Ciao Jahn e benvenuto sulle pagine di Hardn’Heavy, e grazie del tempo che ci stavi volendo dedicare, dunque, vorrei partire la nostra chiacchierata chiedendoti qual è lo stato di salute odierno della band alla vigilia della partenza di una nuova avventura chiamata “Underworld”?
Attualmente abbiamo un line up stabile e si lavora bene assieme anche grazie all'amicizia che si creata. Siamo però ancora un po indietro con la preparazione dei concerti; ci stiamo lavorando su per poter dare seguito live ad "Underworld" e renderlo ancora più power del disco.
Visto che siamo in argomento, cosa si cela veramente dietro al significato del titolo della vostra nuova fatica discografica?
Ma, il significato di Underworld deriva principalmente dalla canzone Lost Secret e dalla storia che tratta nel suo testo.
Una storia tradizionale della Linguadoca del 1200, dove nel soccombere agli invasori nemici un tesoro fu per sempre nascosto nelle voragini della terra (l'Underworld appunto) per proteggerlo dal maligno.
Anche se non propriamente riferito alla canzone, il titolo dell'album può essere interpretato come un nuovo posto dove rifugiarsi per evadere e proteggesi da questa nostra società sempre più in decadenza e sempre più negativa.
Ok, dunque, il vostro ultimo lavoro in studio in ordine cronologico, risale a ben nove anni or sono, un lasso di tempo relativamente lungo, quindi è giusto che ti chieda, che cosa avete combinato a livello puramente artistico in tutto questi mesi che ci hanno separato?
In tutto questo tempo, dallo scioglimento, i Great Master sono rimasti in una sorta di limbo. Ho da sempre avuto l'intenzione di realizzare Underworld ma ero impegnato già in un altro progetto per cui il tempo era limitato.
Poi ho voluto fermarmi un attimo per cercar di rilanciare i Great Master, band con la quale è nata la mia carriera musicale.
Così con l'aiuto di Max, storico cantante dei GM abbiamo sistemato qualche vecchio pezzo rendendolo presentabile al mercato.
E da qui grazie all’ Underground Symphony, i Great Master sono risorti.
Si anch’io credo che avere un’etichetta come l’Underground Symphony che, negli ultimi mesi ha dimostrato più con i fatti che con le parole, di credere molto nella band, sia per voi sinonimo di una certa stabilità, o sbaglio?
Ho sempre ritenuto l'Underground Symphony la migliore in Italia. Il primo demo da noi realizzato glielo avevamo proposto a fine anni 90 e cosa vuoi, le canzoni e la tecnica erano quello che erano e la risposta fu in parte negativa ma ricordo che Maurizio ci scrisse una lettera (che ho messo da parte) dove ci invitava a proporgli altri lavori negli anni a venire. Così quando è stato il momento, gli ho inviato il materiale per primo.
E sono rimasto incredulo quando mi scrisse che l'mp3 che gli avevo inviato di "The Battle of Lost Heroes" gli piaceva molto e lo aveva già ascoltato 3-4 volte. Da li è nata la nostra intesa con l’Underground Symphony, etichetta con la quale ho sempre desiderato realizzare il primo disco dei Great Master, e così è stato.
Quanto tempo avete passato in studio fra sessioni vere e proprie e mixing finale? Siete entrati avendo già ben in mente come sarebbero venute le nuove song, o qualcuna di queste ha subito in fase di step finale dei piccoli accorgimenti?
Questo è un po difficile da quantizzare, in quanto “Underworld” è stato un lavoro un po’ anomalo lato studio.
Infatti, è iniziato e si è bloccato per diverse volte negli anni. Essendo stato registrato interamente da noi posso solo dire che verso la fine del 2006 ci avremo dedicato sicuramente più di qualche settimana.
Le canzoni essendo state riprese più volte nel tempo hanno subito delle piccole modifiche a livello riff e melodia. Non sono mai nate così come sono ora.
L'unica forse che è nata ed è stata incisa com’ è ora e “Canon di Pachelbel” che è stata registrata solo alla fine del progetto.
Come ed in che occasione sono nati i nuovi brani che fanno parte di “Underworld”? Il processo di composizione è stato fluido come per le precedenti release?
”Underworld” è stato interamente composto da me, quindi le canzoni sono nate in particolari momenti o stati d'animo della mia persona.
Il processo di composizione è sempre lo stesso poiché una volta che assemblo il pezzo lo ottimizzo con Max per quel che concerne voce e cori e questa cosa è sempre avvenuta, fin dalla registrazione del primo demo.
