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Techrome - Evolution and Revolution








A costo di voler essere a tutti i costi ripetitivo, quest’intervista è veramente da incorniciare, già, anche perché credo che ultimamente capiti sempre più di rado di emozionarsi di fronte ai ricordi di un musicista che ha accarezzato il sogno di una vita, fino a vederlo sfumare definitivamente.
Ed i Techrome da Torino avevano veramente tutte le carte in regola per poter ambire a traguardi artistici ben oltre la loro portata, e le uniche due demo che riuscirono a registrare prima dello scioglimento definitivo, lo dimostrano ampiamente.
Techno thrash metal, ecco la definizione che da sempre è stata associata alle mosse discografiche del quintetto piemontese che, prima con il seminale, ma geniale sin dal titolo, “Evolution and Revolution”, e poi con il più maturo “Oblivion (your soul), seppe attirare attorno a se l’interesse di molteplici sostenitori dell’epoca, nonché quello di qualche casa discografica dell’epoca, fortemente interessata a valorizzare la caratura artistica dei nostri.
A quasi venti anni dallo scioglimento, Stefano Grassi uno dei due chitarristi della band nostrana, ci ha aiutato a fare luce attorno alle vicissitudini di una formazione a cui solo la dea bendata volle volgere le spalle prematuramente.

Ciao Stefano e grazie di cuore per il tempo prezioso che ci stai volendo dedicare, iniziamo dagli albori, in che maniera hai conosciuto il resto della band, come è nata l'idea di mettere su un gruppo metal? Era la prima vera esperienza musicale per tutti i membri della band, o qualcuno di voi aveva già suonato con qualche altra formazione rock del periodo?

Ciao beppe e grazie a te per darmi l'occasione di ricordare il passato.
Già...il passato, si parla di 20 anni fa e quindi su molte risposte ho paura che sarò evasivo, ma ci provo lo stesso.
Il tutto è nato per merito di Vinnie (il cantante) il quale contattò me e Roberto, amici di vecchia data, per creare una nuova band.
Con lui c'era già Valerio, ed entrambi avevano già militato in qualche band, io e Roby invece, eravamo alla prima esperienza, calcola che avevamo 16/17 anni.
Dopo qualche mese e parecchi bassisti provati, arrivò anche Jeky.

Il primo lavoro della band “Evolution and Revolution” sin dal titolo sembra quasi voler prendere le distanze da un movimento musicale, come quello nostrano dell’epoca, che era forse più interessato ad osannare l’ennesima formazione prodiga a seguire un sentiero già tracciato, che proporre qualcosa di veramente originale, dico bene?

Intanto la prima cosa che fu chiara, è che non saremmo mai stati una cover band, per il resto tutto venne naturale.
Vinnie e Valerio avevano quasi 10 anni più di me, Roby e Jeky.
Avevamo tutti gusti musicali molto diversi, e il mix tra le due cose credo abbia portato a creare qualcosa di "non troppo sentito prima" anche se tutti i gruppi hanno delle influenze, noi compresi....

Un suono professionale come detto, che avvicinava sensibilmente la band ad icone artistiche del calibro di Annihilator, Watchtower e Atrophy, grazie soprattutto alle modulazioni vocali di un Veniero Darostet dotato di un'estensione veramente esagerata e dal taglio melodrammatico...

Ecco, lo stile vocale di Vinnie era un marchio di fabbrica inconfondibile, che di sicuro creava atmosfere particolari e spesso in bilico tra vari generi, messa su riff metal miei e più tecnici di Roby, giri di basso non usuali di Jeky e batteria di livello superiore di valerio, e questi erano i Techrome.

“Evolution and Revolution” come altre demo dell’epoca viene prodotta da un personaggio che in molti anno dimenticato ma al quale bisognerebbe rivolgere almeno un piccolo ringraziamento, ovvero il buon Tino Paratore, che cosa puoi dirci riguardo questo piccolo-grande fonico nostrano?

Di Tino non posso che dir bene, un gran bel personaggio, capace nonostante a volte non avesse sotto le mani il massimo della tecnologia.
Anche dopo i vari cambi io e vinnie continuammo a lavorare con lui.

In che maniera nacquero brani come le splendide " Insane War", " Running in the Wind", ma soprattutto la mia preferita " What a Crazy Life"?

Ops, qui mi chiedi tanto....provo a ricordare.
"Running in the wind" fu la prima canzone scritta dalla band, partimmo dal riff iniziale portato i sala da Roby, di "Insane war" ricordo poco, mentre "What a crazy life" nacque in sala durante una jam di prova.
Solitamente i primi 20 minutti cazzeggiavamo, e spesso nascevano idee per brani o altro.
I testi, invece, li portava sempre Vinnie.

