Ciao Leo e benvenuto sulle pagine di Hard n’Heavy, parliamo della vostra ultima fatica discografica "The Divine Breat Of Our Land ", un demo che in un certo qual modo, conferma il discorso intrapreso attraverso il vostro precedente ep omonimo, e porta avanti un percorso artistico che di questi tempi, molti definirebbero azzardato...
Come e' nato, stilisticamente parlando, il vostro approccio musicale cosi' naturale ed istintivo, rispetto a quello che attualmente la scena metal propone con maggior frequenza?
LEO: Diciamo che noi prima di suonare assieme eravamo e siamo amici, questa virtù è riuscita a farci trovare un equilibrio naturale. A volte siamo contrastanti in gusti musicali e quindi in fase di creazione ci viene istintivo mischiare le carte,senza però far prevalere l’idea di uno sull’altro.
Questo fa si che ognuno si esprima in modo totalmente naturale.
Si,forse è un azzardo proporre la nostra musica ma suonare cosi ci piace e ci diverte.
Quindi solo “colpa” del vostro background musicale, oppure la precisa volonta', unita al desiderio, di provare qualcosa vicino a certe sonorità old style?
LEO: Senz’altro il background musicale la fa da padrone, perché ormai è nel nostro sangue,ma non vi è una volontà vera e propria di far rivivere gli anni d’oro del metal, ci piace pensare che la stessa fiamma che accendeva i grandi gruppi in quegli anni ora bruci un pochino anche per noi.
Si, capisco, infatti se dovessi descrivere a parole il terreno su cui musicalmente si muovono gli Aeternal Seprium, direi, senza esitare un attimo, un heavy metal classico che fonde in se presente e passato... Sei d’accordo con questa mia affermazione, e qual e' il tuo pensiero in merito?
LEO: Si, sono d’accordo anche perché tu nelle tue recensioni nei nostri confronti hai sempre centrato in pieno lo spirito che spinge gli Aeternal Seprium.
Il nostro è un passato con cui dobbiamo per forza fare i conti e imparare, e il futuro è la vena creativa delle giovani band.
La fusione di questi elementi deve essere per forza esplosiva e di esempi nell’ underground metal italiano ve ne sono molti.
Rispetto alla vostra precedente prova in studio, a livello puramente compositivo, la band ha compiuto un passo in avanti davvero notevole, che, diciamolo pure chiaramente, non faceva di certo presagire ad un vostro ritorno sulle scene di questa portata...
Secondo te, che cosa davvero è riuscito a fare la differenza fra il vostro nuovo demo in studio ed il precedente?
Magari l'esperienza accumulata in tutti questi anni, un differente approccio nel songwriting, o cosa?
Stefano: Sicuramente l’approccio alla registrazione è stato differente, infatti nel demo precedente nessuno di noi era entrato prima in uno studio di registrazione e credimi se sei abituato a suonare live e “sentire” i musicisti vicino a te non è semplice trovarti in studio.
Come seconda cosa, quel demo è stato registrato grazie alla vittoria ad un Metal contest chiamato Bugella extreme metal fest con ore in studio limitate, quindi abbiamo cercato di rendere al meglio quello che avevamo, con l’idea di sondare il terreno, e cercare di capire cosa pensasse di noi il mondo metal, con una proposta di quel genere.
Il feed back che abbiamo ricevuto è stato positivo,ma grazie soprattutto alle critiche che ci sono state mosse, abbiamo cercato di migliorare la nostra proposta, partendo con l ingresso di Adriano Colombo (chitarra) che abbiamo avuto modo di conoscere in un live insieme ai piacentini Warbringer.
Con lui è nata subito un intesa sonora soprattutto con Leonardo che ha portato al raggiungimento di un equilibrio sonoro efficace.
L’ingresso di Adriano si fa sentire anche in fase di song writing, e nella demo attuale è particolare sentire i primi due pezzi a.c. (avanti colombo) e quelli successivi d.c.(dopo Colombo).
A parte gli scherzi il differente approccio chitarristico di Leonardo e di Adriano, ci permette di creare composizione davvero differenti tra loro per gusto e appeal.
Questo ci ha permesso di rivedere anche le canzoni del primo demo, ora ri-arrangiate in modo diverso.
Ma per concludere direi che la parte più importante l’abbia fatta la nostra voglia di creare,c’è stato un periodo che nessuno credeva in noi ma quando abbiamo visto che quello che facevamo dava buoni frutti abbiamo dato ossigeno al fuoco e ci siamo forgiati.
