Così giovani eppure già così determinati!!!!
Di chi stismo parlando? Ma dei grandissimi Rising Wind naturalmente, una nuova matricola che ha i numeri giusti per candidarsi fra le migliori promesse della scena classic metal tricolore, grazie ad un sound e ad un'attitudine che definirei giustamente old fashioned.
Già , chi l'ha detto che per riuscire a trasmettere quel feeling evocativo e quella carica dirompente degna dei grandi maestri, si debba necessariamente avere una certa età ?
Basta, piantiamola con certi discorsi retrogradi, la passione è passione e basta, e se a questa aggiungiamo pure una sana dose di sfottuta attitudine true metal, consunta ad una preparazione tecnica di buon livello ed una spiccata maturità compositiva, beh è facile capire che ogni discorso minimamente malevolo perde della sua validità .
E i Rising Wind queste qualità le hanno ben radicate nel proprio DNA di musicisti e di metal band, e grazie ad un ottimo discorso musicale come quello portato avanti dal loro debut ep “Believersâ€, dimostrano in pieno di meritare la nostra fiducia incondizionata.
Quindi se amate il classic metal senza compromessi, quello suonato con il cuore e con la passione di chi ha fatto della musica molto più di una ragione di vita, vi sarà particolarmente gradita questa loquace chiacchierata via etere intercorsa fra il sottoscritto ed il buon Lou Wild chitarrista nonché portavoce della band in questione, indi per cui……
Ciao Lou, innanzitutto grazie per la grande disponibilità e per il tempo prezioso che ci stai volendo dedicare, vuoi presentare in maniera più delineata la storia dei Rising Wind, presentando di volta in volta anche i membri della band?
Un saluto a te Beppe e a tutti i lettori di Hard ‘n Heavy! Innanzitutto voglio ringraziarti per averci dedicato tempo e spazio su questo sito, per noi si tratta della primissima intervista.
Dunque, i Rising Wind nascono nel maggio 2006 da un’idea del bassista Slevin Simon e del batterista Antonio Delaria, subito seguiti da Freddie Avalon alla voce, e poco tempo dopo da Jack Hammer e il sottoscritto alle chitarre. Il primissimo intento era quello essere una classica cover band, influenzata dalle più note formazioni hard ‘n’ heavy degli anni ’80, come Iron Maiden, Judas Priest, Iced Earth... Ma già dopo pochi mesi ci ritrovammo a comporre pezzi, e da allora non abbiamo più smesso di scrivere e suonare dal vivo anche canzoni nostre.
Nel primo anno, oltre alla discreta attività live, frequentammo un corso di musica d’insieme sotto la supervisione di Alberto Bollati (Wine Spirit, Utez), che ci ha aiutati moltissimo nel trovare un metodo di composizione ed esecuzione, specialmente sui nostri pezzi che allora, con il senno di poi, erano davvero piuttosto acerbi!
A partire dalla primavera 2008 poi, con il cambio di batterista, abbiamo intensificato l’attività live, registrato l’EP “Believersâ€, vinto 2 contest e partecipato come testimonial ufficiali italiani del videogioco Rock Band.
Dunque, i Rising Wind sono la prima band per tutti i componenti, o in passato qualcuno di voi aveva fatto parte di qualche altra formazione musicale?
Io prima di entrare a far parte dei Rising Wind militavo in un gruppo cover rock classico, da me fondato: i White Summer. L’attuale batterista Jack, invece, prima di essere dei nostri era il motore di una nostra band amica: gli Angels Rejections.
Adesso lascia che ti faccia i miei più sinceri complimenti per la buona qualità del vostro ep che, per essere il primo lavoro in studio, lascia intravedere comunque già ottime cose, quanto tempo avete passato fra registrazione e mixing finale dei brani?
