Genere: US Classic Metal
Anno di pubblicazione: 2008
Etichetta: Rock It Up Records
Line up:
Rob Steele - vocals
Davey Lee - guitars
Notch Vara - guitars
Jay Wegener - bass
Jesse Vara - drums
Sicuramente una delle official release più attese degli ultimi mesi, il debut album sulla lunga distanza degli americani Byfist, è una di quelle classiche usicte discografiche che non riescono a tradire le aspettative da parte dei fans di alcune frange più oltranziste dell'heavy metal più tradizionale, andandosi a posizionare di diritto nelle perosnale play list degli ultimi mesi, tanto e tale è il valore intrinseco delle composizioni contenute in questa sorte di raccolta celebrativa.
Ebbene, per quei pochi che non conoscono il significato storico di questa assoluta cult band della scena Us Metal degli eighties, possiamo dire che il monicker dei Byfist è stato sempre posto in correlazione con quello degli altrettanto sottovalutati Reverend, formazione di sua maestà David Wayne, emblematico vocalist della prima reincarnazione degli storici Metal Church, oramai passato a miglior vita, anche perchè alcuni dei membri della band con base operativa in quel di San Antonio, come la coppia di asce di Davey Lee e Notch Vara, chitarristi anche della band solista del buon Wayne, nonchè la sezione ritmica formata dal bassista Jay Wegener e dal batterista Jesse Vara, sono stati degli elementi di valore aggiunto di quella formidabile formazione di Seattle, autrice di alcuni classici come "Play god" e "World won't miss you", tanto che il mitico frontman dei Church, volle addirittura occuparsi della produzione del come back della band statunitense "Adrenalin", un ep che, a quanto pare, aveva il compito di tastare il terreno per un ipotetico deal europeo da parte dei nostri.
Contratto che, come la storia ci insegna, all'epoca non si è minimamente concretizzato, e che invece giunge oggi grazie all'interesse della sempre più intraprendente label germanica Rock It Up Records che rilascia il qui recensito "Preserving the past", cd che, naturalmente, va a placare la smania famelica da parte dei molti estimatori della band sparsi per tutto il globo, soprattutto in Germania ed in Grecia, e te pareva, e che, oltre a presentare tutta, ma proprio tutta la produzione discografica del combo texano, ovvero due ep più una demo, ci regala addirittura ben due composizione rimaste completamente indete.
Come avrete sicuramente capito dalle mie parole, il genere portato avanti con audacia da questa storica formazione americana, è nientemeno che un classic metal tradizionale, sia nell'impostazione che nelle sonorità , naturalmente di estrazione tipicamente US style, che si ricollega con una certa veemenza a quella corrente ideologica che ricorda molto da vivino le lezioni impartite in passato da band di spicco come i mai troppo compianti Fifth Angel e Malice, o le progressioni armoniche degli Heir Apparent e dei Culpirit, nonchè l'heavy metal tout court dei padrini Metal Church, omaggiati, oltre che alivello puramente artisitco, anche dal cover artwork del cd che riprende, anche qui molto ideologicamente, i tratti del capolavoro "The Dark".
Valore storico dicevamo, ma per fortuna nostra, anche di natura prevalentemente compositiva, certo, anche perchè molti dei brani ivi inclusi, sono senz'alcun dubbio qualitativamente all'altezza di molte produzioni odierne, presentando a volte una vigorosità medianica davvero sorprendente, soprattutto per quel che concerne la prima parte, ovvero quella legata al già enunciato ep "Adrenalin", condotto in porto dalle vocals istrioniche dello screamer Vikk Real, ora nei One of Sixx, e nel quale la band riesce a dare pieno sfoggio delle proprie ambizioni artistiche, andando a piazzare un trittico di brani spettacolari che, come nel caso della suadente opening track "Mary Celeste" pervasa da intrecci ritmici veramente avvincenti, o del classic metal "Left to die" e delle veloci e sanguinolente "Meltdown" ed "Eternal Damnation", che presentano affinità musicali con i Priest più heavy and loud.
Sound più magmatico e classicamente heavy con i brani appartenuti al debut ep "You Should have Known" di ben dodici anni prima, che presenta una band alle prese con un heavy metal più quadrato e diretto sullo stile dei primi Queensryche/Fates Warning, con il vocalist David Rees sulle tracce del miglior Geoff Tate d'annata, e brani dal piglio velamente progressivo come nel caso dell'articolata "Midnight Mass" e della più cadenzata title track "You Should have Known" cje sembrano quasi fuoriuscire dalle brume metalliche di quel capolavoro che porta il titolo di "Warning", mentre per l'inedito "Guaranteed Death" che ci presenta il nuovo corso della band con l'ennesimo cambio di line up a livello di vocalist, la band pare intenta a macinare soluzioni più in your face e di natura tipicamente power/thrash metal ancora una volta in pieno Reverend/Metal Church style, per un risultato ancora una volta ottimo sotto ogni punto di vista.
Beh, che dire, sicuramente i nostri non hanno mai raggiunto, e forse non raggiuntungeranno mai e poi mai le qualità eccelse di songwriting dei loro padrini, certo, ma ciò non toglie il dover riconoscere a questa formazione quei valori sopra enunciati che, assieme alla perseveranza artistica di questo manipolo di musicisti, fa dei Byfist una formazione degna del nostro rispetto più assoluto.
Come al solito, la storia chiama, voi fatevi trovare pronti.....
Voto: 5/5
Beppe "HM" Diana
beppediana@hardnheavy.org
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