Naturalmente sai benissimo che sulla mia copia del cd non sono presenti i testi, ed anche per questo, sono molto curioso di sapere quali sono le tematiche delle liriche di brani come ad esempio “The oak and the cross”, “Under the flag of Seprium” e soprattutto di “In sign of Brenno”...
Quanto è stato difficile riuscire ad amalgamare le metriche dei testi con le atmosfere musicali che si sono venute a creare?
Stefano: Well, hai ragione, sulla tua copia della demo come in tutte le altre mancano i testi, potremmo giustificare questa mancanza con qualche segreto esoterico ma non è cosi.
Infatti il motivo è che semplicemente non c’era abbastanza spazio per inserirli in modo leggibile, e abbiamo optato con l’inserirli nel nostro myspace in versione scaricabile.
A parte questo,siamo contenti che il testo susciti la curiosità dell’ascoltatore, in quanto la proposta tematica che promuoviamo è piuttosto particolare.
Noi siamo italiani e se qualcuno ci creda o no siamo fieri di esserlo, non per il calcio, per le veline o per gli spaghetti, ma soprattutto per la storia che l’Italia ha vissuto così pregna di gloria, di gesta eroiche, di periodi oscuri e albe d’orate,..
Quindi nei nostri testi abbiamo voluto parlare proprio di questa storia,.. optando non per il glorioso impero romano ma andando a ricercare e narrare fatti sconosciuti ai più, facendo risaltare le popolazioni preromane delle nostre regioni.
Proprio di queste popolazioni narrano “ The oak and the cross” e “ In sign of Brenno”. La prima si svolge in un contesto storico piuttosto delicato, ovvero la fase di cristianizzazione delle popolazioni pagane da parte di esponenti della nuova chiesa.
Prova a pensare alle genti delle montagne, cosi lontane dai centri “civilizzati”, loro vivevano giorno dopo giorno lottando con la vita stessa,con un territorio a volte difficile da gestire in alcune stagioni, ma non per questo possiamo dire che erano infelici...erano parte integrante della natura.
Vivevano per essa e con essa, seguendo i suoi ritmi, adorando come dio "il sole" che è fonte di vita, "l’acqua" elemento fondamentale, e "gli animali" come ad esempio il cinghiale, il cervo che, (gli animalisti non ci vogliano male) con la loro morte donavamo vita sacrificandosi in atto di amore puro agli uomini.
In questo contesto vi è un ragazzo turbato dagli avvenimenti intorno a lui, egli fugge confuso da chi vuole far convertire il suo popolo, dicendo loro che quello che seguono è male.
Lui non comprende il perché "se ama la natura commette atti malvagi",e fuggendo si presenta davanti ad un simbolo che per gli antichi era una divinità "la quercia" ,..egli si posta nell’attimo estatico dell’alba davanti ad essa, chiedendo una spiegazione ed un consiglio.
Come nei momenti più ascetici il dio quercia gli parla (un grazie ad Alessandro Del Vecchio per essersi prestato alla narrazione), dicendogli di non avere paura,che la verità non è qualcosa che fuoriesce dalla bocca degli uomini corruttibili per natura, ma...è nella vita e nei suoi cicli,e soprattutto la verità è una sola: "la fede della quercia e la fede nel signore morto sulla croce sono manifestazioni di un credo unico dell’essenza primordiale della cose".
“In sign of brenno” invece è una narrazione un po romanzata della calata del Gallico Brenno verso roma nel 390 a.c. un condottiero celtico che riusci ad unire tutte le popolazioni libere d’Italia. Addirittura gli etruschi, per riprendersi ciò che l’esercito più potente di tutti i tempi gli prese, ovvero"la libertà sulla sua terra", narrarono le gesta dalla visione di Brenno stesso dando luce ad un fatto che per certi scritti sminuiva le gesta dei celti, facendo sembrare roma una vittima casta in balia di rozzi barbari.
“Under flag of Seprium” è un omaggio che abbiamo voluto fare al territorio in cui viviamo ovvero il "seprio".
Una zona molto antica con tracce di insediamenti addirittura molto prima di Cristo, ma,..che vide il suo splendore nel periodo longobardo.