Ti ringrazio di cuore per i complimenti! La nascita di Believers in realtà è divisa in due periodi, distanti ben 12 mesi l’uno dall’altro. Viene concepito nell’inverno del 2008, come raccolta di quei pezzi che a nostro avviso erano più completi: Forever, Ancient Tomorrow, My Hell ed Angel’s Last Breath (registrammo altri due brani, The Curse e Vengeance, i quali però vennero scartati dal risultato finale).
Questo al Truck Studio di Milano sotto la guida del nostro amico Matteo Magni. Con l’ingresso di Jack Rain nella band decidemmo di fargli ri-registrare le tracce di batteria: ci affidammo a Luca Princiotta, grande chitarrista dei Clairvoyants e Doro Pesch, nonché mio maestro, ed entrammo nel suo Nativity Studio di Balerna (Svizzera) nell’ottobre 2008...il risultato, i suoni e la professionalità che trovammo in quell’ambiente fu tale che decidemmo di rivisitare anche le tracce melodiche e vocali di tutti i pezzi. Ma non solo: registrammo per intero anche un quinto brano, Another Sun.
Siete entrati in sala di registrazione sapendo già come dovevano suonare le varie tracce, oppure in fase di step finale qualcuna di queste ha subito dei piccoli accorgimenti?
Come dicevo già nella domanda precedente, i pezzi hanno subito diverse variazioni, alcuni in maniera evidente, altri meno.
Abbiamo sempre cercato di non rendere banale e scontato il nostro lavoro: non ci siamo limitati affatto a registrare quello che solitamente suoniamo dal vivo, ma ogni singola traccia è stata curata al massimo, per dare all’ascoltatore un’impressione di professionalità e qualità .
Talvolta siamo stati persino troppo pignoli sui nostri lavori, spesso quasi maniacali! Ma penso che col senno di poi, tutto questo sia servito, e costituisca dei punti a nostro favore.
Cosa puoi dirci delle liriche che ruotano attorno alle singole tracce di "Believers"? Da quello che ho potuto appurare con mano, a parte la splendida track "Forever", gli altri testi sono abbastanza legati a tematiche di vita vissuta e di emozioni, dico bene?
Non esattamente, in realtà i testi e le tematiche, così come in fin dei conti i brani stessi, si differenziano molto l’uno dall’altro. Il tema di Forever è l’amore, una vera e propria dedica verso una donna incontrata e che ha cambiato la vita di chi scrive.
Ancient Tomorrow invece è tutt’altra cosa: il testo è del tutto immaginario, basato su uno scenario futuristico di una guerra nucleare, dove il potente ha in mano le redini del gioco, e gioca con le vite degli altri: sul nostro sito è presente un’artwork che rende l’idea!
Another Sun è invece un testo assolutamente positivista: la vita ci presenta sempre una nuova occasione, un “altro sole†risorgerà sempre per darci un’ulteriore chance.
My Hell riprende il mood di Ancient Tomorrow, in chiave più realistica ed attuale: è una protesta contro le bugie della società moderna. Infine, come l’opener, Angel’s Last Breath è un testo d’amore, ma in questo caso decisamente drammatico.
In che maniera nasce una tipica song dei Rising Wind? Chi di solito ha l'onore o l'onere di fornire agli altri i primi input?
La cosa entusiasmante dello scrivere pezzi in questa band è che tutti hanno quasi l’obbligo morale di metterci del proprio, anche una singola nota.
Ogni pezzo che ascoltate e che ascolterete è il frutto di un lavoro di gruppo: l’ideatore del tema o del riff (solitamente io, Jack Hammer e Jack Rain) compone la base e la struttura, che verranno poi plasmate dalle idee e dalle influenze di tutti gli altri membri.
Per quanto riguarda i testi, invece, Freddie e Jack H. sono stati fin’ora i veri due responsabili.
Con il senno del poi come giudichi il vostro nuovo lavoro? Cambieresti qualcosa, o pensi che, nel bene o nel male, possa rappresentare al meglio il nuovo corso della band?
