Genere: Progressive Metal
Anno di pubblicazione: 2009
Etichetta: Saf Produskyion/EMI Turkey
Line up:
Baris Bal - vocals
Serhat Guven - guitars
Onur Iakr - bass
Koray Alarslan - keyboards
Emre Kirikyapan - drums
Certo, avere la possibilità di recensire un album di ottimo metallo pesante che giunge dalla Turchia, sicuramente non è un avvenimento che capita ogni giorno, anche se so benissimo che per i più conservatori di quelli che si stanno accingendo a leggere questa breve disamina riassuntiva, la provenienza dei qui recensiti Northern Lights, potrebbe benissimo suscitare sentimenti come ilarità, o forse denigrazione, ma se, come il sottoscritto, avrete la possibilità di avvicinarvi a questa band, sono certo che potreste cambiare subito idea, anche perché “Return To Logan's End” è un gran bel disco, suonato e registrato in maniera ottimale da una band che fa di tutto pur di dimostrarsi all’altezza della situazione.
Come ben saprete, la Turchia non è, e forse non lo sarà mai, uno di quei paesi rinomati per quel che concerne l’heavy metal elitario, espediente questo che ci lascia presupporre che, districarsi fra infrastrutture totalmente inadeguate, e studi di registrazione forse poco avvezzi al genere, sia stata un’impresa veramente molto ardua per la compagine in questione, anche se, carte alla mano, nonostante tutte le difficoltà oggettive incontrate, i cinque musicisti con base operativa nell'hinterland della capitale Istanbul, sono riusciti ad inanellare un trittico di composizioni davvero niente male, portando alla luce un album che, nel complesso, ha veramente tutti i requisiti giusti per poter piacere e non solo agli appassionati di formazioni totalmente devote all’underground più oscuro e buio.
Ma non è tutto, anche perché un altro punto a vantaggio dei Northern Lights risiede nel fatto che, il genere in cui i cinque si sono voluti cimentare per questa loro prima release ufficiale, è un intricato, e alquanto complesso, connubio fra il più elitario progressive metal di estrazione americana, e partiture più vicine al symphonic metal europeo, il tutto riletto sotto un’ottica abbastanza personale, filtrata attraverso massicce dosi di nozioni classiche, anni ed anni di gavetta, ed alcuni mesi di studio di registrazione che, alla fine, hanno premiato gli sforzi profusi dal combo in questione, permettendogli di effettuare quel salto di qualità precedentemente paventato al’interno di due demo rilasciate nell’arco di un decennio di esistenza artistica
Da quel che si può evincere leggendo i testi e guardando attentamente lo splendido lavoro d'artwork che lo avolge, sembra quasi che “Return To Logan's End” ruoti attorno ad un intricato concept che ha il sapore dei racconti fantasy più celebri, e che a livello puramente musicale, trova il giusto adattamento intrecciandosi univocamente al vetusto tessuto edificato dalla band che, nel suo piccolo, riesce a forgiare tre mini suite ricche di atmosfere cangianti, giocate su una struttura dinamica portante davvero ad effetto, che sicuramente saranno gradite a chi non può fare a meno di band come Shadow Gallery, Helreid, Time Machine e Vanden Plas in particolar modo.
Un disco questo dunque intenso in cui i momenti salienti ci portano al cospetto di brani corposi come l’opening track “Flame & Clouds”, song caratterizzata da partiture progressive ed un chorus molto melodico, giocata fra roventi parti di chitarra, e tappeti di tastiera molto più soffusi e atmosferici, la straripante “The Bridge” che ha una struttura nettamente più progressiva fra echi di Queensryche, House of Spirits, e naturalmente Poverty’s No Crime, anche se l’apice qualitativo viene comunque raggiunto prima dalla splendida title track “Signs”, energico up tempo fra digressioni classiche e divagazioni più symphonic/prog metal in un ipotetico connubio fra i Labyrinth di “Return to heaven denied” e i mai dimenticati Arkè, e poi dalla splendida “Logan's End”, ancora una volta giocata fra lisergiche accelerazioni power metal e richiami sinfonici di fondo, il tutto avvalorato dalla prova vocale offertaci dal singer Baris Bal, che suggella in modo definitivo la prova maiuscola di questa piccola grande realtà del vecchio continente!!!!
Solitamente sono sempre di bocca buona, anche perché recensisco sempre quello che più mi piace, ma questa volta devo dire di essere al cospetto di una band davvero con gli attributi giusti, sperando che qualcuno prima o poi si accorga anche di loro, vi inviato a d andare a visitare le pagine del loro sito, non ve ne pentirete...
Voto: