Si, devo ammettere spudoratamente che mi piace da morire lo spirito battagliero che anima certe formazioni underground nostrane disposte veramente a tutto pur di portare avanti con una certa ostinazione, leggasi pure testardaggine, il proprio operato, rischiando altresì d’andare anche contro le istituzioni discografiche che, in un mercato oramai al collasso come quello degli ultimi anni, equivale ad una sorta di gogna/suicidio mediatico, in questo modo cambiano le etichette, così come i musicisti, ma quello che non cambia sono gli intenti artistici di gente inflessibile come i qui recensiti Future is Tomorrow, dati da più parti per scomparsi, ma che, invece, agendo nella penombra della scena heavy nazionale, stavano pianificando un ritorno in grande stile, coinciso oggi con la pubblicazione del tanto atteso “Fit to dieâ€.
Altamente professionale, ecco quali sono le prime parole che mi vengono in mente durante i ripetuti ascolti di questo debutto giocato sulla lunga distanza dei nostri amici veneti Future is Tomorrow, una band che con sagacia, intelligenza e, perché, anche una buona dose di abilità tecnica, ha saputo confezionare un disco che emerge sotto ogni punto di vista, sia per quel che concerne la veste grafica, che naturalmente quella sonora, anche perché, ciliegina sulla torta, i nostri si sono avvalsi della prestigiosa collaborazione del mitico Luigi Stefanini, per quel che concerne registrazione, mix e mastering finale, che nei suoi rinomati New Sin studio's, è riuscito ad infondere a tutto il lavoro la giusta dimensione heavy and loud che una band di questa portata ha davvero bisogno.
Si, anche se i nostri potrebbero essere solo in parte d'accordo con quello che sto per dire, i Future is Tomorrow di questo debutto discografico, si rendono artefici di un pregevole quanto sofisticato progressive/power metal di estrazione tipicamente melodica, Conception, Elegy e Sanvoisen, sia per quel che concerne le armonizzazioni chitarristiche e l'impostazione propria di queste otto composizioni, nonché per quelle modulazioni tipicamente atmosferiche che sempre più di sovente fanno capolino all'interno del song writing dei nostri che, a livello puramente melodico invece, trae fortemente ispirazione da una componente più agevolmente heavy/power di tutto rispetto.
Ne scaturisce un compendio di potenza e melodia che, a ben vedere, ripercorre quei sentieri e quelle trasposizioni sonore che ci ripropongono quanto di buono fatto ascoltare sui dischi di band magari più acclamate, ma comunque sullo stesso piano dei cinque Future is Tomorrow, come Secred Sphere, DGM ed, in parte, gli stessi Arthemis, anche perché, come i loro più celebri colleghi, anche i nostri amici possono contare sull'apporto di un validissimo singer come il buon Massimo Bottiglieri, uno di quei vocalist ottimamente impostati e capaci veramente di fare la differenza.
Correlazioni musicali ed artistiche a parte, il qui recensito “Fit to die†si lascia apprezzare proprio per la linearità e la duttilità delle composizioni stesse, il più delle volte giocate attorno ad un appiglio melodico davvero disarmante, che le rende veramente irresistibili, spingendo la formazione nostrana verso vette compositive di tutto rispetto, e che ci aiutano a capire di trovarci veramente al cospetto di una band di valore assoluto.
Così dalle note della stratosferica "Save us, source of mercy", heavy song dall'impatto assicurato divisa equamente fra energiche stilettate metalliche, e un bridge davvero elettrizzante, alla cavalcata metallica "All for you" contraddistinta da splendide chitarre armonizzate e da un cantato davvero idilliaco, passando per la più melodica , ma non per questo scontata, " The day of retribution ", song che sprigiona una drammaticità di quelle che ti entrano nella pelle davvero al primo ascolto, fino a giungere sulle note della più articolata, e naturalmente votata al verbo progressive, “Another Soulâ€, i Future is Tomorrow riescono a mettere in mostra, oltre ad una buona dose di personalità , che li porta a spaziare con disinvoltura all’interno di un variegato percorso stilistico e musicale , delle doti compositive e di fini arrangiatori, tutt’altro che comuni che, da quello che si può facilmente evincere ascoltando dietro i solchi di questa sfavillante opera prima, potrebbe seriamente condurre i nostri al cospetto di una label seriamente interessata nell’avvalorare il potenziale intrinseco di questa giovane compagine di casa nostra.
Che dire, il disco piace e pure tanto, come detto in precedenza la band ha tutte le caratteristiche peculiari per poter spiccare il grande salto verso lidi qualitativi a loro più congeniali, adesso sta a voi fornire l’apporto logistico di cui hanno bisogno, per il resto BUY OR DIE!!!!!!
Beppe "HM" Diana
beppediana@hardnheavy.org
Genere:Progressive Metal
Anno di pubblicazione: 2009
Etichetta: Self Produced
Line up:
Massimo Bottiglieri - vocals
Michael Snidaro - guitar
Fabio Tomba - drums
Matteo Campo Dall'Orto - bass
Paolo Furlanis - guitar