
Finalmente riusciamo a mettere le mani pure sulla tanto attesa intervista con i new comer Criminal Side giovane combo proveniente dall'hinterland felsineo artefice per chi vi parla di uno dei migliori ep dell'ultimo periodo, cinque brani pregni di reminiscenze thrash/death metal old stile, tali da far accapponare la pelle ascolto dopo ascolto.
Una band giovane formazione si, ma assolutamente determinata e ben conscia delle proprie qualità tecnico/espressive, e che, grazie anche ad uno stile compositivo fluido e al contempo articolato, riesce a dar vita ad un trittico di avvincenti episodi in cui i rimandi ai maestri del genere, soprattutto a quelli della decade scorsa, non solo ben evidenti, ma formano pur sempre l'ossatura portante di ogni singola traccia.
Quale miglior occasione dunque se non quella di metterci in diretto contatto con i due guitar player della formazione nostrana, in un breve ma intenso escursus sulla propria formazione artistica, che ci aiuteranno a capire quali retroscena si nascondono dietro al loro primo importante passo discografico, indi per cui.....
Ciao Enry e benvenuto sulle pagine di Hardn'Heavy, partiamo subito con la prima classica domanda, potresti riassumere le vicissitudini artistiche ed umane che si celano dietro al passato dei tuoi Criminal Side, delineando, se puoi, le tappe che vi hanno portato alla realizzazione del vostro secondo lavoro in studio?
(Enry): Si parla del 2004, io ero ancora uno sbarbatello di 14 anni, arrivò Sighi da me e mi chiese del tabacco. Rollò una sigaretta indecente, che nemmeno stava in piedi, poveretta, e mi chiese se volevo fare un gruppo con lui. Da quel giorno in poi ci mettemmo a suonare, pur non sapendolo fare, ma ci credevamo davvero. Si sono poi susseguiti svariati cambi di line-up, casini, problemi, soddisfazioni e delusioni, fino ad oggi. Posso dire che "Slaves of Time", il nostro secondo EP, è solamente l'inizio di tutto quello che avevamo in mente fin dal principio ma che non avevamo la tecnica, l'esperienza e l'opportunità di realizzare. Da queste fondamenta (costruite in ormai sei anni) sento finalmente che potranno nascere solo cose buone, verso la giusta direzione.
Caro Luca per il superlativo lavoro che avete svolto sul vostro come back, un ep che riassume nel suo intero concetti come passione, dedizione ed una spiccata professionalità, qualità queste sicuramente non alla portata di tutti, tu come la vedi?
(Luca): Wow, beh grazie! Se quello che trasmette sono passione e dedizione abbiamo centrato l’obiettivo. La professionalità sicuramente viene con l’esperienza e direi che davanti abbiamo ancora un bel po’ di gavetta da fare.
Come mai avete deciso di far uscire il disco come una semplice auto produzione? Volevate essere liberi da ogni vincolo artistico/decisionale?
(L): Beh, era passato molto tempo dalla pubblicazione del precedente EP (2007) e nel frattempo c’è stato il cambio di formazione, quindi un periodo di ferma che non ci ha permesso di poterci esibire dal vivo. Il nostro obiettivo era perciò “tornare nel giro”. Da agosto del 2009 abbiamo infatti ripreso i concerti per poi iniziare parallelamente le registrazioni. Non eravamo pronti per un album, ed abbiamo puntato sull’uscita di "Slaves of Time" per celebrare il nostro ritorno ed il nostro cambio di stile.
Quindi vuoi farmi capire che, nonostante la presenza di almeno un paio di label italiane che secondo un mio punto di vista avrebbero potuto pubblicare il disco alla grande (parlo della Punishment 18 e di Scarlet), avete deciso di correre da soli?
(L): L’idea era appunto quella di mandare in giro per etichette e webzine il nuovo lavoro, anche perché una label preme sempre per la produzione di un album intero. Ora infatti lavoriamo a testa bassa ad un ipotetico full length per il quale stiamo contattando varie label.
