Hard'n Heavy
  Menu
 Home
 News
 Archivio News
 Recensioni
 Recensioni Dvd
 Interviste
 Chi Siamo
 Contatti
 Segnala il Sito
 Sondaggi
 Link Siti Band
 Partners
 Pubblicità
  Sezioni Speciali
· Demo e promo
· Album del mese
· Last Review
  Last Review
Hazy Hamlet

Picture

Spartan Warrior

Doomriser

Requiem

White Wizzard

Anvil Chorus

Midnight Idols

Nevernight

Eternal Legacy

White Wizzard


  Ultime recensioni
· Underground Symphony - Special pt.2
· Underground Symphony - Special pt.1
· The Tape Years - Wartrains
· The Tape Years - Velenha
  Interviste
· Techrome - Evolution and Revolution
· Criminal Side - Slave Of Time
· H-George - Slave Of Society
· Annihilationmancer - Angry Again
· Aeternal Seprium - For Our Land
· Sour Whine - No Time Scene
  Cerca


Zarpa - Leyendas Del Rock







Per una piccola web zine come la nostra, è veramente un vero onore avere la possibilità di intervistare una vera leggenda del rock duro europeo come gli spagnoli Zarpa, una band che, con una storia artistica che oramai ha toccato il trentesimo anno di intensa attività, è riuscita solo ultimamente a scrollarsi di dosso quello stato di culto che da qualche anno l'aveva caratterizzata, arrivando a pubblicare due splendidi dischi come il precedente Infierno e l'ultimo El yunque contra el martillo, passato da poco fra le nostre pagine, entrambi pubblicati dalla piccola casa discografica indipendente Karthago Records che, a quanto pare, sta cercando di aprire alla band orizzonti comunicativi verso paesi che prima, erano fuori della portata del combo ispanico. E così, grazie alla disponibilità del grande e simpatico Vicente Feijòo, cantante, compositore e chitarrista della band con base operativa a Valensia, siamo andati alla scoperta di questa storica formazione, cercando di capire qualcosa del passato, del presente, e naturalmente, del futuro di questa band che sembra proprio non volerne sapere di appendere gli strumenti al chiodo, per cui....


Ciao Vicente e benvenuto sulle pagine di Hard'n Heavy, partiamo con la prima domanda, quale è la situazione all’interno della band alla vigilia della partenza per una nuova avventura dopo trenta anni di musica i Zarpa? Siete emozionati come agli esordi, o dopo tutto questo tempo vi ci siete abituati?

In questo momento la band sta sicuramente attraversando uno dei suoi momenti musicali migliori, anche se il mercato ed il tempo in cui viviamo non ci darebbe ragione, ultimamente in media ci sono più band che fan, e nonostante tutto questo sia le radio che le televisioni, hanno messo in secondo piano la presenza di questa musica meravigliosa che già da anni soffre di poca considerazione, sopravvivendo solo all’interno del proprio mondo. Ma essendo noi on the road da tanto tempo, siamo veramente abituati a questa sorte di cambiamenti, noi vogliamo solo godere facendo quello che ci va di fare sempre nel limite del possibile, rimanendo al margine delle mode e delle competizioni fra le diverse case discografiche.

Nuovo disco ma proposta musicale che si accosta al vecchio stile della band, un heavy rock che si è consolidato in tutti questi anni, mi sbaglio?

Quando iniziammo a suonare nel lontano1977 abbiamo deciso di seguire un nostro personale sentiero artistico, ed adesso dopo che sono passati più di trenta anni, seguitiamo percorrere lo stesso percorso tracciato all’inizio della nostra carriera e non intendiamo certo cambiare rotta, certo,cercando di rivoluzionare dove possibile il nostro personale stile musicale senza per questo tradire i nostri principi. Anni fa qui in Spagna si chiamava ROCK DURO, adesso invece lo chiamano HEAVY METAL, non importa il nome, la cosa importante è l’impronta del genere che abbiamo deciso di seguire e che stiamo seguendo.

El yunque e contra yl martillo continua la vostra collaborazione con l’etichetta tedesca Karthago Records che si era occupata del disco precedente Infierno, quindi mi sembra di capire che siate abbastanza soddisfatti del loro lavoro, no?

