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Zarpa - El Yunque Contra El Martillo

Questo è disco spettacolare, heavy metal al cento per cento, suonato con il cuore e con la passione che solo i musicisti della vecchia guardia sanno infondere, propostoci naturalmente da una band che da anni, ben trenta per essere precisi, si prodiga in prima persona per promulgare nel proprio paese, ma non solo, il sacro verbo del rock duro, senza lasciarsi raggirare dalle facili promesse, forse a lungo mai mantenute, proseguendo fieri e sicuri per il proprio sentiero costellato magari più da difficoltà impellenti che da facili approcci medianici, senza per questo perdere di vista l’aspetto comunicativo che da sempre oramai li contraddistingue.

E i valenziani Zarpa, band della quale ci andremmo ad occupare in questa recensione, conoscono bene il significato della parola sacrificio, anche perché, nella loro longeva carriera discografica di musicisti, che si protrae oramai dal lontano 1977, ben tredici i dischi rilasciati dalla formazione ispanica, senza per questo dimenticare i vari album solisti o le partecipazioni a compilation varie, a cui il quintetto ha preso parte preso parte, hanno più volte dovuto far leva principalmente sulle proprie forze e sui propri sacrifici, rinunciando magari ad un’affermazione più agevole e su vasta scala intercontinentale, forse sarebbe stato troppo facile saltare sopra il carrozzone del successo che il metal classico ispanico aveva saputo attirare attorno a se non più di qualche anno addietro, rimanendo coerentemente attaccati ad una concezione heavy rock fortemente debitrice della scena musicale degli eighties che i nostri hanno naturalmente aiutato ad edificare, sostenuti naturalmente da uno zoccolo duro di ammiratori che, ormai, li segue da tempo davvero immemore.
E in mezzo a questo lungo stuolo ben nutrito di ammiratori, naturalmente una posizione privilegiata se l’è ritagliata la label teutonica Karthago Records che, dopo aver prodotto il precedente disco dei nostri dal titolo quanto mai esemplificativo di “Infierno”, si è prodigata nel portare alla luce il qui presente “El yunque contra el martillo” che, da quanto potuto ascoltare, riesce senz’ombra di dubbio a fare addirittura meglio del suo predecessore.

Guidati saldamente all’attacco ancora una volta dal gran cerimoniere Vicente Feijóo, come al solito presente nel duplice ruolo di chitarrista/cantante, gli Zarpa del nuovo corso riescono pur sempre a dare pieno sfoggio delle proprie qualità di ottimi musicisti, fini esecutori, e di compositori di gusto soprattutto, edificando a tratti un wall of sound che, seppur pregno di rimandi al suono classico e pionieristico del passato, diciamo un vero e proprio trait d’union fra l’hard rock elegante e sontuoso dei Rainbow, l’epicità ed il suono arcano dei Dio d’inizio carriera, e la sintassi metallica dei Maiden degli esordi, riesce pur sempre ad infondere quel certo flavour artistico e quella virilità esecutiva, sicuramente degna dell’attitudine artistica dei maestri sopra elencati .
Con sincerità, umiltà e dedizione il quintetto spagnolo in questione, riesce, in poco più di un’ora a disposizione, ad incastonare un ricco mosaico multiforme, inanellando composizione dal forte sapore emotivo come nel caso della accattivante dell’opening track “Sin piedad” che si muove sicura nel suo incedere tipicamente in your face, arricchita da un’incedere veramente da brivido, o come nel caso della superba “Tokio” song che, ad un’intro soffusa ed atmosferica, riesce a contrapporre delle stilettate heavy rock che portano con se quel vago retrogusto folk, degno dei migliori Thin Lizzy d’annata, soprattutto per quell’incedere delle twin guitar che dominano alla grande il break centrale, non da meno l’heavy metal trascinante di “La zarpa y el sable” giocata fra i chiaroscuri di contaminazioni prettamente british steel, divise equamente fra un incedere ritmico tipicamente Judas Priest, ed un chorus che sa tanto di “vergine di ferro”, mentre se le cadenze tipicamente dark de “Un mundo perfecto en un mundo estiniestro” ci riportano alla memoria le gesta dei mitici Angels del Inferno, quelli dell’omonimo disco naturalmente, la title track “El dunque contra el martillo” con le sue sonorità heavy rock di stampo prettamente epico/sinfonico, e di estrazione Rainbow of course, riescono ad infondere ottime sensazioni, e quando ad esplodere sono invece le note della caliente “Los defensores del rock”, vero e proprio atto di devozione ed amore espresso in musica, non si può di certo rimanere inermi davanti cotanta sagacia ed ardore portata a galla dalla formazione ispanica in questione.
Disco ineccepibile, band superlativa, “El dunque contra el martillo” è il vero prototipo del disco perfetto dall’inizio alla fine, niente di più, niente di meno, e se per parole come sincerità e devozione, significano ancora qualcosa, non potete certo tirarvi indietro, non vi pare?

Beppe "HM" Diana
beppediana@hardnheavy.org

Genere: Progressive Metal
Anno di pubblicazione: 2007
Etichetta: Karthago Records

Line up:
Vicente Feijóo - guitar, vocals
Rafael Játiva - guitar
Vicente Romero - bass
Bienvenido Godoy - drums

Aggiunto: November 12th 2007
Recensore: beppediana
Voto:
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Hits: 423