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H-George - Slave Of Society







L’evento telematico dell’anno, non ci sono dubbi, e dire che abbiamo rischiato di non vederlo nemmeno pubblicato.
Perché?
Perché a volte i mezzi di comunicazione moderni, leggasi pure myspace, creano dei fraintendimenti che mettono a rischio, aggiungete che, chi scrive, è uno dei più grossi rompipalle esistenti sulla faccia della terra che si irrita per un non niente, a volte mi manderei a fanculo anche da solo, e capirete…
Meno male che chi sta dall’altra parte della barricata ha capito ed ha avuto pazienza (grazie George, ndBeppe), mettendoci a disposizione quest’intervista fiume che va ben oltre le solite e banali espressioni butta giù in fretta, e ci racconta dettagliatamente cosa si cela dietro la preparazione di uno dei migliori debut album dell’ultimo periodo, fra rilevazioni più o meno velate da quella passione e da quella determinazione che traspare dai solchi di “Slave of Society” .
Lascio dunque con piacere la parola alla band, per cui….


(GEORGE) Ciao Beppe e un saluto a tutti i lettori di Hard n’ Heavy e staff compreso.
Beh l’avventura è iniziata già dalle prime composizioni fino alla pubblicazione del disco che ne rispecchia sicuramente l’apice, quindi il nostro stato d’animo è “stressato” positivamente già da diverso tempo; quando lavori con una band devi fare in modo che tutti i componenti possano esprimersi al meglio per generare quella che si definisce musica d’insieme. Le mie composizioni sono state arrangiate da tutti sia in pre-produzione sia in studio; ognuno di noi aveva in testa un unico goal, quello di realizzare un prodotto sincero, onesto, con tutta la passione che ci appartiene facendo in modo di offrire la qualità migliore che si riesca. Siamo consci del fatto che il mercato discografico sia in crisi ormai da tempo e che di bands emergenti e valide ce ne siano parecchie in giro, quindi anche se non abbiamo inventato l’acqua calda, vogliamo offrire il nostro prodotto al meglio delle nostre potenzialità per portare rispetto ad altri nostri colleghi che, come noi, fanno molti sacrifici per comunicare con la propria musica. Siamo convinti che i lavori fatti con passione ed onestà, restituiscano sempre le giuste soddisfazioni.
Le aspettative sinceramente sono quelle di proseguire a suonare e insieme ad altri gruppi, incentivarne altri a credere di più in se stessi e non dipendere a tutti i costi dalla necessità di essere prodotti da una casa discografica; con il primo lavoro svolto, “Neurotic”, nel 2008 abbiamo fatto parlare molto di H-George per via del CD e DVD in cui si mette a nudo una realtà che appartiene a molti artisti e quindi siamo stati presi in considerazione per la nostra sincerità. Poi i concerti sono serviti per dimostrare serietà in fase esecutiva…quindi oggi abbiamo il compito di riconfermare che la nostra musica dal vivo sarà sempre svolta con la massima serietà, sia in un piccolo club sia durante un evento importante.
La vendita del nostro disco è importante perché si possa proseguire nella produzione della band ma siamo consci che prima di vedere i conti ristabilirsi ci vorrà molto tempo.

Rispetto ad un recente passato mi sembra di capire che oggi la line-up della band abbia raggiunto il giusto grado di affiatamento, è realmente così?

(GEORGE) Vorrei precisare che ai tempi della mia prima release, ”NEUROTIC”, non si trattava di una band con una line-up definita, era il semplice sfogo del sottoscritto a fronte di delusioni musicali passate. Una sorta di riscatto di ciò che in tanti anni non ero riuscito a combinare a causa di musicisti inaffidabili e pigri nelle composizioni. “NEUROTIC “ è stato un prodotto, come spiega il DVD, che vuole urlare la mia voglia di metal e quindi, già dall’inizio, avevo previsto delle collaborazioni discografiche, che come avrai notato furono TREVOR & CARLOS.
Grazie al tour promozionale di Neurotic, con Carlos instaurai un buon rapporto e, rafforzando l’affiatamento, fu allora che decidemmo di fondare la band in qualità di produttori; optammo per lo stesso moniker H-GEORGE ma con un logo completamente nuovo per segnare l’inizio di una nuova dimensione musicale.
Poco prima delle registrazioni di Slave of Society stavamo cercando il cantante e Carlos mi consigliò e fece ascoltare la voce di MAX che sin dal primo ascolto mi diede quella sicurezza per rompere le scatole a Carlos per chiamarlo immediatamente e far si che fosse lui il nostro singer.