Si, non è una grande etichetta, la Karthago ci ha aperto le porte al mercato discografico europeo e di alcuni paesi del mondo. Sappiamo benissimo che non guadagneremo grandissime cifre economiche con loro, però siamo ugualmente sicuri che la nostra musica arriverà nelle mani di molta gente che prima non aveva avuto modo di sapere molto sul nostro passato artistico, e questo, credimi, è molto importante per una band come la nostra che ha la possibilità di far ascoltare la propria musica anche a gente che sta al di fuori del proprio paese.

Ma la vostra etichetta si occupa solo della distribuzione europea, o anche di quella legata ai paesi sud americani?

Credo fortemente che stia pian piano introducendosi in Sud America anche perché recentemente ho ricevuto delle proposte di interviste da paesi come Argentina, Brasile e Perù. Il disco so che è inoltre disponibile in Colombia, Venezuela e Messico anche perché dei nostri fan di quei paesi, ci hanno contattato tramite il nostro sito my space e tramite la nostra pagina ufficiale dicendocelo.

Capisco, commetto un errore se dico che a livello musicale all’interno dei vostri pezzi si sente un'influenza musicale molto legata ai Rainbow/Dio sopratutto per quello che riguarda il suono della tua chitarra?

Credo che hai fatto un piccolo equivoco, non è la mia chitarra che suona a la Rainbow, ma quella di Rafa Játiva che è un vero e proprio clone di Richie Blackmore, se vedi le foto, gli somiglia anche fisicamente. Per quel che riguarda il nostro stile, si, credo che la band in passato sia stata influenzata da molte band, e fra queste naturalmente anche i Rainbow anche se i loro testi e le tematiche a cui sono legati, sono un tantino troppo leggeri per i nostri standard. Però posso capirti che quando ascolti i solos di Rafa tu possa avere questa sensazione, e credimi se ti dico che questo non è un difetto, anzi, pensa a tutte quelle formazioni che ci sono in giro che usano gli stessi soli di chitarra accademici da anni senza ricadere nello scontato.

Il suono del disco è molto potente, e la produzione è all'altezza dei grandi nomi che contano in campo heavy metal, quante settimane avete passato in studio d i registrazione per ottenere questo tipo di risultato? Credete di essere totalmente soddisfatti del lavoro ottenuto, e a riascoltare il disco a mente fredda, cambiereste qualcosa?

Credo di essere totalmente soddisfatto con il risultato ottenuto con le sessioni di registrazioni effettuate, abbiamo investito poco dal lato puramente economico, ma tanto, anzi, tantissimo dal punto di vista dell’esperienza. In totale fra registrazione e mixing finale, abbiamo passato in studio solo due settimane. Certo che se avessimo avuto la possibilità d’andare a registrare in Inghilterra o in Germania, avremmo sicuramente ottenuto un prodotto molto più competitivo a livello di produzione finale. In definitiva credo che se potessi, non toglierei ne aggiungerei niente da quello che è poi venuto fuori con il nostro disco, anzi, ti dico di più, pensa che il lotto di canzoni da noi registrato era anche superiore, circa venti, delle quindici più le tre bonus che poi trovi sul nostro album, il problema è che non abbiamo potuto includerle solo per mancanza di durata del cd.

Ascoltami Vicente, ma durante la registrazione del disco avete usato programmi tipo Q-base o Nuendo? Ed in generale, pensi che la tecnologia nella musica sia un vantaggio, o no?

Beh, naturalmente è un vantaggio, perché con questi tipi di programmi puoi vedere i file audio che hai registrato e, se non ti piacciono, li puoi modificare, pensa che prima, per modificare delle parti, le dovevi registrare nuovamente. È un vantaggio per i gruppi che dal vivo non sanno suonare, e poi in studio con l’aiuto dei tecnici qualificati producono dei dischi infallibili che ingannano meschinamente la gente che li compra. Credo sinceramente che se oggi molte band producessero i loro dischi in maniera analogica come in passato non avrebbero lo stesso successo che hanno adesso. Oggigiorno non si può differenziare una band da un’altra solo dalla qualità di registrazione comunque sempre ottima, per questo è meglio farsi dapprima un’idea di come suonano dal vivo. Questa è una delle cose che mi fanno apprezzare sempre più le band del passato che con sole quattro piste analogiche facevano veramente miracoli, credimi.