Toglimi una curiosità, ma oltre ai soliti canali di distribuzione digitale come iTunes, chi come il sottoscritto è poco avvezzo agli mp3 e vuole qualcosa di dannatamente più concreto, come può facilmente entrare in possesso di una copia del vostro ep?
(E): Il metodo più semplice è quello di partecipare ad un nostro concerto dove è sempre presente il banchetto del merchandise con magliette e cd! Chi abita lontano può invece contattarci tramite MySpace, tramite Facebook o tramite indirizzo e-mail, noi provvederemo a spedire.
Ok, dunque dopo tutti questi anni di intensa attività, mi sembra di capire che oramai in studio avete maturato una buona dose di esperienza, quindi siete entrati a registrare avendo già bene in mente come sarebbero venute le nuove song, o qualcuna di queste ha subito in fase di step finale dei piccoli accorgimenti?
(E): Le strutture dei brani erano tutte già definite. Io e Luca abbiamo giusto riguardato un po' le varie singole pennate di chitarra, in modo da solidificare le parti ritmiche ed abbiamo aggiunto qualche armonizzazione. Ash ha riempito con qualche giro di basso alcune parti che registrate potevano risultare un po' vuote; Sighi invece si è ingegnato ad incidere seconde voci per rafforzare le vocals e qualche coro.
Ascoltando il disco a mente fredda pensi che potete ritenervi soddisfatti di come sia venuto fuori il "prodotto" finale, o con il senno del poi cambiereste qualcosa?
(E): Siamo tutti quanti soddisfatti di "Slaves of Time", al 100%. Il risultato finale ha sorpreso persino noi, i "Regrexion Studios" di Michele Trasforini hanno lavorato in simbiosi con i Criminal Side, e non potevamo desiderare di meglio per il nostro secondo EP. Succede sempre però una cosa: ad appena due settimane dalla conclusione del lavoro ti accorgi di aver dato vita a nuovi pezzi che avresti voluto incidere, ma ti devi per forza rassegnare!
Classica domanda, quanti sacrifici e non solo economici vi è costato portare a termine un’operazione di queste proporzioni?
(L): Per fortuna siamo una band che ha tutte le intenzioni di emergere dall’underground e che ama fare quello che fa. Quindi i sacrifici per la realizzazione sono tutti economici, portare a termine il lavoro che sta dietro alla pubblicazione di un EP è un esperienza fantastica e molto importante per un musicista, personalmente non vedo l’ora di ricominciare!
A livello puramente lirico ho notato piacevolmente che i vostri testi sono sempre più focalizzati attorno a temi di carattere umanitario e di interesse comune, puoi parlarcene?
(E): Sì, abbiamo modificato molto lo stampo dei testi, fatta eccezione per l'ultima canzone dell'EP, "Failure of God", probabilmente la più datata. Abbiamo preso la decisione comune, dopo l'ultimo cambio formazione, di accantonare i testi che sparano a zero su tutto e tutti, che contestano tutto e tutti, poichè riteniamo siano ormai infantili e scontati. Tutte le lyrics, ora, sono accomunate da un background mediorientale e ambientate nel deserto: un paesaggio tanto affascinante quanto ostile che utilizziamo come metafora delle origini dell'umanità e come simbolo di purificazione, di sacrificio, di giustizia universale; in contrapposizione con i paesaggi occidentali, più confortevoli e generosi.
Sai, ascoltando più volte il vostro lavoro, s’intuisce sin da subito l’enorme determinazione di una band che vuole andare subito al sodo senza perdersi in voli pindarici senza senso, è così?
(L): Siamo una band nata ispirandosi al thrash old school, non possiamo non andare subito al sodo!
Che genere di reazione ha scatenato l’uscita del nuovo cd? Avete ottenuto buoni riscontri di pubblico e critica?...e se non è troppo, quali sono stati i paesi che hanno accolto con più calore la vostra proposta musicale?
