Si, senz’ombra di dubbio a livello underground il lavoro di debutto dei romani Stick It Out, è stato uno degli highlights dell’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle, un disco che ha potuto contare su ben tre diverse edizioni, due curate dalla stessa band, ed una dalla label americana Slipstick Records, etichetta che ha dimostrato ancora una volta un forte attaccamento alla scena musicale di casa nostra, puntando forte sulle qualità espressive e sulle potenzialità del combo romano, anche perché, diciamocelo pure chiaramente, questi cinque rockers di casa nostra, hanno veramente tutte le carte in regola per riuscire a lasciare il segno all’interno della scena musicale del vecchio continente, potendo contare su un’immagine perfetta, un’eccezionale right attitude, nonché un versante compositivo di primo piano che, partendo da reminiscenze vicine ad una matrice hard rock americana, si permea di rimandi allo sleazy rock degli anni che furono, avvicinandosi sempre più agli eccessi sonori legati ad una certa concezione punk rock di fondo.
Esuberanza sonora e melodia allo stato puro, ecco quale sembrano essere le coordinate artistiche sulle quali si muove la compagine nostrana che, nelle dodici composizioni di cui questo album si compone, ci “vomita” in faccia tutto il proprio amore e la propria devozione per lo street rock'nroll più selvaggio ed anticonformista, ponendosi come ipotetico trait d'union fra le scorribande sonore dei leaders incontrastati Faster Pussycat, dai quali ereditano quell'impatto di violenza urbana presente su alcune loro composizioni, come ben si evince dalla cover di “Jack the bastard”, che arriva dal controverso “Whipped”, e l'attitudine stradaiola dei primissimi L.A. Guns e TSOL, con il lato più volgare e trasandato del glam tout court di formazioni propriamente trasgressive come Motley Crue e Roxx Gang.
Il risultato di questo spericolato ed inebriante cocktail musicale, è ben evidenziato fra le trame di questo disco che si muove fra deflagranti partiture musicali costruite attorno ad una matrice prettamente rock , il tutto condito dall'ottima performance della band che riesce a rendere coinvolgenti brani dall'appiglio immediato come la ruffiana "Stop Teasin' Me", la sarcastica "You suck", o il refrain accattivante di "Sgt. Lizzie" e “I Wanna Be A Parasite Too”, brani che sprizzano energia pura da ogni nota e che potrebbero veramente condurre la band sul tetto del mondo!!!!
Musica senza compromessi dunque, fatta da appassionati per appassionati, sicuramente gli elementi per tentare il grande salto di qualità, sono ben insiti all'interno del combo romano, la strada da fare è tanta, ed i kilometri da macinare non finiscono mai, ma ad ascoltare dietro i solchi di questo straripante debutto, le premesse non possono che essere positive.
Detto che la band ha da poco cambiato fisionomia interna, da quintetto a quartetto, e che ha pubblicato un nuovo singolo, non mi rimane che rimarcare ancora una volta lo spessore artistico di questo disco che, lo vogliate o no, è destinato diventare un piccolo classico del genere.
Imprescindibile!!!
Beppe "HM" Diana
beppediana@hardnheavy.org
Genere:Sleazy Rock
Anno di pubblicazione: 2009
Etichetta: Slipstick Records
Line up:
Freddie – vocals
Dave - guitar
Andy - guitar
Trip - bass
Fo - drums