Hard'n Heavy
  Menu
 Home
 News
 Archivio News
 Recensioni
 Recensioni Dvd
 Interviste
 Chi Siamo
 Contatti
 Segnala il Sito
 Sondaggi
 Link Siti Band
 Partners
 Pubblicità
  Sezioni Speciali
· Demo e promo
· Album del mese
· Last Review
  Last Review
China

Hungryheart

Ratt

Edge of Forever

West Pipes

Markoone

Zuul

Speed Trap

Armored Saint

Ground Control

Dragons Cave

Aeternal Seprium

Annihilatormancer


  Ultime recensioni
· Underground Symphony - Special pt.2
· Underground Symphony - Special pt.1
· The Tape Years - Wartrains
· The Tape Years - Velenha
  Interviste
· Poisonheart - Welcome to the party
· Fist Of Rage - Iterations to reality
· Windrow - Dangerous Game
· Tabiant - Origin Of Sin
· Showy Rags - Bad Luck
· Techrome - Evolution and Revolution
  Cerca


Wizard







"Never say die" recitava il titolo di un vecchio platter dei maestri Black Sabbath, e quale frase migliore potevamo trovare per salutare il ritorno sulle scene degli storici hard rockers Wizard da Napoli?
Già, aver avuto l'onore di scambiare quattro chiacchiere telematiche con il, per me, mitico Tiziano Favero bass player/vocalist della formazione campana, è stato come rincontrare un vecchio compagno di banco del quale se ne erano perse le tracce, ed il venire a conoscenza che, dopo tutti questi anni di apparente silenzio artistico, la fiamma del sacro rock arde ancora sprezzante all'interno del combo campano, rappresenta, per noi di Hard 'n Heavy, un motivo in più per continuare a perseverare lungo il nostro cammino di umili scribacchini/appassionati, appagati più dalle emozioni che fioriscono da interviste splendide come questa, più che da qualsiasi altra cosa, e chi ha vissuto sulla propria pelle la prima vera ondata della New Wave Of Italian Heavy Metal, sa benissimo di che cosa stò parlando.
Fiore all'occhiello di quella scena allora tanto bistrattata, i Wizard, hanno saputo dimostrare negli anni, una crescita artistica, figlia naturalmente di una maturità tecnica ben al di sopra delle aspettative, che li ha portati di volta in volta ad attuare alcune scelte stilistiche, che hanno saputo raccogliere i frutti di tanto duro lavoro e di una passione che, come dicevamo poc'anzi, che non è venuta mai meno dopo quasi quattro lustri di inattività artistica.
E' perciò con immenso piacere che lascio la parola al nostro interlocutore che, come leggerete più dettagliatamente, ci condurrà con mano all'interno del mondo musicale e passionale dei Wizard fra passato, presente e futuro naturalmente, per cui.....


Ciao Tiziano, allora la prima domanda che mi preme porti è: ma che fine ha fatto, lo sai che erano anni che ero alla tua ricerca?

Dopo lo scioglimento dei WIZARD non ho praticamente piu' suonato x cui a differenza di Rino che piu' volte ha tentato di coinvolgermi in qualche suo progetto musicale,sono stato completamente fuori dal giro.

Si, naturalmente nei miei ricordi di adolescente, il tuo nome è legato a doppio filo con quello dei Wizard, cosa ricordi del primo periodo della band? Ma è vero che inizialmente proponevate un repertorio completamente incentrato su brani cantati in lingua madre?

I WIZARD nacquero nel 1980 e la formazione era gia' allora quella di "WE CAN DO IT" con me, Rino e Santo.
Eravamo molto ispirati dai gruppi che amavamo, LED ZEPP-BLACK SABBATH e il nostro era un sound molto hard anni 70,con pezzi spesso lunghi fatti anke di improvvisazioni che amavamo molto fare anke dal vivo e ke ci hanno permesso nel tempo di avere tra noi grande intesa e grande affiatamento.
A meta' degli anni 80 abbiamo iniziato a comporre songs in lingua madre ed anche il sound e' un po' cambiato, in quel periodo registrammo anche un paio di demos, recensite positivamente tra gli altri anche da CIAO2001.
Tieni presente che fino ad allora il cantante nella band era Santo;la svolta definitiva e' avvenuta quando, non riuscendo a trovare un vero vocalist, ho iniziato a cantare io e a quel punto e' nato il suond dei WIZARD di WE CAN... che ci ha poi caratterizzato definitivamente.