Il nuovo disco è uscito da poco tempo sul mercato, quale è stata l'accoglienza riservata da parte delle riviste specializzate e del vostro pubblico, in particolar modo nei paesi al di fuori della vostra terra nativa?

Per la scarsa diffusione e la poca pubblicità che il nostro disco ha avuto, credo che sia una regola generale che il disco sia piaciuto a molta della gente che lo ha ascoltato e le critiche e le recensioni ottenute in questo lasso di tempo da qualsiasi paese siano esse arrivate, sono comunque molto incoraggianti e dicono tutte che il nostro è un disco completo pregno di buona musica, ottime liriche e una produzione soddisfacente.

C'è una canzone del vostro nuovo disco che mi fa diventare pazzo, sto parlando di "Tokyo", può dirmi di che cosa parlano le liriche di quella canzone?

Questa canzone è una mia composizione che avevo scritto già qualche anno addietro e che ritenevo pubblicare in un’occasione speciale come per la registrazione di questo disco. La canzone parla dello spirito e della mentalità giapponese e di come sia cambiata dall’epoca del medioevo ai giorni nostri a causa delle sofferenze patite dalla bomba atomica che furono lanciate sul paese nella seconda guerra mondiale che, naturalmente, cambiarono totalmente il modo di vedere il mondo da parte della popolazione di quel paese, come se quelle bombe avessero risvegliato un dragone che stava dormendo in quiete, e che ha fatto diventare il Giappone il paese con le prospettive più aggiornate ed una propensione verso le tecnologie future da tenere sott’occhio. Una bella metafora, non credi.

Certo, ora parliamo dei temi legati alle vostre composizioni, sei d’accordo? Le vostre liriche esprimono sentimenti come arrabbia e sogni, ma anche speranza ed il modo di non lasciarsi mai abbattere, ma quando scrivete le liriche di un pezzo prendete ispirazione da fatti di vita quotidiana, giusto?

Certamente, sia i temi dei quali ci piace trattare nelle nostre composizioni che le liriche delle stesse, sono state ispirate da sempre a fatti di realtà vissute, naturalmente espresse grazie a simbologie o a metafore utilizzando un sorta di linguaggio culto molto difficile da intendere per quelli che non sono molto informati sulla conoscenza delle frasi da noi utilizzate, difficile, lo so, ma è il nostro modo di esprimerci e non ci va di cambiarlo, quello che più ci sta a cuore e cercare di far ragionare la gente con le nostre parole, indurla a riflettere sui temi che la vita ci presenta quotidianamente, sul futuro dell’umanità e altri generi di considerazione.

Dunque, quali sono stati le difficoltà che avete dovuto affrontare per realizzare il vostro nuovo lavoro?

Se devo dirti proprio tutta la verità, non abbiamo avuto nessun problema particolare, anzi, al contrario, tutto è andato proprio come avevamo prestabilito all’inizio, dalla composizione, alla cover dell’album, al libretto interno del cd, un’esperienza perfetta e positiva senz’ombra di dubbio.

Pensi che, nella vostra lunga corsa di musicisti El yunque contra el martillo possa essere considerato più un punto di partenza o di arrivo?

A me non piace vivere del passato ed ho sempre pensato a El yunque contra el martillo come se fosse il nostro primo disco che abbiamo fatto, anche perché adesso stiamo pensando già al disco seguente. Ogni epoca porta con se delle vibrazioni, ed ogni disco un momento molto speciale da ricordare, ed ora stiamo raccogliendo i frutti dati dal nuovo disco, spero solo che, di album in album, la musicategli Zarpa possa essere conosciuta ed apprezzata da più persone possibili. Nel mio studio personale ho più di venti nuove composizioni tutte inerenti al nuovo disco, e penso di poter pubblicare il nuovo materiale già il prossimo anno, ed in questo lasso di tempo sono sicuro che potremmo scegliere la definitiva track lista da un elenco di ben sessanta brani. Se c’è una cosa che ci ha sempre distinti dalle altre formazione, questa è la nostra produttività.

