Genere:Classic/Power Metal
Anno di pubblicazione: 2010
Etichetta: Temple of Noise Records
Line up attuale:
Pino Chirico - vocals
Guglielmo Massimino - guitar
Carlo Fantoni - bass
Ugo Montana - drums
Ennesima splendida realtà partorita dal sempre più rinomato palcoscenico nostrano, quella dei Windrow è una stella che brilla di luce propria e che potrebbe sicuramente continuare a splendere negli anni a venire, anche perché le qualità peculiari, siano esse tecniche che puramente compositive, riscontrate all’interno del loro come back discografico, lasciano trasparire la classe, nonché la determinazione, di questo solido quartetto romano, che ritorna sul mercato discografico con quello che il loro quarto sigillo ufficiale, riuscendo a far registrare decisive progressioni verso quella maturità artistica che, in questa nuova occasione, raggiunge veramente la quadratura desiderata.
Non a caso la formazione tricolore, con base operativa nell’hinterland della capitale, si rende artefice di un solido power metal di tipica estrazione ‘80ies style, irrobustito da suadenti architetture legate ad una concezione classic metal di fondo che, sempre più di sovente, si arricchisce di tipici ricami di natura melodica che, in alcune occasioni, riescono ad infondere quel pathos e quell’emotività che, naturalmente, arricchiscono un versante compositivo risaltato da una semplicità di fondo a volte davvero edificante.
Si, non a caso quello che piace di più di questo come back discografico, è proprio la spontaneità compositiva con la quel i brani vengono presentati, nonché la naturalezza di strutture musicali semplici ma dannatamente efficaci, accorgimenti questi che avvicinano molto sensibilmente la giovane compagine oggetto oggi delle nostre attenzioni, a band più blasonate come il mitico triumvirato formato dai maestri Gamma Ray, Halloween e Mania, formazioni dalle quali sembrano veramente ereditare ben più di un semplice testimone artistico, già.
Dieci brani ottimamente strutturati dunque, arricchiti da una produzione altamente speculare che incrementa le quotazioni di autentici metal anthem del calibro di “Afterlife”, esaltante mid tempo lineare e coriaceo, un ipotetico cavallo di battaglia che dal vivo promette sicuramente sfracelli, la solida e quadrata title track “Dangerous Game” infarcita di chitarre armonizzate e scansioni ritmiche perfette, accarezzata da un incipit che non può che rimandare ai migliori Heaven’s Gate del capolavoro “Livin’ in hysteria”, l’enfatica doppietta di “Glorius March/Go on the wind”, sicuramente l’episodio più emozionante del lotto, caratterizzato da reminiscenze epiche di fondo, o la stessa “Rotten world” oscura e penetrante come il migliore classic metal della terra dei Nibelunghi.
Heavy Metal tradizionale nell’eccezione propria del termine, niente di più, e niente di meno, i Windrow badano soprattutto al sodo e non si fanno di certo abbindolare da modernismi ed amenità di sorta, conservatori sino al midollo, difensori della sacra fiamma, alimentata da partiture musicali si scontate, ma pur sempre in grado di lasciare il segno nell’ascoltatore, a noi della redazione sono piaciuti, a voi l’ardua sentenza!!!!
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