(MAX) Beh, io sono l'ultimo “arrivato” nel progetto H-GEORGE e devo dire che sono entrato a farne parte con grande entusiasmo! Era fine settembre 2008 quando Carlos (l'unico della band che già conoscevo) mi chiamò per propormi di diventare il cantante della band. Mi illustrò sia gli obiettivi più immediati sia quelli a lungo termine. Io accettai la sua proposta molto volentieri, dato che da subito mi piacque lo stile H-GEORGE: grinta, tecnica ed energia. Quindi, di lì a poco, sono cominciati i lavori!
Il primo step è stato registrare il disco; la prima giornata in studio è stata molto utile perché, oltre a cominciare il lavoro di registrazione delle parti vocali, ho avuto modo di conoscere anche gli altri componenti H-GEORGE e di prendere confidenza con loro. Devo dire che mi sono trovato a mio agio fin dai primi istanti!

(DAVIDE) Al momento delle registrazioni vocali non ero presente in studio anche se ero molto curioso di sentire il lavoro svolto da Max. Una volta entrato in sala e ascoltato i brani per la prima volta completati, mi sono subito reso conto delle capacità del nostro singer… pensai: é il cantante giusto per noi.

(GEORGE) L’affiatamento si è consolidato molto in studio di registrazione perché la nostra band si auto produce in tutto: Carlos ed io abbiamo preparato tutta la pre-produzione per poter lavorare con Davide e Max.
Carlos ha curato tutti i suoni in partenza e le registrazioni di tutti gli strumenti, lavorando con ogni singolo musicista e cercando di tirare fuori il meglio dallo stile di ognuno. Avendo affittato lo studio per un mese intero, lavoravamo senza soste giorno e notte e grazie al supporto di Davide e Max siamo riusciti a non vivere quel mese come una prigione in quanto ognuno arrivava dove l’altro non riusciva.
Quando sei chiuso per ore in una stessa stanza, non vedi l’ora di uscire e se per caso in quell’istante ti viene voglia di un cibo in particolare….vai fuori di testa se non puoi averlo…e così uno con l’altro siamo riusciti a farci passare al meglio il tempo mentre stavamo lavorando.

Visto che siamo in argomento, ti pregherei di essere il più onesto possibile, che priorità hanno gli H-George rispetto, ad esempio, ai Suprema, agli OverMaster o agli Annihilator?

(GEORGE) In tutta onestà non credo che sia l’attribuzione di priorità che vincola i legami tra i componenti di H-GEORGE ad altre band, ma di correttezza e rispetto che sono gli ingredienti base della nostra unione.
Premesso questo ti confermo come ti potranno confermare Carlos e Max che fanno per l’appunto parte delle band da te menzionate che basta semplicemente organizzarsi in maniera tale da gestire e gestirsi. Siamo maturi al punto di saper controllare queste cose e di eseguire il nostro dovere senza creare disagi alle bands in cui militiamo; ad esempio Carlos ora che avrà da affrontare il tour con gli Annihilator dovrà assentarsi per diverso tempo e tutti noi sappiamo che questa situazione potrà portare solo del bene alla sua persona e a tutte le bands con cui sta lavorando, quindi non c’è alcun problema a cercare insieme un valido sostituto per affrontare i concerti.
Ognuno valuterà sempre quale sia la priorità a fronte di una specifica situazione. Nel caso di eventuali accavallamenti come per date live, si trova sempre una soluzione.

(MAX) Per quanto mi riguarda, parlando di SUPREMA e H-GEORGE, sono decisamente 2 situazioni diverse sotto più aspetti. L'aspetto live: sia in un caso sia nell'altro, le date mi vengono comunicate con largo anticipo e quindi ho modo di organizzarmi senza nessun problema, in modo che gli impegni non si accavallino.
L'aspetto stilistico: SUPREMA è una cover band di alcuni dei maggiori successi hard/heavy ed è quindi un tributo a quel genere musicale che proponiamo con grande passione; è un progetto dove io cerco di esprimere la mia immensa passione per il canto; H-GEORGE si propone musica inedita, brani originali e di conseguenza posso comunicare il mio stile associato a dei miei arrangiamenti melodici e vocali, che rendono i pezzi decisamente personali.
Un’altra differenza è la comunicazione con il pubblico: mentre H-GEORGE coinvolge chi ascolta prevalentemente tramite la presentazione e l'esecuzione dei brani scritti di proprio pugno, le cover bands in generale attirano pubblico non solo in base alla bravura esecutiva o l'energia trasmessa, ma anche per il tipo di repertorio proposto.
 