Senti Rino, se non erro nella seconda metà degli anni ottanta, entraste a fare parte del Fireball management legato all’omonima fanzine ed al suo curatore Antonio Ferro, una figura molto enigmatica, anche perché negli ultimi anni non ho mai trovato una band che ne parlasse bene, tu invece che cosa puoi dirmi a riguardo?

A dire il vero i Wizard hanno avuto sempre un ottimo rapporto sia artistico che amichevole con il Fireball managament, in special modo con la figura di Antonio Ferro!!
Nel periodo top dei Wizard Antonio seguiva la band con particolare attenzione e miticolosita' facendo si' che la band fosse conosciuta anche oltre la sfera campana!!

Ma è vero che lui aveva il totale controllo sulle band decidendo sia i lavori d’artwork, che il look da adottare?

(Rino) Assolutamente falso!! Noi abbiamo sempre collaborato all'unisono, sia nelle registrazione dei brani che nelle interviste alle varie radio e fanzine italiane e non, si era stabilito subito un rapporto chiaro e alla pari, basato sulla stima professionale ed artistica della band!!
Nel curare i particolari, aggiungo, l'accordo era quasi perfetto!!
Credo che in tutto cio' abbia influito il fatto che al di la del rapporto manager-band, Antonio Ferro era un fan dei Wizard!!

Ok, capisco, toglimi una curiosità, molti non sanno che una delle vostre prime produzioni a livello di demo, fu il seminale "We Can Do It" un lavoro composto da quattro splendidi brani dall’approccio molto radiofonico, giocati fra reminiscenze hard rock e propensioni più AOR, ce ne puoi parlare?

(Rino) In quel periodo siamo, verso la meta' degli anni 80, e le influenze iniziano a variare, come giustamente sottolinei, "We can do it" ne e' un chiaro esempio, creativamente in quel periodo, tralasciamo la vecchia linea dark rock dei primi Wizard, ed inizia una ricerca piu' ampia verso altre matrici hard rock piu' elaborate ma che ritenevamo efficienti e piacevoli.
Diciamo che "Thke my love" e "It'only love", sono un chiaro riferimento di un rock piu' arioso, mentre "We can do it" e "Sombady", che e' la mia preferita, tiene le briglie strette al class rock!!! In sintesi un lavoro riuscito nel pieno delle nostre esigenze e di chi ama questo sound!!

Fu anche in quel periodo che partecipaste alla compilation Surgeri of power, di cui ricorre proprio in questi mesi il ventennale, con il brano "It’s Only Love" che apriva la B side di quel demo , cosa ricordi di quel disco?

(Rino) Si, un'ottima compilation, con un buon numero di band interessanti e tecnicamente notevoli!! Personalmente ritengo "It's only love" un brano con un ottima vena funky che lo rende forse un pò particolare rispetto ad altre tracks dell'album!!
Ricordo sinceramente i numerosi consensi ricevuti sia per la track in questione, sia per la cura dell'album, secondo la mia opinione, di ottima fattura!!

Tiziano puoi spiegare ai nostri lettori quale era l’approccio live della band? Suonavate con regolarità, e se non è troppo, avevate escogitato qualcosa di particolare per i vostri sostenitori dell’epoca?

(Tiziano)Considerando le possibilita' e gli spazi che ci offriva la nostra citta', possiamo dire che riuscivamo a suonare piuttosto frequentemente nonostante in quegl'anni imperversasse la New Wave piuttosto che il METAL, ma ai Festivals Rock e alle varie rassegne musicali eravamo sempre presenti come band.
In tutti i luoghi dove era possibile fare musica live a Napoli I WIZARD ci sono passati e molti sono stati i concerti organizzati da noi, da ricordare il primo festival heavy metal partenopeo a cui partecipammo come unica band campana con VANADIUM e STRANA OFFICINA ed altri.

Ok, capisco, comunque, nonostante tutto, il vostro secondo lavoro "Shiver and Shake” non tardò ad arrivare, e solo due anni più tardi, la band continuò a ribadire quanto di buono aveva messo in mostra con il lavoro precedente, amplificando se vogliamo la componente tecnica che, comunque, vi distinguerà sempre…..

(Tiziano) Sicuramente SHIVER AND SHAKE continua e stabilizza il versante compositivo e lo stile che la band aveva creato con WE CAN... anche dal punto di vista della ricerca dei cori e di un sound accattivante ma sempre molto duro, specialmente dal vivo.

Un lavoro di quattro brani che, nonostante le difficoltà oggettive alle quali credo abbiate dovuto fare fronte, presentava ancora una volta le coordinate sonore della band, ovvero un melodic rock di pregevole fattura influenzato dal suono americano e radio friendly, sullo stile dei vari Van Halen, Journey e Toto...

