Ciao Gianfranco e benvenuto sulle pagine di Hard n’Heavy, e grazie di cuore per il tempo che ci stai volendo dedicare, come prima domanda volevo solo chiederti qual è lo spirito all’interno della band oggi alla vigilia della partenza per una nuova avventura chiamata “Promo 2009”.?
Ciao Beppe, grazie a te! Come puoi immaginare, c’è un clima di grande aspettativa.
Questo disco è il risultato di circa due anni di attività, abbiamo cercato di farlo al meglio e con il massimo impegno ed è ovvio che siamo curiosi di capire che riscontri avrà sulla critica, sulle label e sopratutto sul pubblico.
Allo stesso tempo siamo anche sereni, consci del fatto che questo è soltanto il punto di partenza da cui sta iniziando la nostra avventura di band.
Toglimi subito una curiosità, ma dobbiamo guardare ai Lothüs come ad un semplice progetto parallelo, o come ad band con un propria fisionomia artistica?
La seconda che hai detto! Ironia a parte, al momento soltanto Francesco e Fabio sono coinvolti in altri progetti musicali con band attive già da tempo, Trinakrius e Radiance, ma fino ad oggi sono riusciti a gestire egregiamente la situazione organizzandosi in modo tale da dividersi equamente tra i Lothüs e gli altri progetti.
Ok capisco, quindi quali sono gli aspetti prettamente compositivi dei vostri trascorsi musicali, che avete portato all'interno di questa nuova creatura artistica?
Sicuramente l’esperienza. Vedi, i Lothüs sono una band concettualmente diversa dai nostri precedenti – o attuali - progetti, che sono comunque serviti per farci maturare e darci la possibilità di essere più o meno consapevoli sulla direzione da intraprendere.
Per quanto mi riguarda, nel sound dei Lothüs c’è veramente ben poco del power prog della mia vecchia band, gli Irencros.
È innegabile che ognuno di noi si porti dietro il suo bagaglio e questo, anche se in maniera non esplicita, si ripercuote nel songwriting, non tanto nelle idee quanto nell’atteggiamento in fase compositiva.
Senti, sulla copia del demo che ho non sono presenti i testi, ed anche per questo, sono molto curioso di sapere quali sono le tematiche delle liriche di vostri brani?
All’interno della band sono io ad occuparmi dei testi, ma la decisione sulle tematiche da affrontare è stata presa dopo un consulto tra tutti i componenti della band; la decisione è stata unanime: le donne.
I testi dei Lothüs, in questo primo lavoro, raccontano storie che hanno a che fare con le donne, argomento a noi molto caro! Fever ad esempio, si riferisce a un sentimento sfrenato che atterrisce e che distrugge emotivamente e fisicamente. Oppure Sweet Jane, che è il ricordo di una storia finita dove i due protagonisti si vedono per un’ultima notte di sesso per poi darsi addio definitivamente.
Tutti i testi sono stati scritti in maniera schietta e diretta, senza particolari metafore o giri di parole e questo perché volevamo che l’immediatezza della nostra musica trovasse riscontro anche nei testi.
Ok, dunque dopo tutti questi anni di intensa attività, mi sembra di capire che oramai in studio avete maturato una buona dose di esperienza, quindi siete entrati a registrare avendo già bene in mente come sarebbero venute le nuove song, o qualcuna di queste ha subito in fase di step finale dei piccoli accorgimenti?
In linea di massima siamo entrati in studio con le idee molto chiare. I pezzi erano già stati ben arrangiati durante le prove e questo perché fin dall’inizio abbiamo lavorato e impostato il songwriting in vista di una futura registrazione e, ancor più importante, in vista delle esibizioni live.
Durante il periodo in studio non ci siamo lasciati prendere dall’ansia della sovraincisione a tutti i costi. A maggior ragione se vuoi mantenere fedele il rapporto tra disco e performance live.