(CARLOS) Sono sempre stato abituato a collaborare con più gruppi contemporaneamente e ho visto nascere problemi solo quando la gelosia da parte dei miei collaboratori veniva a manifestarsi. Con George in previsione della mia assenza per affrontare il tour con gli Annihilator mi sono impegnato a procurare un valido sostituto in modo che la band non subisca un rallentamento durante la mia assenza ed eccoci quà: tranquilli e sereni :)

Ok, capisco, com’è stata la gestazione compositiva che ha portato alla realizzazione dei nuovi brani? È stata più travagliata che in passato o oramai avete trovato uno specifico modus operandi?
Quindi è stato un vero e proprio lavoro di squadra, o le varie idee che hanno condotto alla nascita delle nuove 12 composizioni presenti sul nuovo ep, ha avuto un unico padre putativo?

(GEORGE) Mentre ci stavamo preparando per i concerti promozionali a Neurotic, sfornavo riffs dopo riffs e Carlos mi incoraggiò a salvarli di volta in volta in attesa della musa ispiratrice a completarli perché potessero essere definiti brani.…il problema è trovare il tempo (ENEMY) e poi anche i soldi per produrli (DIRTY MONEY).
Premesso questo, sintetizzando, funziona così: io scrivo le chitarre, il basso, le batterie ed i testi così da poter lasciare in mano ai componenti della band il materiale sul quale poi lavorare e dedicarsi avendo però una matrice di base già ben assestata. Carlos ha molta pazienza e per ogni brano spende ore ed ore ad arrangiare la sezione ritmica: ci sono brani in cui le idee gli nascono come per incanto altri invece dove non sa più come suonarli perché possano rendere bene ma al tempo stesso senza banalità di batteria.
Quando vidi Carlos lavorare ai vari brani mi resi conto che il suo stile era molto singolare, i ritmi non erano ritmi ma parte integrante del brano che se analizzati singolarmente non risultano difficili di esecuzione ma difficili da concepire come concezione ritmica…li trovo a tratti molto divertenti da suonare perché ad un passo dall’infermità mentale ;) Una volta definito il brano Chitarra/Batteria si aggiungono gli arrangiamenti di Basso e per finire di voce; se a lavoro finito ci si accorge che qualche strumento non suona al top per il proprio gusto…allora siamo anche capaci di stravolgere completamente il brano rivedendolo dal suo inizio.
In questo disco con Carlos avevamo deciso che la voce doveva essere in primo piano per 2 motivi: il primo è perché volevamo sottolineare che il THRASH puro non è con la voce GROWL o simile e secondo perché siamo consci di avere come singer uno fra i migliori al momento in Italia nel nostro genere musicale.
Max ha molta inventiva in fase di arrangiamento: le linee vocali di Slave Of Society sono per la maggior parte tutta farina del suo sacco e questo suo stile ROCK ci ha davvero dato la giusta veste che cercavamo; Carlos ha sollecitato Jeff Waters perché questa voce in fase di mixaggio venisse fuori quasi come un disco di un cantante più che di una band e oggi ci riteniamo estremamente soddisfatti del nostro H-SOUND.

(DAVIDE) Sicuramente passare intere giornate in studio senza un attimo di pausa sono servite molto, sia a livello professionale sia come musicista. Ho imparato molte cose dai miei compagni e piccoli trucchetti per non sclerare durante le registrazioni. Alcune parti di basso sono molto tecniche e il fatto di suonare per più di 10 ore al giorno non ha fatto altro che migliorarmi come musicista… È stata davvero una bella esperienza!!!

(MAX) Quando sono entrato a far parte del progetto, non solo i brani del disco erano già stati composti, ma le parti strumentali erano già state incise. I testi sono stati scritti da George e la band mi ha affidato il compito di arrangiare le parti vocali in base al mio stile, lasciandomi completamente carta bianca.
C'è un rapporto di stima e fiducia reciproca tra me e gli altri componenti, questo ci ha consentito di lavorare bene anche in studio. Ero molto contento all'idea di registrare questo album e la soddisfazione è notevolmente aumentata quando ho constatato che avevo totale libertà nell’interpretare i pezzi in base al mio stile, in modo da poter esprimere appieno la mia passione.

