Hard'n Heavy
  Menu
 Home
 News
 Archivio News
 Recensioni
 Recensioni Dvd
 Interviste
 Chi Siamo
 Contatti
 Segnala il Sito
 Sondaggi
 Link Siti Band
 Partners
 Pubblicità
  Sezioni Speciali
· Demo e promo
· Album del mese
· Last Review
  Last Review
China

Hungryheart

Ratt

Edge of Forever

West Pipes

Markoone

Zuul

Speed Trap

Armored Saint

Ground Control

Dragons Cave

Aeternal Seprium

Annihilatormancer


  Ultime recensioni
· Underground Symphony - Special pt.2
· Underground Symphony - Special pt.1
· The Tape Years - Wartrains
· The Tape Years - Velenha
  Interviste
· Poisonheart - Welcome to the party
· Fist Of Rage - Iterations to reality
· Windrow - Dangerous Game
· Tabiant - Origin Of Sin
· Showy Rags - Bad Luck
· Techrome - Evolution and Revolution
  Cerca


Ananke - Diary Of An Illusion

Si, è sempre bello constatare che una formazione sulla quale si è puntato, e pure molto, riesce a pubblicare finalmente il proprio album di debutto, nel tentativo di scrollarsi di dosso quell’impronta underground che proprio gli stava stretta, e chi più dei qui recensiti Ananke si meritava tanto, dopo aver dimostrato in passato di possedere delle doti compositive ed artistiche davvero di prim’ordine?

Già, ed il loro "Diary o fan illusion", nel complesso è un debutto che presenta veramente tutti i crismi del disco da tenere in forte considerazione, che riesce a catalizzare l'attenzione degli addetti ai lavori, anche i più esigenti, grazie soprattutto alla qualità intrinseca di un songwriting ispirato, frutto dell'ottima coesione e della tecnica sfoggiata da questi giovani metal head nostrani che, grazie anche ai consigli dell’esperto batterista dei Labyrinth Matt Stancioiu , riescono ad innalzare in modo esponenziale le enormi potenzialità messe in campo in quest'occasione.

Encomiabile quindi l'attitudine mostrata dalla band lungo questi undici avvincenti episodi in cui convergono in egual misura molteplici influenze musicali, derivanti sia dal versante più classico della musica heavy, power metal melodico in primis, che si mescolano sempre più soventemente e con un certo vigore artistico, a partiture più vicine ad un certo progressive metal pomposo e melodico, che conferisce al suono dei nostri quell'eleganza e quella solennità che in alcuni frangenti riportano alla memoria le lezioni impartite in passato da band del calibro di Elegy, Conception, Crimson Glory, ma non solo.

Ne scaturisce un platter senza alcun dubbio elegante e nel contempo anche raffinato, in cui la ricerca quasi spasmodica per gli arrangiamenti, sempre più sofisticati, e per una certa componente melodica, a mio modo di vedere, mai fine a se stessa, riesce nella maggior parte delle occasioni a dare luogo ad affreschi musicali multicolori che hanno quel certo gusto e quella, perché no, magniloquenza, delle ambientazioni raffinate di un certo gotha musicale che riconduce sempre e comunque ad una ristretta cerchia di eletti.

Ago della bilancia di un disco di questa portata è senz'ombra di dubbio l'ottima performance fornitaci dal vocalist Riccardo Minicucci, uno di quei pochi cantanti oggi in circolazione in grado di fare davvero la differenza, coadiuvato comunque da una grande band artefice veramente di una prova maiuscola che arricchisce di contributi, senza lasciar intravedere neanche la più minima sbavatura, un lavoro già di per se perfetto che ha il suo culmine su episodi piuttosto riusciti come l'avvolgente "Red eye", prog metal song che abbina estro e fantasia compositiva ad un'ottimo refrain e a partiture musicali davvero eccelse, la più quadrata e metallica "Exile", la suadente e delicata "On Nothingness", song che mette i brividi lungo la schiena, o la magnifica "Anathema", martellante cavalcata power/prog metal song che rinfoltisce le trame di un disco da ascoltare tutto d'un fiato, mentre a completare il quadro complessivo di questo ottimo debutto, troviamo una splendida confezione in digipack come nelle migliore delle tradizioni di casa Underground Symphony, splendida e soddisfacente,

Che dire di più, difficile trovare altri aggettivi se non quelli già precedentemente usati in altre occasioni, gli Ananke son una grande band, e su questo non ci piove, il disco nel suo complesso è quanto di meglio ci si possa aspettare oggigiorno da una band al debutto, perciò non mi resta che spingervi a contattare i nostri, anche perché ve ne potreste seriamente pentire, anche perché se i buongiorno si vede dal mattino.....ci siamo capiti, vero?

Beppe "HM" Diana
beppediana@hardnheavy.org

Genere:Melodic Power Metal
Anno di pubblicazione: 2009
Etichetta: Underground Symphon

Line up:
Riccardo Minicucci - vocal
Claudio Fiumicelli - guitar
Daniele Tornaghi - guitar
Matteo Poinelli - bass
Alessandro Minicucci - keyboards
Stefano Testa - drums

Aggiunto: February 14th 2010
Recensore: beppediana
Voto:
Link Correlati: Official site
Hits: 154