Ogni singola nota che abbiamo registrato è stata pensata per essere riproposta dal vivo, fatta eccezione per i vocals femminili in Sweet Jane e tu che sentito il promo sai a cosa mi riferisco!
È chiaro che abbiamo limato, modellato e completato laddove era necessario farlo e ciò perché soltanto ascoltando dall’esterno ci si può rendere conto di come suonano realmente i brani.
Quindi anche per questo avete deciso di produrre voi stessi il disco senza lasciarvi condizionare da “menti esterne”, o avete fatto come si dice in questi casi di necessità virtù?
Sicuramente questo è stato uno dei motivi per cui abbiamo deciso di fare da soli. Se a questo aggiungi che gli “Hangar 18 studio” sono di Alex Argento in comproprietà con Giulio, il nostro chitarrista, puoi immaginare che anche dal punto di vista economico la scelta di far da noi è stata sicuramente azzeccata.
Come hai letto nella nota sul promo, soltanto il mastering è stato fatto altrove e cioè ai Fear Studio di Simone Mularoni.
Di quanti brani è composto il vostro album che avete registrato e di cui il promo è solo una gustosa anticipazione?
Ti ringrazio per il “gustosa”. Il disco è un full length a tutti gli effetti ed è composto da 8 brani inediti più una bonus track.
Classica domanda, quanti sacrifici e non solo economici vi è costato portare a termine un’operazione di queste proporzioni?
Credo che aldilà del fattore economico il prezzo più grande sia stato il dispendio di tempo ed energia per portare a termine il prodotto finito. Abbiamo iniziato a scrivere i pezzi nell’ottobre del 2007 e abbiamo terminato nella primavera del 2009 con le tracce definitive, a questo aggiungi il tempo necessario per le registrazioni.
Sicuramente è corretto parlare di sacrifici ma alla fine per la nostra musica siamo disposti a fare anche molto di più se necessario.
Inoltre, da quando abbiamo iniziato la nostra attività, per essere una giovane band, abbiamo suonato in giro un bel po’ ottenendo tantissimi consensi da parte di chi ha assistito alle nostre performance.
Questo ha favorito l’entusiasmo generale all’interno del gruppo, oltre a darci maggiori conferme sull’efficacia del nostro sound e più in generale delle idee che abbiamo messo in musica.
So che da qualche mese siete alla ricerca di una label seria che possa supportare al meglio la vostra prima release ufficiale, che cosa chiedete, e che cosa potete dare in un ipotetico rapporto di collaborazione con un’etichetta interessata alla musica dei Lothus?
L’obiettivo principale dei Lothüs è suonare il più possibile in lungo e in largo e questo disco non è che il primo step per poterlo fare.
Ci piacerebbe collaborare con una label che non si limiti a stampare tot copie e basta, ma che ci supporti sotto più punti di vista, specialmente sul piano promozionale.
Considerando il fatto che l’offerta musicale oggi si è enormemente ampliata grazie alle nuove tecnologie, penso che il modo migliore per promuovere una band oggi sia farlo dal punto di vista dei live in modo da far toccare con mano al pubblico la qualità di una band e in conseguenza del suo disco.
Cambiando argomento, come nasce di solito un vostro brano? Chi si occupa del processo di composizione? E' un vero lavoro di gruppo, oppure le idee vengono tutte elaborate da una sola persona? Da dove traete l'ispirazione che poi vi permette di sviluppare una composizione?
Solitamente si parte da un riff sviluppato separatamente da me, Giulio o Francesco, questo riff viene poi spedito e condiviso via mail per un primo ascolto e confronto; se il riff piace viene riproposto durante le prove e da lì si comincia a creare la song vera e propria.
Tutti partecipano al processo compositivo, ognuno si esprime secondo il proprio gusto e le caratteristiche del proprio modo di suonare, infine si cerca insieme la soluzione più efficace.
L’ispirazione viene essenzialmente da noi stessi, dal tipo di musica che ascoltiamo e che inevitabilmente ci influenza, basta che l’idea sia comunque coerente con il sound che vogliamo ottenere.