…..a proposito, chi si è occupato del nuovo lavoro d’artwork del disco?

(GEORGE) : abbiamo voluto NERVE DESIGN ovvero Davide Nadalin per via dei suoi lavori svolti con altre bands rinomate.
Ci è piaciuto subito come persona, il suo lavoro di preview ha azzeccato in pieno la descrizione che gli avevamo passato per ispirarsi e ci è voluto pochissimo perché la si definisse così come la vedi oggi…in pratica ha saputo leggere nella mia testa il concetto di copertina che volevo. Noto con piacere che piace a molti e nel suo comunica proprio il contenuto del disco senza essere banalmente violento.
In “Neurotic” tutto l’artwork fu curato da Davide Carnisio in quanto molto bravo nei lavori di grafica ma questa volta siccome Davide Carnisio è diventato il nostro bassista, si è pensato di affidare il compito a Nerve per comunicare ai lettori del booklet il giusto ruolo per ogni persona all’interno del prodotto H-GEORGE.
Faccio inoltre presente che anche NERVE proviene dalla MONFERRATO AREA.

Quanto è stato difficile riuscire ad amalgamare le metriche dei testi con le atmosfere musicali che si sono venute a creare?

(GEORGE): Ad essere sincero è la parte più difficile nella nostra musica perché il tutto inizia dalle basi di chitarra e batteria…per fortuna l’arrivo di MAX in formazione ha portato molte idee: il ragazzo ha fantasia, è in gamba e il suo talento lo tira fuori anche in fase compositiva… quando si presentò in studio per registrare le sue parti vocali, il 90% delle sue idee fu preso in considerazione al primo istante perché a nostro avviso molto personali e di nostro piacimento; pensiamo prima di tutto a lasciare che la personalità di ognuno di noi possa aver sfogo, in quanto stiamo proponendo musica d’autore e l’unica cosa che ci spiace un po’ è non aver avuto il tempo di lasciare i brani a Max anche per la composizione dei testi…ma sul prossimo lavoro Max avrà modo di sfogarsi al 100% yeah!

(MAX) A me piace davvero tanto lo stile H-GEORGE! Mi piace la tecnica, l’energia e le idee! Quando ho cominciato a collaborare avevo da una parte la composizione ritmica e dall'altra i testi. Il lavoro è cominciato con un ascolto in loop dei pezzi strumentali.
Tante tante tante volte. I brani mi sono piaciuti da subito e ho trovato le ritmiche molto coinvolgenti al punto che è stato un passaggio abbastanza naturale dare un ritmo ed una metrica ai testi, abbinandoli alla musica. È di certo un lavoro che richiede concentrazione, ma è stato anche molto divertente e spontaneo!

In che maniera è nata la collaborazione con il mitico Jeff Waters? È arduo mettersi in contatto con un mostro sacro del genere?

(GEORGE) Non è arduo mettersi in contatto con professionisti di un certo livello se ci si presenta con le idee chiare e la coscienza di cosa si stia facendo; l’assistente di Jeff Waters ci ha accolto sin dalla prima e-mail con tutta la trasparenza del caso e dopo aver intuito che non eravamo dei ragazzini che volevano solo aver un contatto con l’icona della musica THRASH, ci ha fornito tutti i dettagli per poter proseguire con la nostra collaborazione.
Jeff Waters è un’artista molto impegnato nel settore musicale, e fare incastrare i nostri tempi di realizzazione con i suoi tempi di lavorazione, è stato abbastanza difficile, ma se siamo qui, vuol dire che ce l’abbiamo fatta hehehe!!!
Siamo molto contenti del nostro rapporto lavorativo con Jeff: sin dal ricevimento dei files, fino all’ultimo ritocco, ci ha tenuti informati con esaurienti e-mails del suo lavoro svolto giorno dopo giorno, informandoci dei problemi sorti e delle potenzialità presenti.
Al momento del ricevimento del nostro Hard Drive ci ha prontamente scritto congratulandosi dell’ottimo lavoro svolto di informazione, per lo svolgimento di mixaggio; di questo devo dire grazie a Carlos che, con il suo fare pignolo e certosino, ha fornito tutti i dettagli di ogni singola traccia, di ogni microfono, di ogni strumento e i valori per un ipotetico risultato finale in base alle nostre idee musicali.
Carlos ha passione da vendere e l’impressione che ci ha fatto Jeff Waters è identica ed è per questo che ci siamo trovati seriamente bene a relazionarci con lui.

