Hard'n Heavy
  Menu
 Home
 News
 Archivio News
 Recensioni
 Recensioni Dvd
 Interviste
 Chi Siamo
 Contatti
 Segnala il Sito
 Sondaggi
 Link Siti Band
 Partners
 Pubblicità
  Sezioni Speciali
· Demo e promo
· Album del mese
· Last Review
  Last Review
China

Hungryheart

Ratt

Edge of Forever

West Pipes

Markoone

Zuul

Speed Trap

Armored Saint

Ground Control

Dragons Cave

Aeternal Seprium

Annihilatormancer


  Ultime recensioni
· Underground Symphony - Special pt.2
· Underground Symphony - Special pt.1
· The Tape Years - Wartrains
· The Tape Years - Velenha
  Interviste
· Poisonheart - Welcome to the party
· Fist Of Rage - Iterations to reality
· Windrow - Dangerous Game
· Tabiant - Origin Of Sin
· Showy Rags - Bad Luck
· Techrome - Evolution and Revolution
  Cerca


Skull Hammer - Fear The Truth

Arde fiera e sprezzante più che mai la fiamma dell’heavy metal made in USA, nonostante un periodo di transizione che oramai si protrae da qualche annetto, e, malgrado l’interesse dei media locali risulti essere sempre meno di zero, l’underground a stelle e strisce continua ancora in maniera imperterrita a sfornare ottime sorprese, a volte davvero interessanti ed inaspettate, come nel caso dei cult heroes Skull Hammer.

Provenienti dalla poco nota, almeno a livello musicale, Framingham, cittadina del Massachusetts, si scopre dalla breve bio che accompagna il cd, che gli Skull Hammer non sono altro che il prodotto delle passate esperienze dei tre musicisti chiamati in causa in questo nuovo progetto, tutti comunque provenienti da trascorsi artistici molto vicini alla proposta offertoci dalla band su questo loro debutto “Fear the thruth”, proprio come nel caso del cantante/chitarrista Steve ''Ace'' McArdle, musicista con un background di tutto rispetto speso nelle fila degli storici Lethal Fury, formazione con due demo all’attivo ed una manciata di brani su altrettante compilation, rilasciate prima dello split definitivo arrivato sul finire degli anni novanta.

Con un trascorso di questa portata, potete ben capire che quello che ci aspetta all’ascolto di questo primo step ufficiale non può che essere un heavy metal nudo e crudo, abbastanza vicino a certe soluzioni di scuola prettamente bay area, una valanga di metallo puro al 100% che sommerge letteralmente l’ascoltatore, annientando qualsiasi pensiero di trend modernista, e che preferisce muoversi invece all’interno di certi canoni e parametri ben prestabiliti, avvicinandosi in modo alquanto esplicito al thrash metal degli eighties, fra richiami continui a Testament, Exodus, Forbidden, Apocrypha, e perchè no, anche primi Abattoir, quelli del capolavoro “The only safe place” naturalmente.

Un sound abbastanza vintage e tradizionale quindi, anche se la resa sonora e la produzione abbastanza potente e pulita di “Fear thr thruth”, pur con i dovuti paragoni del caso, non sfigurerebbe di certo al cospetto di release più blasonate, e questo grazie soprattutto all’ottimo lavoro di songwriting portato avanti dalla band in questione, l’esperienza ventennale dei nostri si fa sentire pesantemente, eccome, soprattutto quella del già nominato mentore del combo statunitense, autore dietro al microfono di una prestazione veramente superlativa, un singer di razza in grado, non solo di rifarsi sfacciatamente a mostri sacri del genere, ma anche di saper reggerne il confronto nelle parti più dilatate e profonde, roba davvero di non poco conto.

Quattro brani per un quarto d’ora scarsa di durata, sono comunque ben poca roba per capire le reali intenzioni e le potenzialità inespresse della formazione americana in questione, anche se, è bene precisarlo sin dall’inizio, l’impressione che suscitano rasoiate metalliche della portata di “Demons Roulette”, veloce ed incalzante, giocata su soluzioni speed molto vicine agli Agen Steel degli esordi, o la stessa title track “Fear thr thruth”, classicamente old school nel suo incedere da mosh a la Nuclear Assault meets Anthrax, sono più che concrete, mentre se “Polar decimation” oscura e decadente nel suo incedere facinoroso, risulta anche abbastanza scolastica, l’up tempo di “Souls sold long ago”, oltre a sviscerare ancora una volta l’amore snaturato per certe tematiche socio/politiche, ci mostra una band in pieno possesso di un bagaglio musicale considerevole grazie ai continui richiami al versante più crossover di Crumbsuckers e Suicidial Tendencies .

Un primo parto davvero niente male dunque, i quattro brani qui presenti, potrebbero benissimo rappresentare il perfetto vademecum per ogni buon thrasher che si rispetti, ed il pensiero che, apportando naturalmente i giusti accorgimenti, una band di questa portata potrebbe fare la fortuna di qualche label specializzata anche qui da noi in Europa, prende sempre più forma, anche perchè il loro thrash metal classico e scevro da qualsivoglia influenza o contaminazione di sorta, potrebbe fare di certo la felicità degli amanti più oltranzisti dello Us thrash metal.

Da tenere d’occhio...

Beppe "HM" Diana
beppediana@hardnheavy.org

Genere:Thrash Metal
Anno di pubblicazione: 2009
Etichetta: Self Production

Line up:
Steve ''Ace'' McArdle - vocals, guitar
Potz – bass
Dan Kowal – drums

Aggiunto: November 15th 2009
Recensore: beppediana
Voto:
Link Correlati: Official site
Hits: 307