Dove si sono svolte le sessione di registrazione del disco e soprattutto avete fatto tutto da soli, o c’era qualcuno dietro alla consolle pronto a darvi qualche buon consiglio?
Il lavoro è tutto artigianale, non abbiamo avuto nessuno dietro la console se non io e Max.
Tuttavia entrambi abbiamo avuto varie esperienze studio con altri gruppi e quindi si impara sempre qualcosa che alla fine torna utile.
Adesso ti porgo una domanda che di solito faccio sempre, quindi ti pregherei di essere sincero sino in fondo, ma per le sessioni di registrazione del vostro nuovo parto discografico, avete utilizzato diavolerie moderne come Q-base o Nuendo, o avete preferito registrare tutto alla vecchia maniera?...e sempre se non sono troppo stressante, pensi che l’uso di certe tecnologie durante le session di registrazione sia più un fattore positivo o negativo per un musicista?
Eh si abbiamo usato certe diavolerie ovviamente.....sai, io credo sia positiva la cosa, perché oggi giorno con una discreta spesa uno può avere un minimo di tecnologia per poter realizzare un proprio lavoro.
Col tempo puoi acquistare hardware migliore che ti permetterà di alzare la qualità del tuo lavoro. Sono spese che si possono affrontare agevolmente e un po’ alla volta ti costruisci il tuo studio personale..
Una volta era tutto più difficile se pensi che nell'analogico bisogna acquistare il registratore a bobine e solo questo costava diversi milioni di lire.
Lo facevi solo se avevi intenzioni professionali di aprire un attività di studio di registrazione, mentre ora certe barriere son cadute.
Ovviamente conoscendo i prodotti e gli strumenti quando ci si appoggia ad uno studio puoi anche dare il tuo contributo/parere col fonico per arrivare più agevolmente al punto prefissato nel progetto.
Solitamente nella carriera di un musicista, il terzo step discografico è sempre il più difficile, anche se a volte assume anche le coordinate della definitiva consacrazione artistica della band, per voi com'è stato affrontare un traguardo così ambito e, se vogliamo, anche tortuoso?
Di “Underworld” il difficile è stato mettere assieme tutti i pezzi del puzzle nel modo migliore.
E' stato il tempo a peggiorar le cose perché accantonando per molto le canzoni, tante idee sono andate perse.
Una volta messo in chiaro tutto è stato più facile lavorarci su e assemblare l'album. Tuttavia vedo questa domanda più per il prossimo album che dovrà confermare i risultati della band. Questo perché prima i Great Master eravamo io e Max.
Ora siamo in 5, la band è al completo è sarà sicuramente più stimolante lavorare al nuovo disco.
Quindi con il senno del poi, come giudichi il vostro nuovo lavoro? Cambieresti qualcosa, o pensi che, nel bene e nel male, possa rappresentare al meglio il suono della band? ..e se non è troppo pensi che, nella vostra carriera di musicisti, “Underworld” possa rappresentare più un punto di partenza o di arrivo?
A livello musicale non cambierei niente, in quanto il genere proposto è l'originalità del gruppo. Questo Heavy/power che si ascolta deriva da un insieme di gruppi che ho molto amato in passato e sono stati loro a costituire il genere che i Great Master propongono. Alcuni hanno giudicato scarso il songwriting poiché non presenta particolarità espresse da gruppi power del momento.
Molti altri lo han definito più che positivo proprio perché si distacca da questo filone di gruppi power.
Il songwriting dei Great Master è molto semplice e melodico e richiama sonorità anni 80 di gruppi come Warlord, Iron, Manowar...con riff semplici e azzeccati.
A questo aggiungi il power di gruppi come Gamma Ray, Running Wild, Stratovarius ed ecco che ti escono i Great Master.
L'unica cosa che cambierei sarebbe un po la produzione finale del lavoro. Quando ho inviato il master all'Underground Symphony pensavo che la release del prodotto fosse imminente, invece per una serie di intoppi esterni all'etichetta il disco è rimasto fermo per quasi 2 anni.
Ecco se avessi saputo di avere più tempo a mia disposizione lo avrei curato ancora meglio, cambiando determinate cose.
Chi è il principale compositore all'interno della band? Chi ha l'onore o l'onere di apportare i primi input durante la stesura di un brano degli Great Master?
Come detto precedentemente il principale compositore sono io.
Una prima stesura viene da me suonata e poi elaborata insieme a Max per quanto riguarda le voci. In Underworld, per la parte solistica delle canzoni mi sono poi affidato ad un mio amico, Marco Manente che ha prestato al meglio le sue mani e la sua creatività elaborando dei bellissimi assoli.