(DAVIDE) Dopo aver saputo della collaborazione di Jeff non ho fatto altro che reputarmi fortunato nel fare parte degli H-George.
Non è semplice avere a che fare con certi professionisti… cazzo, stiamo parlando del chitarrista degli Annihilator!!!
Mi ricordo anche quando ci inviò il Master definitivo…ci scrisse in e-mail che il pacco era partito, e in quel mentre Carlos era a casa mia, così decidemmo di dargli un colpo di telefono per ringraziarlo della pazienza avuta nei nostri confronti.
È stata molto piacevole la telefonata fatta da me e Carlos agli studi di registrazione di Jeff… una persona davvero simpatica e disponibile!!!

Rispetto ad un passato non tanto recente, il vostro stile musicale si è evoluto verso un thrash metal compatto ed articolato di matrice tipicamente statunitense, senza per questo aver minimamente rinnegato le radici classiche sempre presenti all’interno delle vostre composizioni, un progresso/crescita artistica che, mi pare di capire, si pone in stretta relazione con la vostra consapevolezza di aver finalmente raggiunto una certa maturità a livello puramente tecnico/compositivo, dico bene?

(GEORGE) Credo che insieme al gruppo sia riuscito ad esprimere al meglio quello che avevo in testa: senza la forza e la passione di Davide, Carlos e gli spunti vocali di Max non sarei arrivato a dare luce a questo prodotto in questa veste. La differenza e la crescita stanno nel fatto che prima era un singolo compositore che grazie ad una collaborazione discografica vedeva nascere un prodotto. Ora si tratta di una vera e propria band le cui idee hanno partorito sicuramente un qualcosa di più unito, maturo e granitico così come da progetto. A mio avviso non c’è un arrivo per quanto riguarda una maturità tecnico/compositiva, semmai una maturità artistica…anche se l’artista è comunque un essere umano e di conseguenza sia sempre e comunque in continua evoluzione. Di questo ne risente la propria musica e quindi la propria tecnica e metodo di composizione.

(MAX) Io, come tutti, ho una mia “scuola” da cui provengo, una formazione stilistica che si è creata con l'ascolto negli anni di vari artisti metal (con caratteristiche decisamente diverse tra loro) così come di altri generi musicali. Si può dire che il mio stile derivi dai miei gusti. Ovviamente, come detto prima, non è stato un passaggio immediato, ma si tratta di un percorso di anni. Ora cerco di applicare il mio modo di cantare a quelli che sono i progetti musicali che porto avanti. Sai, dal punto di vista della maturità tecnica e compositiva, credo che più esperienza si ha, più si impara ad avere conoscenza e padronanza degli argomenti. Ma sono anche fermamente convinto che non si finisca mai di imparare. Credo quindi che, come in tanti altri ambiti, anche in campo tecnico/artistico, la maturità sia sempre molto relativa.

(DAVIDE) Non pensavo trovassi difficile registrare le parti di basso… ho sempre cercato dal vivo di dare tiro ai pezzi senza curare la tecnica, invece in studio doveva essere tutto preciso e pulito… ho davvero sudato ma alla fine ho capito come dovevo lavorare dietro ad una console… e con tanta pazienza ho curato la mia tecnica; questo mi serve tuttora dal vivo per essere più sicuro e spero più potente!!!

Quindi mi pare di capire che vi riteniate veramente pronti per spiccare il grande salto di qualità, è così?

(GEORGE) Non ci pensiamo al salto di qualità…o meglio: non pensiamo a dover raggiungere uno status di band “arrivata”. Il nostro target è quello di fare al meglio delle nostre capacità in base alle nostre possibilità per poterci divertire sempre quando si fa musica.
Se per qualche situazione ci dovessimo trovare di fronte ad un contropiede che farebbe risultare la band H-GEORGE un gruppo musicale sulla bocca di tutti, di sicuro saremmo felici di poter condividere con più persone la nostra passione ma prima di tutto proseguiremmo a produrre musica che faccia stare bene noi che la suoniamo: si vive una volta sola

Oramai le labels del vecchio continente, sono quasi tutte al collasso e, purtroppo, non investono più molte delle loro striminzite finanze per puntare su giovani formazioni come la vostra, ma se ci fosse la possibilità, che tipo di sacrifici sareste disposti veramente a compiere voi H-GEORGE, pur di vedere il vostro disco di debutto sugli scaffali dei negozi?