All’interno del vostro particolare stile compositivo, confluiscono varie correnti musicali dal classic metal vecchia scuola alle cadenze doom di fondo, ad alcune partiture puramente hard rock seventies style, ma se ti fosse chiesto, come descriveresti la vostra musica cercando di essere il più coinciso ed obbiettivo possibile?
Volendo sintetizzare potrei dirti che i Lothüs sono una heavy rock band con influenze metal, ma già da come hai formulato la domanda sei tu stesso che lasci intravedere che c’è molto di più. Abbiamo una identità multiforme ma è anche fisiologico dato che suoniamo insieme da poco più di due anni.
Aldilà dei generi e delle etichette posso però dirti che la musica dei Lothüs si fonda sulla volontà di creare un sound immediato, potente e ricco di groove che trova la sua massima espressione in un contesto live perché è per questo motivo che è stato creato. O
Capisco, adesso a mente fredda, secondo te il suono di questo promo rappresenta fedelmente quelli che sono i Lothus attuali, oppure in futuro dovremmo aspettarci dei cambiamenti stilistici sostanziali con un ipotetico prossimo lavoro?
Il nostro sound è in continua evoluzione, di sicuro il nostro obiettivo non è riproporre nel prossimo album la stessa identica formula del suo predecessore.
Considera che quando la nostra avventura di band è iniziata non abbiamo volutamente specificato quale sotto genere del rock o del metal avremmo dovuto proporre, era certo che volevamo fare brani “cazzuti” ed è quello abbiamo cercato di fare.
Oggi, siamo già al lavoro su nuovi brani, 4 sono già pronti, forse ci stiamo muovendo verso sonorità più rock che metal ma preferisco non anticipare altro perché è ancora troppo presto per parlare, potrei smentire tutto tra un paio di mesi.
Domanda bastarda, quanto pensi che la posizione geografica della vostra Palermo possa influire negativamente nella crescita artistica di cinque musicisti del vostro calibro?
Non posso non ammettere che la nostra condizione di “isolani” ci limita non poco nella promozione della nostra musica. I locali o le manifestazioni più importanti sono parecchio distanti dalla Sicilia e questo è frustrante perché non ci permette di muoverci come vorremmo.
Ma è anche vero che se una band funziona e ha una buona label alle spalle può andare veramente avanti pur partendo da un contesto musicalmente ostico come quello siciliano.
Da Palermo sono venute fuori band come i Thy Majestie e i Trinakrius, in cui milita il nostro cantante, che vantano già esperienze molto importanti al livello internazionale; proprio i Trinakrius i primi di marzo partiranno per un mini tour in Giappone.
Prima di finire, il promo è uscito da poche settimane, naturalmente e molti giudizi devono ancora arrivare, come pensi possa essere accolto il vostro lavoro da chi di solito consuma famelicamente heavy metal come se fosse roba “usa e getta”?
Sono parecchio fiducioso, abbiamo già avuto riscontri positivi da gente che ascolta indistintamente metal, rock o anche altri generi.
È stato molto bello accorgersi che durante i nostri concerti riusciamo a far muovere parecchie teste e per noi è un segnale più che positivo.
Poi è chiaro che non mancheranno le critiche, dai puristi del metallo old school e non. Ne faremo tesoro e andremo avanti. Come sempre.
Ok Gianfranco, ti ringrazio di cuore per avermi dato la possibilità di entrare a conoscenza della vostra musica, grazie mille per la tua disponibilità, a questo punto lascio a te l' ultima parola. Concludi come vuoi...
Grazie a te Beppe per lo spazio che ci hai offerto. Un ringraziamento particolare va anche ai lettori di Hard n’ Heavy: se siete arrivati fino alla fine dell’intervista non vi resta che fare un salto sul nostro myspace ad ascoltare un po’ delle nostre tracce. Rock and Roll!