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Prometheus - Làgrimas y Barro

Elegante, professionale ed al contempo stesso anche ambizioso, il come back discografico dei Prometheus, un ep che riesce, in poco più di mezz’ora, a farsi apprezzare soprattutto per le peculiarità che contraddistinguono l’escursus sonoro che il quintetto ispanico arriva a riprodurre durante l’arco delle sei composizioni presenti sulla loro seconda fatica discografica a titolo “Làgrimas y Barro”, riuscendo a fornire, oltre ad una buona impressione generale di una band sempre all’altezza della situazione, anche e soprattutto, degli ottimi spunti sui quali potersi soffermare.

Con un passato artistico relativamente recente, la band con base operativa in quel di Valenzia, arriva al tanto agognato secondo step discografico, dopo la solita trafila underground, e la pubblicazione di un debutto di tutto rispetto, come il precedente "Tierra de todos", riuscendo a concretizzare il proprio status di grandeur, grazie ad un nuovo lavoro che si permea di sonorità che riescono ad amalgamare sapienti digressioni classic metal, evoluzioni velatamente power metal oriented, ed un retrogusto di natura folk che, se non altro, aiuta a fornire un tocco di personalità in più ad una band, sempre e comunque, in continua evoluzione.

Personalità, già, anche perché durante l’ascolto dell'ep in questione, i Prometheus riescono più volte a porre l’accento su di un vettore caratteriale che, mai come in questo caso, risulta essere veramente distintivo e che, anche quando le influenze sonore e stilistiche sono pur sempre ben evidenti, riesce a manifestare una buona componente di soggettività che pone la band in una posizione ben equidistante dalle classiche formazioni heavy metal ispaniche dell'ultimo periodo.

Heavy Metal genuino, puro e limpido come il sangue che scorre nelle arterie venose, che sgorga e fluttua dal cuore condensandosi su un pentagramma di note pesantissime come macigni, che spingono giù verso gli asbissi dell'inferno, fra colate di metallo incandescente e atmosfere arcane che trovano la propria sacrosanta ubicazione all'interno di brani dal forte retaggio classico come l'opening track "Sangre en la manos" che, grazie ad un guitar work ben architettato, si muove sinuosa fra echi epici e sferzate più classic metal, o la deflagrante "Barros y Lagrimas" pregna di rimandi al power metal di band come Vicious Rumors e Metal Church, o l'arrembante "Quiero" dominata ancora una volta da chitarre pachidermiche e vocals al vetriolo.

Di tutt'altro appiglio sonoro sono invece l'atmosferica e sensibilmente melodica "La danza de la muerte", episodio in cui il versante più intimista e folk riesce a prendere sensibilmente piede, o l'heavy rock suadente e maligno di "Calma", che abbina soluzioni atmosferiche e ripartenze lisergiche, in un connubio di chiaroscuri molto affascianti.

Inossidabile, vitreo e pesante come solo il vero metallo sa essere, "Làgrimas y barro" si candida preotentemente fra le migliori uscite in campo classic metal degli ultimi mesi, e se qui da noi i Prometheus sono poco conosciuti, sonosicuro che quest'album potrebbe benissimo cambiare le sorti di questo ottimo ensamble, non ci credete?

Beppe "HM" Diana
beppediana@hardnheavy.org

Genere:Heavy Metal
Anno di pubblicazione: 2009
Etichetta: Self Produced

Line up:
Fernando Broseta - vocals
Jandiè Serrano - guitar
Rafa Vida guitar
Rubén de la Calle - bass
José María Vida - drums

Aggiunto: February 14th 2010
Recensore: beppediana
Voto:
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Hits: 189