(GEORGE) Quando iniziai a suonare con Carlos, mi spiegò come il settore dello spettacolo possa essere piacevolmente pericoloso, soprattutto se vissuto in età giovane e con la ovvia inesperienza.
Carlos mi spiegò di come in generale il settore musicale si articola fra diritti di autore, edizioni musicali, produzione, distribuzione, promozione e così via.
In poco tempo mi resi conto che il lavoro del musicista non è che semplicemente identico a qualsiasi altro lavoro e quindi va proporzionalmente retribuito e riconosciuto. Valori come il rispetto della persona, lealtà negli accordi, responsabilità dei compiti da svolgere e svolti stanno alla base del nostro modo di operare.
Ognuno di noi ha dei diritti e dei doveri e quindi gli unici sacrifici di cui si potrebbe parlare sarebbero quelli inerenti ai soldi da investire, al numero di concerti da realizzare, alle ore spese per realizzare il prodotto. Qualche proposta ci è già arrivata ma differente da quello che secondo noi sono le nostre esigenze e la nostra idea coesa di band.
Ci teniamo a sottolineare che siamo persone e dobbiamo ricevere e offrire il giusto rispetto sempre e ovunque.
Molte giovani bands a costo di legare il proprio nome ad una label si avventurano in spese ingiustificate trovandosi dopo ad aprire gli occhi e capire che ancora un po’ pagavano anche il 100% della messa in stampa solo per avere da parte dell’etichetta il proprio marchio sul retro CD e rientrare nel roster della stessa….tutto per poter dire di “essere sotto contratto”. Noi ci poniamo delle domande di questo tipo:
Chi meglio di te può amare il tuo prodotto?
Tu credi nel tuo prodotto o hai bisogno di qualcuno con nome e cognome per convincerti a credere nel tuo prodotto?
La parola “DEMO” è l’abbreviativo di “DEMONSTRATION” (dimostrazione) quindi da riferirsi ad una registrazione non definita del prodotto in se: in base a questo, se il tuo prodotto è da te considerato “FINITO”, solo perché non esce con il marchio di una casa discografica deve risultare una DEMO quando tu stesso lo dichiari COMPLETATO?
Quindi: un DEMO stampato da una casa discografica si trasforma come per incanto in un prodotto FINITO?
Vedi Beppe, sono queste le domande che Carlos mi fece quando stavamo producendo Neurotic e che mi fecero prendere coscienza di cosa volevo fare….me ne pose altre e devo ammettere che valutando la mia posizione in H-GEORGE, mi riconosco imprenditore della mia musica, come Carlos è imprenditore della propria persona in qualità di batterista (vedesi le sue numerose collaborazioni tutte maturate dalla propria autogestione).
Vogliamo dare un messaggio anche agli altri gruppi di essere più sicuri delle proprie azioni e di non aspettare l’ok da un’organo esterno.

Adesso volevo porvi un mio piccolo cruccio, personalmente credo che l’errore più grossolano commesso da molte giovani formazioni di casa nostra, sia quello di non conoscere affatto la scena musicale ne della propria zona, ne tanto più della propria nazione, non arrivando a capire che, il primo impulso positivo verso qualcosa di concreto, arriva soprattutto dai musicisti della porta accanto, qual è il vostro pensiero a riguardo?

(GEORGE) Sai, è possibile che molte formazioni giovani come la nostra snobbino la propria realtà perché non vedono un’alternativa al solito approccio musicale; la maggior parte delle bands pensa che il proporre la propria musica voglia dire solo registrare un disco ed eseguire concerti per farsi conoscere e come tu sai, in zone come le nostre non è facile che il genere METAL venga apprezzato o almeno preso in considerazione all’interno di una programmazione d’intrattenimento nei clubs.
Personalmente vivo dei periodi in cui ho bisogno di conoscere cosa offre il mio “vicinato” per capire se la mia proposta, il mio stile sia ancora attuale oppure non appartenente più ai canoni odierni…o perché no?
Magari più avanti…insomma, voglio dire che conoscere è fondamentale per crescere rendendosi conto del mondo in cui si sta vivendo.
Detto questo e premesso che la cultura Italiana non predilige un genere come il metal di conseguenza è purtroppo comprensibile che “ la ricerca della felicità “ avvenga altrove.