La scena heavy metal spagnola è stata sempre caratterizzata da band formidabili come Banzai, Angeles del Infierno, Obus e Muro, ci sono legami di amicizia o di considerazione per qualcuno di questi band?

La verità è che non abbiamo mai suonato molto con queste formazioni da te citate, però se c’è qualcosa che non mi piace nel mondo dell’Heavy Metal, è la scarsa comunicabilità con queste band, tutti vogliono dimostrare di essere i migliori e ti trattano con superficialità, so di band che non si possono sopportare minimante fra di loro come gli Obus o i Baron Rojo, puoi suonare anche venti concerti con i Baron Rojo ma non ti daranno mai la soddisfazione di essere considerato al loro pari, e questo no mi piace…

Una domanda da fan della tua band, dove si possono acquistare i vostri vecchi album?

Una cosa molto difficile, credimi. I vinili degli Zarpa sono tutti fuori catalogo perché ne abbiamo stampato sempre delle quantità limitate, puoi provare a cercare su internet, sicuramente troverai il nostro precedente album Infierno edito dalla Karthago Records, io stesso a forza d regalare dischi ad appassionati come te, sono rimasto senza le mie copie, una cosa normale per musicisti appassionati come noi, del resto sia i cd che i vinili dei nostri lavori o sono irreperibili da tempo, o sono andati tutti esauriti come nel caso del nostro lavoro più famoso Luchadores de la paz. Comunque, sia Ifienro che El yunque y el martillo le puoi ottenere scrivendo alla nostra etichetta o tramite la band, mentre se vuoi ascoltare la band agli esordi, puoi acquistare una copia di Los 4 jinettes de apocalipsis del 1977 riedito dalla Iberian Rocks.

Che genere di atmosfera si respira in un vostro concerto? Ho saputo che avete partecipato al festival "Leyenda del rock" di Mazzaron, vi siete divertiti? È stato un'esperienza che ripeterete in futuro?

Nei nostri concerti si respira un’atmosfera tranquilla e di partecipazione la gente sotto il palco canta è sta molto attenta perché i nostri concerti non sono mai gli stessi, possono cambiare a seconda del nostro stato d’animo, della gente o dal luogo in cui ci troviamo a suonare. Un concerto degli Zarpa puoi viverlo in maniera eccitante e divertendoti, oppure stando comodamente a guarda come se setassi vedendo un concerto di Satriani. Solitamente il nostro pubblico è formato da persone che vanno dai 14enni ai 50enni, ma non c’è alcun limite di età o di barriera fra i nostri sostenitori. Quindi i nostri concerti sono potenti e vari, e possiamo arrivare a suonare anche per tre ore consecutive, anche perché il nostro repertorio permette di fare questo ed altro. Alla manifestazione Leyendas del rock è la seconda volta che abbiamo preso parte quest’anno, ed ogni volta ha avuto un risvolto diverso dall’altra, la prima volta abbiamo suonato alle tre del mattino con delle luci adatte, ambiente perfetto ed una leggera brezza mattutina molto suadente, la seconda ed ultima volta invece abbiamo suonato alle quattro del pomeriggio con una calura insopportabile e senza la minima atmosfera, però non ci lamentiamo minimamente e spero veramente che ci invitino anche il prossimo anno.

Ok Vicente, siamo realmente alla fine, grazie per la tua disponibilità, vuoi fare un saluto ai nostri lettori in italiano se è possibile? Sarà un poco difficile pero ci voglio provare lo stesso, tu correggimi se sbaglio, ok?