È rimasto in auge fino al medioevo, fino a quando (data la sua sempre più crescente potenza, vista la posizione strategica di passaggio dei visconti di Milano)..decisero di distruggerlo in maniera subdola, assoldando dei mercenari Ossolani che penetrarono nelle mura della città di Castelseprio (centro nevralgico del territorio) durante la festa del paese, mettendo a ferro e fuoco ogni cosa,tranne le chiese.
Imprigionarono il conte reggente di quel periodo ed emanarono una legge che nessuno mai più avrebbe dovuto prendere potere nel seprio.
Noi proprio su questo giochiamo un po perché molti ragazzi credono fermamente nel seprio,..e nel pezzo chiediamo tutti di uscire dall' ombra e reggere la bandiera sepriese.
Bisogna essere fieri di vivere e far vivere il seprio.
Non è stato difficile amalgamare le metriche dei testi con le atmosfere musicali, è anche questa una cosa che ci viene naturale.
A proposito, come e quando è nata l’idea di inserire degli inserti in lingua madre su “Solstice of burning souls”? Credi che c’è la possibilità in un imminente futuro interamente in italiano?
Più che un idea ci piace definirlo tributo, in quanto “Solstice of burning souls” narra dell’azione ultima dei nostri soldati durante la prima guerra mondiale che, stremati nelle forze e nei mezzi trovarono una spinta quasi divina per vincere la guerra.
Quindi è stato un dovere tributarli, perché è un pezzo di gloria italiana che molti ignorano e, anche se è rimasta una vittoria “mutilata” per cavilli politici, non si può non ricordare le gesta di quegli uomini.
Noi abbiamo avuto la fortuna di suonare in una zona stupenda chiamata Santiangeli per il Three days in rock insieme ad Alltheniko e Tarchon Fist.
Il locale è proprio sul Montello dove si svolse la battaglia del solstizio (da qui il nome della canzone). Nelle vicinanze quindi, si trovano sacrari militari e siti di interesse storico, e proprio in un sacrario vi erano tombe incise con frasi in italiano arcaico talmente di effetto, che tempo decisi di mettere anche io una frase che ricordasse nella nostra lingua il loro valore.
Composi quel verso come se il pezzo musicale fosse una tomba di pietra, con dentro valorosi ricordi. L’ho inciso sperando che rimanga in eterno.
Per concludere, si c’è la possibilità di qualche uscita interamente in Italiano, e ci stiamo già lavorando sfruttando la potenzialità evocativa della nostra lingua su sonorità che le lasciano veramente agio di agire, quelle doom .
Sempre se non sono troppo invadente, c'è una qualche correlazione fra la splendida copertina del disco ed il titolo stesso?
Ti ringraziamo per l’apprezzamento e ne sarà felice anche Jessica Talarico che grazie alla sua estrema bravura, ed alla sua pazienza, ci segue nei progetti grafici, andando dietro a volte i nostri suggerimenti e in molti casi, (visto la nostra estrema indecisione), prendendo lei l’iniziativa.
Propone come in questo caso grafiche che ci lasciano senza parole, colpendo nel segno ciò che vorremmo far capire a colpo d’occhio. Infatti nella copertina vi sono presenti tutti gli elementi di cui si narra nelle canzoni come il fiume che rappresenta l’olona, la bandiera del seprio con i suoi colori bianco e rosso, e un guerriero che sostiene la bandiera.
Quest’ultimo rappresenta il combattere per i propri ideali, ma immerso in se stesso non in un campo di battaglia , in un momento più introspettivo (cioe'al crepuscolo), assaporando“il respiro divino della nostra terra".
Com’è stato lavorare in studio con un produttore impegnato del calibro di mr. Alessandro Delvecchio che proviene da un genere musicale diametralmente opposto al vostro come l’hard rock di stampo melodico?
LEO: Ale, è un professionista..con lui è stato fantastico lavorare. Anche se proviene dall hard rock melodico,ha una grande versatilita' nel cimentarsi in un altro genere come il nostro.
Lui infonde una grande sicurezza che ha giovato sul nostro nuovo lavoro, penso che se in futuro uscirà un nostro album, sarà lui ovviamente a produrlo e mixarlo.
Domanda classica, come nasce di solito un brano degli Aeternal Seprium? Chi si occupa del processo di composizione? E' un vero lavoro di gruppo, oppure le idee vengono tutte elaborate da una sola persona?
Da dove traete l'ispirazione che poi vi permette di sviluppare una composizione?