(MAX) A me piace molto girare per locali e festivals per sentire gruppi locali, sia che propongano musica inedita sia che suonino cover o tributi vari. Ammetto che, nonostante io sia di Milano, ho una conoscenza maggiore della scena piemontese, perché la maggior parte dei musicisti con cui collaboro da anni è proprio del Piemonte. Quindi, oltre ai live in cui canto, spesso mi ritrovo a fare serate anche da ascoltatore sempre in quelle zone.
Ho ovviamente anche degli amici nella scena lombarda e milanese, da cui comunque provengo, ma devo dire che in generale non mi sono mai fatto problemi a fare dei chilometri per ascoltare della musica di mio gusto!
Ritengo utile oltre che piacevole (a seconda dei gusti) non fermarsi solo agli dei dell'olimpo metal, ma informarsi anche sui validi musicisti della porta accanto, come li definisci tu.

(DAVIDE) Ho iniziato a suonare il basso a 16 anni grazie a mio fratello e forse una volta le cose erano diverse… più magiche.
Mi ricordo che era dura l’impresa di mettere su un gruppo e di trovarsi tutti insieme in saletta; 2 volte alla settimana eravamo tutti insieme con i nostri strumenti in mano a cercare di creare qualcosa di interessante.
Tutto era tirato giù a orecchio provando e riprovando, studiando la singola nota. Ora con il web è molto più semplice trovare musicisti e spartiti, è possibile anche poter provare con la web cam senza alzare il culo da casa o come ha proposto Carlos sul suo canale YouTube: suonare con un batterista a distanza insieme al resto della tua band standotene comodo nel tuo salotto senza disturbare il vicino.

Perché secondo voi esiste rivalità fra formazioni della stessa città/zona? In fondo con il metal da noi non si è mai arricchito nessuno, non ti sembra una cosa stupida?

(GEORGE)Sinceramente è un argomento che non amo affrontare: porta via molto tempo, le mie opinioni non cambiano il sistema e noi esseri umani proseguiremo sempre a predicare bene ma a ruzzolare male… certo che è una cosa stupida ma evidentemente se esiste il motivo è perché c’è sempre qualcuno che non la pensa come te o noi. H-GEORGE esiste per ubriacare tutti di musica e basta poi non so se gli altri hanno considerazioni in merito.

(MAX) Mi spiace molto constatare che molto spesso la musica (e di conseguenza le esibizioni musicali), invece di essere strumento di comunicazione nei confronti di chi ascolta, sia ancora utilizzata come mezzo inequivocabile di competizione tra musicisti.
Cantare/suonare per pura dimostrazione di maggiore bravura rispetto ad altri, credo che non porti da nessuna parte.
Ormai dovrebbe essere pensiero comune che la tecnica (che viene sempre giustamente apprezzata) non sia l'unica componente di una buona esibizione. Di band e di artisti validi ne esistono un'infinità.
Credo che sia piacevole ascoltare ed apprezzare tanti stili diversi, con diversi colori e sfumature.
Mi sento però di aggiungere che di certo tanti gestori di locali di musica live e tanti organizzatori di eventi musicali non aiutano la situazione.
Le rivalità si creano anche perché, nonostante ci siano tantissimi artisti validi, non c'è spazio per tutti. Anzi: c'è spazio proprio per pochi! Penso di non essere l'unico che nota le programmazioni dei locali della propria zona e si rende conto che i nomi in calendario sono sempre gli stessi.
E pensare che in Italia i fans del metal sono una categoria tra quelle maggiormente disponibili ad ascoltare idee nuove!

(DAVIDE) Porto rispetto ai grandi nomi come ai piccoli gruppi di giovani musicisti… ognuno è libero di suonare come e cosa vuole, l’importante è divertirsi… non ho mai capito queste rivalità che ci sono tra i gruppi… trovo sia una cosa davvero stupida e poco costruttiva!!! Tanto di rispetto al gruppo che ottiene più risultati… non vedo il problema!!!

Quale è il vostro rapporto con internet e con la rete estesa? Credete veramente che un mezzo di comunicazione come myspace sia veramente adatto per la promozione di una giovane compagine come la vostra?

