Genere: Heavy Rock
Anno di pubblicazione: 2007
Etichetta: Rock it up records
Line up:
David Neil Cline - vocals, guitar, keyboards
Dexter Arney - drums
J.D. Donnely - bass
Bill Kozy - guitar
Twenty years spent to spread the hard rock's verb, this is the only way I know to introduce David Neil Cline to our readers, a talented musician that, in all this time, have recorded only three album, released just through his personal label, and unfortunately badly distributed here in Europe, this is the reason why the name of this musician isn't familiar to many rockers of the old continent.
And this was a bad mistake, because the kind of music produced by David, is a great mixture of everything that our inspiring muse have proposed in the last two decade, in fact, influenced by many bands like old Scorpions or Deep Purple and Nazareth, but also from master like Whitesnake or Rainbow, the D.N.C. band's song writing, is characterized by a solid guitar work and a good rhythmic section , but also by a great vocal's performance by the same David Cline.
But not at everyting is lost, now thank to Rock it up records, we have the chance to listen all the best material coming from the three productions, plus to bonus tracks present just in thie european release, all for fourteen songs what they conduct us through a trip to bashful in the time, destynation the golden years of heavy rock.
Un viaggio, per certi versi, anche emozionante, che ci conduce per mano e ci fa ripercorrere un ipotetico itinerario sonoro fatto di sensazioni ed emozioni, quasi impercettibili, e per troppo tempo assopite, come se le mode e i trend non avessero neanche minimamente scalfito la vera essenza della musica hard rock dei bei tempi che furono, musica che, almeno per una volta, ritorna ed essere la sola protagonista di questo trip immaginario, caratterizzato come detto da un ottimo guitar work, a volte davvero memore delle lezioni impartite da autentici guru della sei corde come il man in black per eccellenza, vale a dire sua maestà Ritchie Balckmore, ma anche il talento puro di cavalli di razza come il folle Ted Nugent, e l'incompreso Uli J. Roth o, perché no, il lirismo chitarristico del buon Mark Reale, musicista al quale, il nostro amico David, potrebbe benissimo essere paragonato senza nessuna smentita.
Un chitarrista questo David Neil Cline che, pur non rinunciando al ruolo predominante del suo strumento all’interno di ogni song, riesce a porre l’abilità sulla sua sei corde, a completo servizio dell'apparato compositivo della sua band, e della melodia in primis, riuscendo ad imprimere il suo personale stile, nonché la giusta enfasi artistica, a brani del calibro della killer track "A metter of time" che riesce a mixare con astuzia l'aspetto melodico vero e proprio di band come Survivor e Foreigner, con un escursus sonoro degno dei migliori Urriah Heep più melodici, le atmosfere catchy della sfarzosa "Crazy Dream" tipica song class metal USA style, ammantata da un refrain davvero spettacolare, oppure l'incedere maledettamente hard rock tipico di un certo retaggio ottantiano di “Malefic influence†e “Take it or Leave itâ€, snella e diretta la prima, più delicata e articolata la seconda, entrambe comunque dominate da un guitar wizzard che si riproduce in un riff-erama davvero d'altri tempi.
Che dire, davvero un'ottima ri-scoperta questo disco dei David Neil Cline Band, musica d'altri tempi certo, old fashioned quanto si voglia, ma che sa sempre regalare le giuste emozioni, che si dipanano per quasi un'ora di pura estasi sonora. Sicuramente troverete di meglio in giro ed anche di opiù competitivo sotto l'aspetto del songwriting, ma se siete alla ricerca di emozioni, di vere emozioni, beh, "A piece of history" potrebbe fare giusto al caso vostro.
Voto 5/5
Beppe "HM" Diana
beppediana@hardnheavy.org
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