Se dovessi limitarmi a giudicare Belivers esclusivamente come EP, ovvero come primissimo lavoro di un gruppo alle prime armi, non posso che ritenermi soddisfatto: è un prodotto a mio avviso serio e ben curato, e penso di poter tenere questa opinione anche in futuro.
Se invece mi chiedi se Believers rispecchia veramente quello che voglio esprimere con la musica allora ho qualche perplessità : con il tempo i gusti cambiano, si matura e ciò che si è fatto in passato talvolta ti sembra banale, acerbo.
Può sembrare brutto, ma in realtà penso sia una cosa positiva, che ti spinge a migliorare anno dopo anno. Oggi infatti, e penso di poter parlare anche a nome di tutti gli altri Rising, c’è bisogno di modernizzare, soprattutto nell’ambito della musica metal. Gli anni ’80 sono stati un periodo d’oro, ma lo erano proprio perchè rappresentavano la modernità .
La bravura di un gruppo oggi a mio avviso sta nel riuscire a distaccarsi dalle proprie radici, e creare qualcosa di mai sentito prima: ecco perchè l’etichetta di band heavy metal, o classic metal, ci va un po’ stretta: stiamo cercando di ispirarci il più possibile a nuovi gruppi come Alter Bridge, Avenged Sevenfold, Hardcore Superstar...anche perchè come hai giustamente scritto tu nella recensione, questa etichetta di cult metal band non ci si addice affatto!
Pensi che, nella vostra lunga carriera di musicisti, il vostro debutto possa essere considerato più un punto di partenza o di arrivo?
Assolutamente un punto di partenza. Believers è il risultato di ciò che abbiamo fatto fin’ora, in questi tre anni. Ora dobbiamo ripartire da questo prodotto, andarne fieri, e capire per mezzo dei riscontri che avremo dal pubblico, su quale tipo di pezzi orientarci o meno.
Abbiamo fortunatamente tante idee in testa, ma vogliamo sfruttarle al meglio, e trovare una nostra identità definita.
E per fare ciò dovremo sapere come muoverci, su che cosa puntare: sappiamo di avere qualcosa di buono nel cilindro, e non vogliamo sprecare questa opportunità . Vogliamo fare sul serio, insomma, per noi la musica non è più un semplice hobby.
Devo ammettere che fa sempre piacere venire a conoscenza di giovani realtà fortemente legate al classic metal come la vostra, ma come mai avete deciso di seguire questo sentiero sonoro, piuttosto che altri?
Ed in definitiva, quali pensi siano le band che vi hanno influenzato nel processo di composizione di queste cinque tracce?
Siamo stati legatissimi al classic metal, è la musica con la quale siamo cresciuti, quella che abbiamo suonato imbracciando le prime volte una chitarra o un basso... ma stiamo maturando, i nostri gusti stanno cambiando.
Gli Iron Maiden sono stati la band che in assoluto ci ha influenzati maggiormente in questo primo periodo: Brave New World ha partorito a mio avviso una nuova generazione, e noi ne siamo stati totalmente coinvolti.
Rimarremo sempre legati a loro, la nostra musica strizzerà sempre l’occhio a questo gruppo. Ma, ripeto, oggi c’è bisogno di novità , modernità ; e se non sei originale e innovativo, non vai da nessuna parte.
Sempre più band oramai, hanno la smania del debut album, al punto tale da indebitarsi per registrare un master finito, eppoi andare a caccia di qualche etichetta che lo pubblichi, non ti sembra un controsenso?
Si, penso che sia un controsenso in quanto un album, anche il primo, credo debba essere già materiale prodotto da un’etichetta.
E’ anche vero però che oggi giorno le etichette economicamente disposte a scommettere su artisti emergenti sono poche, se non nessuna, e la selezione è talmente ardua che i gruppi devono presentare un prodotto talmente di qualità che il più delle volte questa si riscontra solo in un album fatto e finito.