Quali sono i tuoi ricordi di quelle sessioni di registrazione? Ti saresti mai aspettato che dopo tutti questi anni, quel primo vagito musicale di una formazione così giovane, sarebbe divenuto un oggetto di culto da parte di molti metal maniacs del vecchio continente?

All'inizio mi sentivo spaesato, forse per la giovane età e per la differenza generazionale con altri mebri della band, ma il tutto sparì in pochissimo, e l'esperienza decollò in maniera vertiginosa. Sul cosa saremmo diventati non ci pensavo, e sinceramente mi sono accorto tardi, addirittura anni dopo lo scioglimento del gruppo, di cosa abbiamo lasciato.
Ancora oggi quando digito Techrome su google e leggo cosa esce mi vengono i brividi....ai tempi non mi rendevo conto di cosa eravamo....

Quale era la carica on stage della band? Avevate preparato delle trovate sceniche per i vostri sostenitori durante le serate dal vivo?

Anche su quelli che erano i live facemmo delle scelte un pò diverse, non suonare sempre e dappertutto, ma puntare a club e spazi un pò più grandi in modo da poter esprimere al meglio la carica e i decibel.
Devo dire che il ritorno di pubblico era sempre molto alto e questo penso significhi che, tutto sommato, eravamo una buona live band.
Dopo "Oblivion" costruimmo da soli anche la scenografia per i live.
Sacchi e filo spinato davanti a creare una trincea e due grossi tabelloni dietro che richiamavano la copertina del demo.
Ricordo ancora la sorpresa che facemmo a tutti quando suonammo alla Dracma di fronte a circa 300 persone e videro apparire tutto questo.
A proposito di live, l'altro giorno ho letto l'intervista che hai fatto agli Steel Crown, e mi sono venuti gli occhi lucidi guardando la targa intitolata a Yaco de Bonis che vincemmo come miglior gruppo all'Italian Metal Invasion Festival di Muggia nel 1992, festival con 20 ottime band nostrane e i Broken Glazz come gruppo della serata!!!

Nel 1993 un vostro brano, l’ottimo “The right 2 life”, viene inserito nella compilation della Dracma Nightpieces II, che mette ben chiaro in evidenza la crescita esponenziale e qualitativa del vostro gruppo, espediente che mi lascia pensare al gran lavoro a livello si songwriting a cui siete andati incontro in un lasso di tempo piuttosto ridotto, quante ore al giorno provavate per ottenere la giusta coesione di gruppo?

Effettivamente dal punto di vista tecnico ci furono molti miglioramenti e questo anche perchè riuscimmo finalmente a farci una sala prove nostra dentro a un box....con non pochi sacrifici ma anche tante cose divertenti tipo il girare in piena notte per discariche a scuoiare divani per prendere l'imbottitura da usare per l'insonorizzazione.
In questo modo potevamo andare a provare quando e quanto volevamo.
Di solito provavamo 2/3 volte a settimana per 3-4 ore potendo suonare anche fino alle 3 del mattino.

Compilation alla quale fa seguito una splendida e corposa performance al mitico “Studio Due” di Torino il 10 gennaio del 1994 con band del calibro di Broken Glazz, Elektradrive, Gow e naturalmente voi…

Eh già, il concertone allo studio 2. Purtroppo quella sera non potei suonare in quanto impegnato col servizio civile e fui sostituito da Luca un caro amico....un pò lo invidiai

“Oblivion (Your Soul)” vostro secondo lavoro in studio, oltre alla già citata “The right 2 life”, contiene altre sei tracce fra le quali “The Power of Indecision”, la stessa title track e “Post Agony”, visto che non ho mai avuto la possibilità di ascoltarlo, ce ne potresti parlare?

"Oblivion" fu un lavoro molto ricercato, i pezzi erano tutti tecnici e con cambi di tempo continui, Vinnie ancora più eclettico....una pecca a mio modo di vedre i suoni che potevano essere migliori, non ci seguì Tino.
Comunque mi farai poi sapere che ne pensi visto che ho una copia pronta da darti

Altra curiosità, all'epoca si parlò di un forte interessamento proprio della Dracma Records che voleva portarvi all'interno del suo rooster, cosa c'è di vero in tutto questo?

Ci furono parecchi contatti con la Dracma anche perchè i rapporti con loro erano ottimi, quindi qualcosa di vero c'era.
Qualcosa insieme si fece anche a livello di management, ma purtroppo non si chiuse anche a causa di quello che accadde al gruppo con la dipartita di 3 compagni di viaggio.
A dire il vero ci fu un interessamento anche da parte di un paio di case indipendenti estere....