LEO: E'un vero lavoro di gruppo, può partire da una linea melodica di Stefano a un riff mio o di Adriano..il tutto può venire modificato dal bassista (Santino) o dal batterista (Matteo)..
Poi a volte è anche la tematica della canzone che ci fa lavorare su alcune determinate composizioni. Non è mai a tavolino,esse escono naturali e istintive in sala prove,e devono piacere a tutti I COMPONENTI.
Ok, capisco, adesso a mente fredda, secondo te "The Divine…. " rappresenta fedelmente quelli che sono gli Aeternal Seprium attuali, oppure in futuro dovremmo aspettarci dei cambiamenti stilistici sostanziali con un ipotetico prossimo lavoro?
LEO: "The Divine…. " è il nostro presente, quello che ora vogliamo suonare e ciò che la nostra esperienza ci porta a creare, il futuro sono pagine bianche da scrivere,e dirti se avremo dei cambi stilistici è impossibile,di certo è che cresceremo tecnicamente e umanamente e tutto può accadere..
Quindi credi che musicalmente parlando avrete ancora modo di sviluppare ulteriormente il vostro stile, oppure l'evoluzione che adesso vi spinge ad andare avanti, e' destinata comunque a cedere il passo ad una formula musicale e compositiva ben precisa?
LEO: Non penso che cederemo ad una formula musicale ben precisa sarebbe, penso, riduttivo nei confronti della musica stessa.
Quello che ci spinge ora a comporre è senz’altro la sinergia che scaturisce quando stiamo assieme, se la domiamo, potrebbe non risultare così istintiva. Quindi preferiamo lasciarla fluire come l’acqua.
Oramai le label del vecchio continente, sono quasi tutte al collasso e, purtroppo, non investono più molte delle loro striminzite finanze per puntare su giovani formazioni come la vostra, ma se ci fosse la possibilità, che tipo di sacrifici sareste disposti veramente a compiere voi Aeternal Seprium, pur di vedere il vostro disco di debutto sugli scaffali dei negozi?
LEO: Sono davvero tanti anni che stiamo insieme, e il desiderio di proporre un nostro full length ora è davvero forte.
Credo che se nessuna etichetta mostri alcun interesse nei nostri confronti, faremo tutto quel che ci sarà possibile per autoprodurci chiedendo magari a qualche distribuzione la copertura di vendita. Sarà un impresa veramente ardua, lo sappiamo, ma i tempi per noi son maturi e almeno dobbiamo provarci.
Ok, cambiando argomento, segui la scena metal nazionale? Se' si, quali sono i cinque lavori, e le cinque bands (rigorosamente underground) che maggiormente ti hanno colpito negli ultimi tempi, e perche'?
LEO: Si, potrei dirti ...
ASSEDIUM hanno saputo creare momenti di vera epicità e pathos degni delle più grandi epic metal band
HOLY MARTYR:una band fantastica le loro composizioni sono capolavori, loro sono la fusione perfetta tra passato e futuro.
ALLTHENIKO: 3 ragazzi che hanno una potenza live devastante, una umanità senza paragoni un talento a 360° se si pensa che fanno tutto loro registrazioni, mixaggio, video! Incredibili
FUROR GALLICO: a breve uscirà il loro primo album, un pagan folk metal protetto dagli dei, alcuni di loro sono le guest star della nostra “The oak and the cross” una band dal futuro radioso.
FOLKSTONE..La loro proposta musicale e il cantato in italiano è davvero interessante sono riusciti a sfondare le mura d’europa. Onore a loro.
Ragazzi, siamo veramente alla fine di questa nostra lunga chiacchierata, prima di chiudere pero' volevo chiedervi quali saranno le prossime mosse in casa Aeternal Seprium da qui all'estate, state pianificando delle date live a supporto del demo?
LEO: L’anno scorso abbiamo messo a ferro e fuoco i palchi dei festival nostrani, quest’anno ce la siamo presi un po con calma per lavorare bene sul demo e i pezzi nuovi che proporremo con la stagione autunnale.
Qualche data live però c’è sul nostro my space.li vi sono informazioni a riguardo.
Grazie mille per la tua disponibilita' e simpatia. A questo punto lascio a te l' ultima parola. Concludi come vuoi...
Ti ringrazio moltissimo per l'intervista, è stato un piacere chiacchierare con te...ci sentiamo alla prossima ! Un saluto a tutti i lettori di hard n heavy.
Ciao !
Intervista a cura di:
Beppe "HM" Diana