Voi invece che scopo vi siete prefissati come band? Divertirsi e divertire, o cosa?
Siamo nati quasi per gioco, sai, la classica band di amici di scuola...Ma oggi, è inutile nascondere che puntiamo al massimo, ad una carriera di successi e fama. Tutto questo senza scordare di divertirsi e divertire, sempre e comunque.
Regalare emozioni a tutti coloro che ci sono vicini, che ci seguono dal vivo, che comprano il nostro disco o la nostra maglietta. E perchè no, regalare emozioni anche direttamente a noi stessi.
Da qualche anno a questa parte, la scena heavy metal italiana è un calderone oramai saturo di ottime band provenienti da diverse estrazioni musicali, dammi tre buoni motivi per cui un fruitore medio di heavy metal debba avvicinarsi alla musica dei Rising Wind.
OK, ti do tre semplici motivi per invitarti a venire ad un nostro concerto! Primo, lo spettacolo visivo è piacevole, abbiamo una presenza scenica coinvolgente, che non passa di certo inosservata.
Secondo, nei nostri concerti non suoniamo cover banali, scontate...ma vere e proprie chicche, brani che difficilmente sentirai fare da qualche altro gruppo!
Terzo, perchè come dice il titolo dell’EP, crediamo in quello che facciamo, e questo credo che emerga sempre dalla nostra musica, dalle nostre canzoni, sia sul disco che dal vivo.
So di toccare un tasto delicato, ma qual'è la situazione live nella vostra Milano per una giovane realtà musicale come la vostra?
Difficile, perchè nella maggior parte dei locali più belli, quelli dove è davvero un piacere suonare, gli unici nomi che girano sono quelli di tribute band, per lo più commerciali.
Proprio l’altro giorno mi è capitato di discutere con un locale che ci stava per rifiutare perchè non siamo un tributo, sostenendo che la scelta non sia loro, ma del pubblico. Io credo che se i locali dessero più possibilità ai gruppi che fanno musica propria (non solo metal, sia chiaro) non solo il pubblico sarebbe ugualmente contento, ma il livello qualitativo delle band italiane crescerebbe.
Inoltre, avremmo anche un’esportazione maggiore: i gruppi italiani famosi all’estero si contano davvero sulle dita di una mano.
Tuttavia, da quel che sento in giro, rispetto al resto d’Italia, a Milano dobbiamo solo sentirci fortunati riguardo alle possibilità per una band live...
Prima di concludere, ti prego di togliermi una cuoriostà , come mai avete deciso di adottare dei nick name così "caratteristici"?
Per puro divertimento e per puro caso, davvero! Jack Rain, ad esempio, ha questo soprannome perchè quando è entrato nel gruppo, ogni volta che si provava, pioveva, ed è stato così per settimane!
Il mio e quello di Freddie invece, ricordano per assonanza i nostri reali cognomi...quello di Slevin Simon e Jack Hammer sono presi da due film, rispettivamente Patto Criminale e un film di Bud Spencer & Terence Hill!
Ok Lou, siamo veramente alla fine, ti rinnovo i miei complimenti per l'ottimo lavoro svolto sul vostro debut demo, concludi con una classica frase che sintetizzi lo spirito che regna all'interno degli Rising Wind, non prima di aver fatto un saluto ai nostri lettori.
Io ti rinnovo i ringraziamenti per l’attenzione che ci hai rivolto, e colgo l’occasione per salutare tutti i lettori di Hard ‘n’ Heavy e ad invitarli a visitare il nostro sito (www.risingwind.it) e il nostro MySpace (www.myspace.com/risingwind), dove non mancheranno delle imminenti novità !
Non ti dirò una vera e propria frase, ma una singola parola, ovvero quella che da il nome al nostro disco: Believers.
Credo che questo sia, ora come ora, lo spirito che regna all’interno dei Rising Wind.
Crediamo fermamente in quello che stiamo facendo.
Intervista a cura di
Beppe "HM" Diana