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Lizhard - Lizhard

Che disco ragazzi questo debutto omonimo dei meneghini Lizhard, la classica cigliegina sulla torta di un anno, quello ancora in corso, che verrà sicuramente ricordato negli annali come quello della rinascita, o se volete meglio della riconferma, di una scuola italiana, quella legata a doppia mandata ad una concezione hard rock old style di diramazione prettamente a stelle e strisce, che ha visto proprio negli ultimi mesi il proliferare di un numero enorme di ottime pubblicazioni su dischetto ottico che, grazie anche alla peculiarità artistica delle proposte, a volte veramente disarmante, hanno permesso ai nostri artisti di mettere finalmente da parte quel ruolo di cenerentola del vecchio continente recitato per tanto, troppo tempo, e di tentare finalmente la conquista del mercato intercontinentale proprio com’è successo ai nostri quattro amici rockers.
Ebbene si, con alle spalle un passato artistico sicuramente ricco di soddisfazioni extrapersonali, soprattutto per quel che concerne il versante live, ed un primo ep cantato completamente in lingua madre, i Lizhard del nuovo corso dicevamo, riescono finalmente a rompere gli indugi e, grazie soprattutto a delle qualità intrinseche ben evidenti, si gettano a capofitto in un escursus musicale, nonché compositivo che, naturalmente, s’abbevera alla fonte statunitense degli ‘80ies, riuscendo ad inanellare un’ottima manciata di brani, ben dieci per la precisione, nei quali, oltre all’aspetto melodico sempre e comunque in evidenza, i nostri riescono a mettere in risalto anche le proprie qualità individuali e di abili strumentisti, quelle stesse qualità che, grazie anche all’ottima produzione artistica affidata al sempre più attivo Alessandro Del Vecchio, qui presente nella doppia veste di tastierista, vengono sicuramente potenziate e finalizzate in un’unica direzione che poi è quella che ha reso immortali formazioni del calibro di Great White, Firehouse, Mr. Big o dei nostri cuginetti elvetici Gotthard, band alla quale i nostri potrebbero benissimo essere avvicinati senza il benché timore di prendere nessun abbaglio.
Ne scaturisce così un platter intenso ed avvolgente incentrato su partiture musicali che portano ben impresse nel proprio DNA artistico quelle digressioni hard rock mainstream, a volte torride e roventi , altre più volutamente lineari e trascinanti, il tutto naturalmente caratterizzato da refrain irresistibili ed hooks melodici che strizzano l’occhio al rock più semplicemente fm-oriented, ben tre le ballad nel lotto di composizioni, componenti che naturalmente fanno di questo “Lizhard†un tipico esempio del made in Italy di cui andare terribilmente fieri.
E non a caso, a valorizzare la band e a rendere più internazionale il disco in questione, ci ha pensato la label americana Perrris record, che per i nostri dovrebbe sicuramente rappresentare il classico trampolino di lancio verso quel successo che tutti noi da tempo auspichiamo, e che, naturalmente, ha creduto in pieno nelle potenzialità dei quattro musicisti nostrani, e in quello di brani come il trascinante heavy rock di “Devil’s Highway†, la sinuosa “My Wild Side†classico coacervo sonoro nato dall’incontro di reminiscenze class metal e partiture più tacitamente sleazy, la più sanguigna “Let’s party†infarcita di tipiche dissonanze boogie n’roll, o l’ipotetico hit single “Let the good times rock†che ha un incedere che non può non ricordare la più famosa “Mountain Mamaâ€.
Un disco perfetto, o quasi, in tutte le sue componenti, da quella grafica a quella più prettamente musicale e strutturale, caratterizzato da un insieme di qualità che, come dicevamo prima, la formazione nostrana ha saputo affinare negli anni di dura gavetta che l’hanno finalmente condotta al debutto sulla lunga distanza, un debutto che, naturalmente, potrebbe fare sia la felicità degli estimatori di quelle tipiche sonorità adulte e ricercate, che dei semplici intenditori di musica rock, per cui non fatevelo scappare, potreste commettere un crimine di cui so già che vi pentirete…..

Beppe "HM" Diana
beppediana@hardnheavy.org

Genere: Hard Rock
Anno di pubblicazione: 2008
Etichetta: Perris Records

Line up:
Luke Marsilio – vocals, guitar, armonica
Paul Mainetti – guitar
Luca “Ze†Moroni – bass
Ricky Lecchini – drums

Aggiunto: November 28th 2008
Recensore: beppediana
Voto:
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Hits: 418