Dalla Spagna un saluto molto forte, di ogni cuore a tutte le persone del Heavy Metal di Italia, ci aspettiamo che il nostro ultimo un c.d. è del suo piacere. Possono trovare l'informacion della banda in:
http://www.myspace.com/zarparock
zarpa-rock.webcindario.com
Ciao




Por un pequeño web zine como la nuestra, es realmente un verdadero honor tener la posibilidad de entrevistar una leyenda del rock duro europeo como los españoles Zarpa, un band que, con una historia artística que ya ha tocado el trigésimo año de intensa actividad, sólo ha logrado últimamente sacudirse de cima aquel estado de culto que de algún año la caracterizó, llegando a publicar dos espléndidos discos como el anterior Infierno y el último El yunque contra el martillo, pasado por poco entre nuestras páginas, ambos publicados por la pequeña casa discográfico independiente Karthago Records que, a cuánto parecido, está tratando de abrir al band orientas comunicativos hacia países que antes, fueron fuera alcance del combo hispánico. Y así, gracias a la disponibilidad de lo genial y a simpático Vicente Feijòo, cantante, compositor y guitarrista del band con base operativa a Valensia, han ido al descubrimiento de esta historiadora formación, tratando de entender algo del pasado, del presente, y naturalmente, del futuro de este band que semeja justo no querer saber de colgar los instrumentos del clavo, por tanto....

¿Hola Vicente y bienvenido sobre las páginas de Hard'n Heavy,partimos con la primera pregunta, cuál es la situación dentro del band a la víspera de la salida por una nueva aventura después treinta años de musica con los Zarpa? Sois emocionados como a los exordios, o despuésde todo esto tiempo os nos sois acostumbrados?

La banda en estos momentos estamos viviendo uno de nuestros mejores momentos musicales, aunque el mercado y los tiempos en que vivimos no acompañen, ya que este tipo de música ahora mismo tiene mas bandas que Fans y en los medios de comunicación como TV y Radio esta casi anulada la presencia de esta música que creo que está siendo marginada ya hace muchos años y que solo vive en el ambiente Metalero, pero como llevamos tanto tiempo y hemos visto muchos cambios nosotros solo queremos disfrutar haciendo lo que nos gusta al margen de modas y de competiciones entre sellos Discográficos.

¿Nuevo disco pero propuesta musical que se conforma con el viejo estilo del band, un heavy rock que ya se ha consolidado en todos este años, me equivoco?

Cuando comenzamos por el año 1977 decidimos seguir un camino y hoy después de 30 años que han pasado seguimos por esa misma senda y no queremos cambiar, pero si evolucionar, nuestro estilo es fiel a nuestros principios, antes aquí en España se llamaba ROCK DURO, ahora le llaman HEAVY METAL, da igual el nombre lo importante es el estilo de música que decidimos hacer y que seguimos haciendo.

?El yunque contra el martillo continúa la colaboración con la etiqueta alemana Karthago Records qué se ha ocupado del disco anterior Infierno, luego me parece de entender que estáis bastante satisfechos con su trabajo, no?

Bien!! Aunque no es un sello grande, Karthago nos ha abierto las puertas a Europa y algunos países del mundo, nosotros sabemos que no vamos a ganar dinero con esto pero por lo menos nuestra música llega a la gente que antes no podía saber nada de nosotros y eso es muy importante para una Banda, que el trabajo que hace pueda escucharlo mucha gente fuera de su propio país.

Pero la etiqueta se ocupa sólo de la distribución europea, o también de aquella atada a los países sures americanos?

Supongo que está introduciéndose poco a poco en Sudamérica porque recientemente me han hecho alguna entrevista desde Argentina, Brasil y Perú y se que el disco esta llegando también a Colombia, Venezuela y México por Fans que nos escriben desde esos países a nuestra website o nuestro Myspace

Comprendo, cometo un error si digo que a nivel musical en las nuevas piezas se oye una influencia musical muy atada a los Rainbow/Dio sobre todo por aquellos que concierne el sonido de tu guitarra?

Creo que te equivocas, mi guitarra es precisamente la que no suena a Rainbow, eso es cosa de Rafa Játiva que es un clon de Richie Blackmore, se parece hasta en el físico, en cuanto al estilo musical creo que nuestra música esta influenciada por muchas bandas y que Rainbow son un poco mas suaves en conceptos y letras, pero te entiendo que cuando escuchas los solos de guitarra de Rafa te de esa sensación , pero creo que eso no es malo sino todo lo contrario, cuantos grupos utilizan actualmente los mismos solos de guitarra académicos en sus canciones o estilos casi idénticos.