(GEORGE) Ne usufruiamo molto, Carlos è quello più afferrato in materia perché ai tempi di “Neurotic” curò tutta la comunicazione promozionale e usò la rete per arrivare a casa di chi non aspettava altro che H-GEORGE per dimenticare i mali della vita Internet ci da la possibilità di vendere il proprio prodotto e di comunicare meglio con tutti i paesi del mondo.
E’ stato proprio internet ad aver ucciso l’industria discografica e quindi ad incrementare l’uso dei relativi social networks da parte delle neo-bands per ritagliarsi il proprio spazio all’interno di una scena sempre più assopita per via dei pochi sacrifici disposti a fare per proseguire ad esistere.

(MAX) Credo che per rapidità ed abbondanza di materiale, internet sia al momento il migliore mezzo di informazione.
E non solo: ad esempio, è sempre in grande crescita il numero di e-stores (non solo musicali) presenti sul web.
È una risorsa che, se ben usata, può portare ottimi risultati all'utente. Di conseguenza può diventare un ottimo strumento di presentazione e pubblicità anche per una band come la nostra. Myspace, come altri social networks, possono essere sicuramente di aiuto, data anche l'enorme affluenza di visitatori di queste pagine.
Diciamo che internet è uno strumento che, quando si è imprenditori di se stessi, può essere decisamente utile, se ben seguito ed utilizzato.

(DAVIDE) Internet… passiamo intere giornate su internet… lavoro, hobby, musica e tanto altro… trovo sia molto interessante il mondo del web ma senza che prenda posto alla vita reale. Siamo schiavi di vari portali, myspace, facebook… sinceramente preferisco fare 4 passi su per le mie montagne che passare ore davanti ad un monitor. Però è anche vero che per lavoro, oggi, è davvero indispensabile!!!

Ok, capisco, quindi nell’oramai eterna diatriba web zine contro stampa cartacea, voi da che parte vi schierate?

(GEORGE) Non mi schiero, semplicemente riconosco che la stampa cartacea è ancora considerata la più importante per gli ovvi motivi di produzione e distribuzione: quando appari su una rivista sei consapevole che per un mese il tuo prodotto farà parte di quei pochi prodotti che hanno avuto la fortuna di essere pubblicati su miriadi di promozionali che ricevono tutti i giorni.

(MAX) Posso astenermi? Scherzo...
Forse i nomi delle riviste cartacee godono di una fama leggermente maggiore, anche per il fatto che esistono da più tempo.
Ma io cerco sempre di dare maggior importanza alla qualità e alla serietà delle informazioni e delle recensioni. Credo che conti anche l'accessibilità delle informazioni ai lettori. Tutto questo, indipendentemente dal fatto che sia su foglio cartaceo o su foglio elettronico.

(DAVIDE) Non posso schierarmi, entrambe hanno un ruolo fondamentale… quando sono in ufficio posso leggermi le news in anteprima però quando sono a casa non manca mai il mio giornale di musica vicino al water … a parte gli scherzi, sono due realtà che possono aiutare un gruppo emergente e quindi di massima importanza anche se la tua immagine stampata è qualcosa di davvero fico!!!

Ok, siamo veramente alla fine, prima di concludere, potete ricordare ai nostri lettori quali saranno le vostre mosse future per la promozione di “Slave of Society” da qui all’imminente estate?

(GEORGE) A Luglio saremo al METAL THRASHING MAD FESTIVAL che, come l'anno passato, si svolgerà al Favre Sugar Show a Borgofranco d'Ivrea ed al quale parteciperanno tante valide bands tra cui i Node e i Brain Dead. Noi Vi aspettiamo Sabato 10 luglio per ubriacarvi di musica!!!!
Ringrazio tutto lo staff di Hard n’ Heavy che ha concesso questo spazio e tutti i lettori che hanno avuto il fisico di arrivare a leggere fino a qui! Ciao!

(MAX) Come ha ricordato George, il prossimo appuntamento è quello del Metal Thrashing Mad Festival: quindi vi aspettiamo! Io ringrazio Hard n' Heavy e mando un abbraccio a tutti i lettori! A presto!!!

(DAVIDE) Vi aspetto davanti al palco… un abbraccio a tutti!!! PROSIT!!!

(CARLOS) !!! METAL !!!









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Pubblicato su: 2010-06-28 (114 letture)

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