Genere: Hard Rock
Anno di pubblicazione: 2008
Etichetta: Self Prodeced
Line up:
Andrea Uboldi - vocals
Matteo Serra - guitar
Federico Gassa - bass
Gianluca Luci - drums
Born on a wrong side of the town, ovvero la band giusta nel posto sbagliato!!! Potrebbe essere benissimo questa la frase che sintetizza al meglio quella che, in definitiva, è il riassunto delle vicissitudini che si celano dietro alla storia dei Sovversivo, ottimo ensamble proveniente dall’immenso bacino metallico dell’hinterland meneghino che, nonostante una carriera artistica che si protrae oramai da dieci lunghissimi anni, costellata naturalmente da tre ottime produzioni di buon livello underground, giunti alla soglia del fatidico album d’esordio, che li dovrebbe consacrare di diritto come una delle migliori realtà nazionali in campo prettamente hard rock, i quattro sono riusciti a dare alito alle proprie ambizioni artistiche, registrando un’ottima manciata di brani, ben dieci per la precisione, intrisi di atmosfere al limite fra un suono roccioso, al contempo moderno ed al passo con i tempi, ed alcune armonizzazioni sicuramente più melodiche, che strizzano l’occhio a sonorità più levigate e gotiche, che fanno di “Wild Emotions” sicuramente una delle migliori release dell’anno ancora in corso.
Un album che, a livello puramente qualitativo, credetemi, mette in risalto il duro lavoro di una formazione veramente capace di cambiare più volte pelle, nonché di gettare le basi per uno stile compositivo molto maturo, naturalmente proteso verso il nuovo che avanza, senza per questo dimenticare le proprie radici musicali e formative, in una perfetta sintesi di chiaroscuri che, grazie anche alla produzione, oserei dire quasi perfetta, ottenuta agli Indyrecords Studio, potrebbe condurre la band lontano, veramente molto lontano.
Purtroppo però, la realtà è ben diversa da quanto auspicato sopra, infatti, nonostante gli ottimi presupposti, i Sovversivo stanno faticando, e non poco, a trovare una label disposta a credere ciecamente nelle loro qualità artistiche, non poche a dir la verità , nonché su quelle di un disco perfetto che, con la giusta promozione e l’esposizione medianica adeguata, naturalmente, potrebbe fare le fortune di qualche manager lungimirante, anche perché l’hard rock elegante e grintoso figlio putativo dei retaggi teutonici di formazioni più all’avanguardia come ad esempio Pink Cream 69, Axxis o degli stessi Bonfire e Casanova, è ben insito nel DNA della formazione nostrana che, brano dopo brano, dimostra più con i fatti che con le parole, di essere veramente all’altezza di questi paragoni così illustri.
Già , quante band oggi in circolazione possono vantarsi di poter contare sull’apporto di una sezione ritmica precisa e quadrata come quella formata della coppia Federico Gassa e Gianluca Luci, rispettivamente basso e batteria, del grintoso vocalist Andrea Ubaldi, tipico esempio di potenza ed espressività canora, o sull’estro della sei corde di un chitarrista fantasioso e dinamico come il nostro Matteo Serra?
Ben poche, vero? Ed è proprio unendo queste qualità innate, che poi vengono fuori superbe composizioni della portata della snervante “No escape (from reality)” episodio che punta molto del suo gioco forza su atmosfere oscure e cariche di un groove metallico al limite della bay area vera e propria, della più quadrata “Out of time”, song pervasa da un humus melodico veramente esagerato, della sinuosa title track “Wild Emotions”, veramente irresistibile nel suo incedere fra dissonanze hard rock e partiture più class metal, o ancora sulle atmosfere catchy di “Silent hero”, song che strizza l’occhio alle alienazioni più gotiche e decadenti del versante hard rock, compatibile con quanto proposto in un passato poi non tanto recente dai finlandesi 69 Eyes, mentre “The sound of heaven” con il suo flavour sensibilmente più dark, risulta molto ma molto vicina agli HIM degli esordi.
Naturalmente, come nella migliore delle tradizione dei dischi di debutto, anche il qui presente “Wild Emotions” raccoglie il meglio prodotto dalla band nella sua lunga carriera artistica, anche se, a ben vedere, il qui presente platter, segna un significativo confine fra passato e presente.
Che dire, beh, senz’ombra di dubbio i Sovversivo sono una formazione molto valida che fa della professionalità e della dedizione alla causa il proprio credo, certo, fossero nati in Germania o in Finlandia, ora staremmo qui a parlare della new sensation proveniente dal freddo nord, ripeto, con la giusta esposizione medianica e l’appoggio di una label di lunghe vedute, i nostri potrebbero togliersi ben più di qualche soddisfazione che vada ben oltre il semplice interesse undergound, perciò, dategli la possibilità e vi sapranno stupire!!!
Voto: 5/5
Beppe "HM" Diana
beppediana@hardnheavy.org
Contatti:
Official Site