Questo però riguarda “Underworld, per il prossimo lavoro voglio coinvolgere l'intero gruppo. Presenterò sempre io il grosso delle idee ma stavolta saranno condivise fra 5 teste.
Come ho avuto occasione di dire nella mia recensione, i Great Master sono una delle poche formazioni tricolori a poter essere identificate con l’appellativo di cult metal band, ma personalmente che effetto ti fa questo termine, ti provoca timore referenziale o al contrario ti fa andare fiero?
E' un gran bel complimento!!! E da una gran gioia riceverlo. I Great Master sicuramente riceveranno più consensi dagli amanti del metal classico, vecchio stile piuttosto che dalle nuove correnti in voga oggi giorno.
Essere definiti come una delle band italiane di riferimento ripaga del lavoro svolto in questi anni e ci sprona a continuare a dare il meglio di noi stessi.
Dal primo demo al nuovo lavoro in studio, come pensi sia cambiato il tuo modo di comporre e di rapportarti alla musica suonata?
Dal primo lavoro a quello attuale sicuramente è cambiata la cultura musicale che si è elaborata e ingrandita.
Infatti, dal primo lavoro per il quale ci avevano definiti apostoli di Heavy Load e Manilla Road oggi siamo approdati ad un Heavy/power che ha continuato ad abbracciare quella vena epic fondendola col power tedesco.
Il modo di comporre è cambiato anch'esso in funzione del mutamento di stile. La linea principale però rimane immutata e cioè i riff epici che si riscontravano nei passati lavori sono presenti anche in Underworld e credo sia la particolarità più importante dei Great Master. Ovviamente col tempo la tecnica è migliorata e lo stile ne ha giovato.
So perfettamente di toccare un tasto dolente, ma puoi dirmi quale è la situazione live per una band come la tua in una città abbastanza ricettiva come la tua Venezia?
Avete la possibilità di suonare on stage negli ultimi mesi?
A Venezia la situazione è nulla, ma non solo per il metal anche per generi più abbordabili come il rock. Per aver la possibilità di suonare bisogna spostarsi fuori provincia, magari verso terre più fertili come il padovano, vicentino veronese e ultimamente anche il bellunese; e questo per quel che riguarda il metal nel Veneto.
Presto, spero inizieremo a suonare in qualche data a supporto di amici ma anche da soli, per questo ci vorrà ancora un pochino per rendere il più professionale possibile lo spettacolo.
Al momento non ci siamo sbilanciati molto, abbiamo dato la nostra conferma solo al Rain in Bag Festival 2010 che si terrà questo Luglio nel padovano, ma probabilmente assieme a quello presto arriveranno altre conferme.
Prima di concludere vorrei porti un’altra domanda da fan, chi è il Jhan Carlini di tutti i giorni, ovvero cosa fai di solito per vivere e soprattutto quali sono le tue passioni al di la dei Great Master?
Jahn Carlini è un lavoratore comune, sposato e ha una bellissima bambina di due anni che occupa il 75 % del suo tempo!!!
Vive di molte passioni culturalmente legate alla storia; ama il medioevo, le leggende e le storie di cultura popolare, i misteri e il filone fantasy.
Ama leggere e se c'è una cosa che non manca a casa Carlini sono i libri.
Quando ce n'è la possibilità non perde occasione di scappare sui monti per una bella giornata di pesca nei torrenti.
Queste sono solo alcune delle molte passioni, ma la più importante è ovviamente la musica in generale poiché è un sostenitore oltre che del metal anche della musica classica, celtica, medioevale, il rock e il country.
Ok, Jhan, siamo alla fine, concludi l’intervista ricordando ai nostri lettori quali sono le prossime mosse della band da qui ai prossimi mesi….
Ora stiamo lavorando per dare il meglio della band Live e a breve verranno pubblicate le varie date dove poter venirci a vedere e ascoltare.
Invito tutti a seguire il nostro myspace e sito web che sono sempre aggiornati riguardo tutte le news della band e anche a riguardo le recensioni di “Underworld” che in questi giorni è stato inviato a redazioni giornalistiche di vari paesi europei e extra europei.
Oltre all’aspetto live si ritorna all’aspetto studio e quindi ad un nuovo lavoro poiché nell’attesa della release di “Underworld” che è durata circa 2 anni, è stato composto del nuovo materiale che ricalcherà le movenze del primo, ma con una differenza, vorrei riuscir a portare il sound un po più indietro negli anni in modo da rievocare più atmosfere epic metal, ovviamente, non facendo mancare la giusta dose di power.
Ma questa, come si dice è un'altra storia....