El sonido del disco es muy potente, y la producción es a la altura de los grandes nombres que cuentan en campo metal, cuánto semanas tenéis passado en estudio degrabación para conseguir este resultado? Creéis ser satisfechos con el trabajo conseguido, o a escuchar aquellascanciones, cambiaríais algo?

Creo que estamos contentos con la grabación ya que se ha hecho con poco presupuesto económico y hemos invertido más en experiencia que en dinero. En total con grabación y mezclas estuvimos solo dos semanas, si hubiéramos podido ir a grabar a Inglaterra o Alemania hubiera sido una grabación ya fuera de serie ya que el trabajo de producción es muy bueno, creo que no pondría ni quitaría nada de lo que hay en el disco, pero también tengo que decirte que se grabaron 5 canciones mas que no se incluyeron por motivos de espacio, en total grabamos 20 temas nuevos de los que solo quedaron 15 + los Bonus track.

Escúchame Vicente, pero en la grabación del disco habéis usado programas come Q-base o Nuendo? En general, piensas que la tecnología en la música es una ventaja, o no?

Es una ventaja porque en estos programas puedes ver el audio y corregirlo y antes se corregía a base de repeticiones, pero también es una gran ventaja para grupos que en directo no saben tocar y en estudio con ayuda de los productores hacen verdaderas piezas maestras y entonces realmente se está engañando a la gente, creo sinceramente que si ahora muchos grupos grabaran con cinta analógica no sonarían como lo hacen, de ahí que ahora no se puede diferenciar si un grupo es bueno o es malo por una grabación, tienes que verlos en directo, yo admiro a los grupos de antes que con Cuatro pistas analógicas hacían verdaderas obras de arte.

El nuevo disco ha salido de poco tiempo sobre el mercado, cuál ha sido la acogida reservada de parte de las revistas especializadas y de vuestro público, en particolar modo fuera de vuestra tierra nativa?

Para la poca distribución y publicidad que el disco tiene, creo que es reglas generales a todo el que lo ha escuchado le ha gustado y las criticas en revistas de cualquier país son casi idénticas, criticas o revisiones muy positivas en donde todos coinciden en que es una disco completo lleno de buena música y buenas letras y una muy buena producción.

Hay una canción de vuestro nuevo disco que me hace volverse loco, estoy hablando de "Tokyo", puede decirme de qué hablan las líricas de aquella canción?

Esta canción es una composición mía de hace ya algunos años que tenia guardada para una ocasión especial como ha sido este disco, La canción habla del espíritu y la mentalidad Japonés que cambió de la edad media a los tiempos modernos a causa de lo que tubo que sufrir con las bombas atómicas que le lanzaron en la segunda guerra mundial sobre su país y que cambió por completo la forma de ver el mundo del japonés, despertando un Dragón dormido y que hoy en día es uno de los países con mas visión de futuro e impulsores de nuevas tecnologías del mundo..Una bonita metáfora!!!

Ahora hablamos de los temas atados a vuestras composiciones, estáis de acuerdo? Vuestras letras expresan sentimientos como rabia y sueños, pero también esperanza y gana de no dejarse derribar, pero cuando escribís las líricas de una pieza tomáis ocasión de hechos de vida cotidiana, justo?

Así es!!, nuestros temas y nuestras letras siempre están inspiradas en la realidad y utilizamos una forma de expresarnos que a veces utiliza metáforas y un lenguaje culto y a veces difícil de entender para los que no están muy informados tanto en conocimiento de cosas como en palabras, pero es nuestro estilo y no lo vamos a cambiar, sobre todo lo que mas nos importa es plasmar Humanidad en ellas, hacer ver a la gente que pueda entender, tanto injusticias, como reflexiones sobre la vida y el paso del tiempo y la situación de la raza humana en el mundo en estos momentos, hay temas para todos los gustos.

¿Pues, cuales han estado las dificultades que habéis tenido que afrontar para realizar vuestro nuevo trabajo?

La verdad es que no hemos tenido ningún problema, mas todo lo contrario ya que todo salió perfecto desde que comencé a componer hasta el acabado de la portada o Cover, ha sido una experiencia muy fructífera y positiva.

¿Piensas que, en vuestra larga carrera de músicos, El yunque contra el martillo? pueda ser considerado más un punto de salida o llegada?