Si ricordo, anche perchè nonostante l'accoglienza trionfale, "Oblivion" rappresenta il vero canto del cigno per i Techrome, non a caso ben tre membri abbandonano la band per seguire altri progetti musicali, mentre, se non ricordo male, tu ed il vocalist registrate altre demo mai distribuite, ce ne parleresti?

"Oblivion" fu un vero successo sia di critica che di pubblico visto che vendemmo più di 900 copie. Fummo probabilmente il primo gruppo a presentarsi fuori dai concerti con walkman e cassette per trovare possibili acquirenti.
Ne vendemmo 100 copie solo fuori dal concerto dei Metallica a Torino.
Quindi tutto sembrava andare per il meglio, ma arrivò improvvisa la batosta quando Roby, Jeky e Valerio, ci dissero di voler lasciare per dissapori musicali.
Col senno di poi posso dire che ci siamo preclusi la possibilità di fare qualcosa di importante, anche se sempre rimanendo nei numeri italici.
Io e Vinnie con un bassista e Giusy (la moglie di Vinnie) registrammo due promo con cantato in italiano, ma purtroppo non durò molto, e anche io decisi di smettere perchè troppo impegnato anche in altre cose...

Non a caso qualche anno più tardi Roberto Sanna forma i TAOZ ed il vostro batterista finisce nei Fratelli Sberlicchio, invece il nostro Stefano Grassi che cosa combina a livello puramente musicale?

Di Roby e Jeky hai già detto tu, mentre io smisi del tutto, tranne che per due concerti acustici che feci in sostegno al referendum per l'articolo 18 in cui suonavo e cantavo canti operai e di lotta....un discreto cambiamento direi....

Ok, capisco, ma guardandoti indietro, pensi di avere più nostalgia o rimpianti? Se ti fosse data la classica seconda occasione, pensi che rifaresti di nuovo tutto daccapo?

Sicuramente rifarei tutto, anche perchè quelli sono stati degli anni bellissimi nella mia vita, unico rimpianto grandissimo è il non aver inciso un album per capire se realmente eravamo qualcuno o no.....chissà.....però purtroppo è andata così e non mi resta che accettarlo!!!

Altra curiosità, chi è il proprietario dei master dei vostri demo? Se ci fosse un’etichetta interessata alla pubblicazione del vostro materiale, con chi dovrebbe avere a che fare?

I master credo li abbia Vinnie, anche perchè Vinnie e i Techrome sono una cosa sola ancor oggi penso!!!

Domandone, che consigli potresti dare ad un giovane musicista che muove i suoi primi passi all’interno del fantomatico music biz odienro?

Il music biz odierno lo conosco davvero poco, e quindi non sparei che consigli dare se non quello di suonare per se stessi facendo quallo che piace, cosa che farei io, pur sapendo che difficilmente si verrà fuori...prima di tutto ci si deve divertire, cosa che faccemmo anche noi fino a poco dopo "Oblivion"!!!

Ascolti ancora qualche classico hard n’heavy dell’epoca, oppure ti sei rincoglionito come molti dei tuoi colleghi dell’epoca che ascoltano solo jazz e musica classica?

Rincoglionito lo sono di sicuro ma non per via della musica che ascolto!!!
Continuo ad ascoltare i mie gruppi preferiti dell'epoca. Adoravo e adoro ancor oggi gruppi molto diversi tra loro tipo Queensryche (i miei preferiti di sempre), King's X, Led Zeppelin, RATM, Voivod e molti altri.
Di epoche più vicine al presente ascolto di tutto se devo fare qualche nome in ordine sparso: Muse, Korn, In Flames e i purtroppo sciolti SOTD.

Chi è lo Stefano Grassi di tutti i giorni? Cosa fai per vivere? Abiti ancora dalla parti di Torino?

Lo Stefano Grassi di oggi lavora nel negozio di articoli sportivi di famiglia a Torino, si è sposato e separato, ha un bimbo di 5 anni, e abita in bassa Val Susa....purtroppo per lui non riesce a trovare tempo e stimoli per ricominciare a suonare....

Ok, siamo veramente alla fine, ti lascio carta bianca, concludi l’intervista nella maniera che più ti aggrada…..

Grazie di tutto, sopratutto per avermi fatto rivivere degli anni a cui tengo molto.
Ti saluto e spero di vederti e conoscerti di persona presto ..... ti devo assolutamente offrire una birra gelata!!!!

Grazie di tutto cuore a te Stefano per la pazienza, per il tempo prezioso che ci hai voluto dedicare, e per le emozioni che ci hai regalato con i Techrome, never say never!!!!

Si ringrazia l’amico e fan numero uno dei Techrome Davide Martino, per il supporto e la pazienza dimostrata negli ultimi mesi, GRAZIE!!!


Beppe "HM" Diana
beppediana@hardnheavy.org









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Pubblicato su: 2010-07-17 (140 letture)

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