM" Diana
beppediana@hardnheavy.org
Genere:Heavy Metal
Anno di pubblicazione: 2009
Etichetta: Self Produced
Line up:
Tom Morton - vocals
Alexander Sarantis - guitar
Daniel Beaufort - guitar
Mark Shield - bass
Tom Huskinson - drums