A mi no me gusta vivir del pasado y siempre pienso que el yunque contra el martillo es como el primer disco que hacemos, así que una vez hecho ya estamos pensando en el siguiente. Cada época tiene una vibración y cada disco un momento muy especial y ahora estamos en el momento del Yunque, espero que disco a disco la música de zarpa se vaya conociendo un poco más. En mi estudio ya tengo más de 20 canciones nuevas compuestas para el siguiente disco y pensando que aún tardaremos un año en grabarlo y editarlo puede ser que acumule más de 60 canciones nuevas donde elegir. Si una cosa tiene Zarpa es que somos muy productivos.

La escena heavy metal española ha siempre sido caracterizada por band formidables como Banzai, Angeles del Infierno, Obus y Muro, hay relaciones de amistad o consideración por alguien de estos band?

La verdad es que no y eso que hemos tocado mucho con esas bandas, pero si hay algo que no me gusta en este mundo del Heavy es la poca comunicación entre bandas, todos quieren ser los mejores y tratan de marginarte a cada instante de echo hay bandas que se llevan muy mal entre ellas como Obus y Baron Rojo, puedes tocar con Baron Rojo 20 conciertos y cuando te ven te quedas con el saludo en la boca, ni te miran.

Una pregunta de hincha de tu band, dónde se pueden adquirir vuestros viejos álbumes?

Cosa dificil!!! Ya que los vinilos de zarpa están todos agotados debido a que siempre se han hecho ediciones limitadas, creo que se puede conseguir algo por Internet si lo buscas y el Vinilo INFIERNO se puede conseguir en Karthago Records, yo mismo a base de regalar a gente como tu me he quedado sin ninguna copia, cosa normal entre los músicos, siempre nos quedamos sin copias de nuestros propios trabajos, lo demás que esta editado en CD también escasea o bien porque se agotó como LUCHADORES DE LA PAZ o porque nunca se edito en ese formato, ahora en el mercado tienes en c.d. INFIERNO y EL YUNQUE CONTRA EL MARTILLO que Puedes conseguirlo en Karthago Records o pidiéndomelo a mi personalmente y LOS 4 JINETES DE APOCALIPSIS 1977 reeditado por Iberian Rocks y que se puede conseguir en http://www.guerssen.com

Qué gere de amtosfera se respira en un concierto vuestro? He sabido que habéis participado en el festival "Leyenda del rock"de Mazzaron, os habéis divertido? ¿Ha sido una experiencia que repetiréis en futuro?

En nuestros conciertos se respira una atmósfera tranquila y participativa, la gente canta y está muy atenta porque nuestro show nunca es igual, puede variar según el estado anímico nuestro , de la gente y también influye mucho el lugar , un concierto de zarpa lo puedes vivir expresándote con mucha excitación o sentado como si estuvieras viendo a Satriani, generalmente nuestro publico tiene desde 14 años hasta 50 o mas no hay barrera de edad y eso es muy bueno. Los conciertos de Zarpa son Potentes y variados y podemos tocar 3 horas sin problemas porque lo que nos sobra es Repertorio. En Leyendas hemos estado ya 2 años y la verdad es que han sido experiencias totalmente diferentes el primer año tocamos a las 3 de la madrugada con mucha gente, luces y una temperatura agradable, el segundo año tocamos a las 16 horas de día sin luces y con 40 grados de calor, aún así nos lo pasamos muy bien y esperamos que se cuente con nuestra presencia en próximos conciertos.

Ok Vicente, es realmente al final, gracias por vuestra disponibilidad, queréis hacer un saludo a nuestros lectores en italiano si es posible?

Será un poco difícil pero lo voy a intentar, si tengo alguna falta me lo rectificas ok? Dalla Spagna un saluto molto forte, di ogni cuore a tutte le persone del Heavy Metal di Italia, ci aspettiamo che il nostro ultimo un c.d. è del suo piacere.
Possono trovare l'informacion della banda in:
http://www.myspace.com/zarparock
zarpa-rock.webcindario.com
Ciao









Copyright © by hardnheavy.org All Right Reserved.

Pubblicato su: 2007-11-25 (628 letture)

[ Indietro ]