(L): L’EP ha ottenuto sicuramente buoni riscontri, quello che ci premeva di più era far trasparire la tendenza arabesca che contraddistingue i Criminal Side. Devo dire che la maggior parte del pubblico sembra aver capito ciò a cui vogliamo dar vita, i recensori magari non fino in fondo, o almeno non tutti…ma è importante avere la più vasta gamma di pareri possibile! Diciamo che se invece dei temi legati al deserto avessimo trattato i classici temi di morte e distruzione, o magari avessimo messo in copertina un bel teschio su sfondo nero avremmo ottenuto molti più riscontri positivi; andando sul particolare abbiamo rischiato, ma continueremo per la nostra strada, che ci ha comunque garantito un -demo del mese- sulla rivista di Metal Maniacs (aprile 2010).
Oramai è davvero innegabile non dover ammettere che il thrash metal sia tornato nuovamente a mietere proseliti sia da parte della critica che del pubblico sempre più interessato a sonorità spigolose e di matrice Bay Area, quindi è logico che ti chieda come state vivendo voi questo momento d’oro, visto che oramai siete della partita da alcuni anni? Te lo saresti mai aspettato?
(E): Questa è forse l'unica domanda dove devo darti torto, in quanto non abbiamo notato questo ritorno ed anzi siamo sempre più nostalgici di un'epoca mai vissuta: gli anni '80. Non neghiamo di avere il nostro buon seguito, ma ci è capitato di assistere ad un pubblico (anche da spettatori) che preferisce di gran lunga un breakdown metalcore piuttosto che un sano "tupa tupa" thrash metal, o che scambia la nostra cover di "Into the Pit" dei Testament per "Laid To Rest" dei Lamb of God. Per il resto la viviamo come sempre: tiriamo dritti per la nostra strada, thrash metal, a modo nostro, è quello che dal 2004 abbiamo sempre voluto fare, e questa formazione penso sia per ora la più adatta che abbiamo mai avuto! Ringraziamo sempre e comunque chi supporta tutt'ora quei generi che non sono meteore, e che invece rimarranno nella storia.
Domanda pungente, cosa penseresti invece se ti dicessero che vi state adagiando al trend del momento?
(E): Chi ci conosce da anni può confermare: l'unico trend che seguiamo è fare musica con carattere e passione; "Slaves of Time" speriamo lo dimostri a pieno!
Quale è la situazione live per una band come i Criminal Side? Se non erro, avete la possibilità di suonare quasi sistematicamente on stage, giusto? Quindi è logico che ti chieda, come si svolge di solito un vostro concerto, proponete mai delle cover dal vivo?...e se non è troppo, quale è il genere di pubblico che viene ai vostri concerti?
(L): La situazione live per noi è quella che conta davvero. Fortunatamente abbiamo spesso l’opportunità di esibirci e siamo fieri di avere un piccolo gruppo di fan che ci segue praticamente ovunque! Il pubblico è vasto: si va dai thrasher adolescenti fino ai veterani! Se poi vogliamo caricarli al massimo basta sfoderare una cover dei Pantera o una dei Testament.
Adesso siamo veramente alla fine, ti rinnovo i miei complimenti per l’ottimo lavoro svolto sul vostro nuovo disco, concludi se puoi ricordandoci quali sono le prossime mosse in casa Criminal Side, da qui all’estate, non prima di aver fatto un saluto ai nostri lettori…
(L): Le mosse estive sono due: provare incessantemente e comporre! Abbiamo un po’ di date importanti tra fine luglio e inizio agosto, più forse una chicca per ottobre, quindi non ci saranno pause. In oltre vogliamo avere un numero sufficiente di pezzi nuovi per il full length entro dicembre e già dai prossimi live proporremo pezzi inediti! Non possiamo che ringraziarvi nuovamente dei complimenti e per l’attenzione che ci avete dedicato! Facciamo un saluto a tutti i lettori di Hard ‘n Heavy e speriamo di vedervi al nostro prossimo concerto!
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