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Plastic Tears - Nine Lives Never Dies

"It's only rock and roll, but i'm like it" cantavano i maestri Roling Sones in una loro celebre song degli anni settanta, una frase che sembra coniata apposta per descrivere questo "Nine lives never dies" platter di debutto dei finlandesi Plastic Tears band che, a quanto pare, fregandosene altamente degli stili e delle mode imperanti all’interno del musci biz odierno, decidono per un recupero delle radici, e con queste anche di certe tradizioni, del buon vecchio e fottuto rock and roll più puro ed intimista, riuscendo a rinfrescare la memoria e le passioni di tutti quegli attempati rocker sopra i trenta, disegnando un ipotetico filo di Arianna che, partendo dal potere evocativo emanato dalla musica dei già citati Stones, arriva ad abbracciare la cultura notturna dei vecchi Dogs D'Amour e Quireboys, che di Mick Jagger e soci furono i più celebri discepoli, ma anche dei cult heroes come i maestri Slade e Nazareth o del primo glam dei New York Dolls, insomma di tutta quella ciurma di “eternal looser” che, con piglio poetico/sognatore, sono riusciti a far convivere in un unico contesto sonoro, le atmosfere sofferte e malinconiche di un certo rock decadente, con il ben più caloroso e vitale hard n'roll di matrice seventies style.

On the road dai primi anni novanta, e giunti a varcare la fatidica soglia del terzo lavoro in studio, questi cinque "benedetti" in poco più di tre quarti d’ora a loro disposizione, ci conducono per mano in un viaggio quasi onirico, trasportandoci indietro come per magia in una dimensione spazio/temporale quasi idilliaca, in cui il suono caldo e sensuale della voce di Miqu December o quello più spigoloso delle chitarre della coppia Marc Sonic/Artzi Lps, disegnano affreschi musicali multiformi che si colorano talvolta di tonalità chiaro/scure, che hanno i loro momenti topici in kickin’ ass song come la splendida "Sweet summer suicide" o "Underworld Angls", contraddistinte da partiture più vicine ad una concezione glam rock, o della più bluesy "Shadows Dance For Me" che sembra quasi essere estrapolata dal songbook dei mai dimenticati Hanoi Rocks,.

Di tutt'altro appiglio naturalmente la divertente party song "Tainted Memories" hard n’roll all'ennesima potenza con un piano sempre in bella evidenza, o la scatenata "Tokio rock" dissacrante coacervo di partiture rockn'roll, blues e sleazy, dotata di un groove a dir poco eccezzionale, capace di far scuotere e resuscitare anche i morti.

Insomma, se ancora non lo avete capito, qui si rokka ed anche di brutto, quindi lasciate perdere tutte le menate che vi passano per la testa, perché se siete amanti della buona musica e volete vivere ancora qualche forte emozione, visitate il sito di questi brutti ceffi e ricordatevi di ascoltare gli estratti di questo disco per farvi un'idea più appropriata di quello che troverete all’interno di " Nine lives never dies ".

It's only rock and roll, but i'm like it

Beppe "HM" Diana
beppediana@hardnheavy.org

Genere:Sleazy Rock
Anno di pubblicazione: 2009
Etichetta: Propaganda Records

Line up:
Miqu December – vocals
Marc Sonic- guitar
Artzi Lps - guitar
Eco Xtasy - drums
Hate Dynamite - bass

Aggiunto: January 24th 2010
Recensore: beppediana
Voto:
Link Correlati: Official site
Hits: 324