Non a caso citi gruppi americani ed io, che ero il compositore di gran parte del materiale sonoro dei WIZARD, effettivamente ero molto attratto da quelle sonorita' e da gruppi quali KISS,DOKKEN etc......

Che ricordi hai di quelle registrazioni? Mi parleresti di come nacquero pezzi stratosferici come la splendida "I Wanna Touch You", e la meravigliosa "Can’t Stop This Feeling"?

A volte alcuni pezzi richiedevano piu' tempo e piu' sperimentazioni per diventare definitivi, specialmente se nascevano da idee comuni; altre volte invece i pezzi uscivano di getto come se fossero gia' composti nella mia mente; guarda caso “I WANNA TOUCH YOU” e “CAN'T STOP THE FEELING” li ho composti con estrema spontaneita' e linearita'.

Giuro che fra le decina e decina di demo che posseggo, " Shiver and Shake " è uno dei pochi in cui si evince le potenzialità espressive di una band dotata veramente di una caratura tecnica ben al di sopra della media dell'epoca, sai, non riesco a capacitarmi del perché come mai all'epoca si vociferasse con toni entusiastici di formazioni, magari dozzinali, mentre dei Wizard non parlava mai nessuno o quasi...

In ogni caso ritengo che quando ci ha preso in considerazione la stampa ha sempre parlato bene di noi, cosi come le numerose radio locali italiane specializzate nel metal che spesso ci contattavano tramite i demo proponendoci interviste e recensioni.

Un lavoro che segna un cambio nella line up ufficiale della band, con Santo Carotta che cede il passo a Claudio Vitelli, come mai arrivaste a questa sorta di split inaspettato che spiazzò alcuni fan della band, sottoscritto compreso?

Era inevitabile il cambiamento in quanto Santo non garantiva piu' la costanza di applicazione necessaria alla vita della band.
Comunque siamo rimasti sempre in ottimi rapporti tra di noi; con Santo abbiamo vissuto anni di esperienze e di crescita musicale, tra noi tre c'e' un feeling fraterno che ci lega.

Comunque, il nuovo arrivato riuscì ad entrare ottimamente negli schemi della band, impreziosendo brani dal piglio leggermente più class metal, dico bene?

Con Claudio riuscimmo subito ad instaurare un ottimo rapporto umano, anche perché non ebbe nessuna difficolta' ad appropriarsi del suo ruolo all'interno della band.
Effettivamente il suo stile come chitarrista e' completamente diverso da quello di Santo, meno blues e piu' tecnico, e questo ha innovato ulteriormente il nostro sound.
Sono entrambi due grandi chitarristi, riconosciuti ad ogni nostra apparizione live.

Dannatamente!!!! Superlativa l'opening track "I Wanna Touch You", magistrale "Rock is my life" una vera e propria dichiarazione d’intenti, e da applausi a scena aperta il tormentone "Can’t Stop This Feeling ", una delle mie dieci song preferite di sempre, un brano che, con qualche passaggio radiofonico mirato, avrebbe sicuramente conquistato un'audience più ampia di quella nostrana dell'epoca, invece...

Sono d’accordo con te e aggiungo che con CAN'T STOP THE FEELING abbiamo raggiunto un altissimo livello di composizione Rock melodico.

Tiziano toglimi una curiosità, ma chi è l’autore di quella splendida immagine di copertina? L

a disegnò un grafico di Verona che conosceva A. Ferro e di cui non ricordo il nome. L 'idea della mano femminile sulla chitarra fu' mia, e fummo molto contenti del risultato finale.

Quanto era difficile essere una band di rock melodico/aor italiana in quegli anni? Nel senso che oltre a combattere contro le infrastrutture inesistenti, anche la stampa estera si dimostrava poco duttile nei vostri confronti, vero?

Le difficoltà erano tante, ma cio' che ci dava la voglia di continuare erano la nostra convinzione in noi stessi, l'amore per il Rock e i nostri fans che ci hanno sempre seguito ed elogiato.
Ricordo ancora oggi le atmosfere di sere in cui le prove del gruppo si svolgevano con tanti fans presenti e si creava quasi un' atmosfera da miniconcerto.

Non hai mai pensato che se fossi nato in un altro paese, diciamo la Germania, forse la tua vita artistico/musicale sarebbe, diciamo, cambiata?

Credo che questo pensiero lo abbiano fatto tutti i musicisti metal che, come noi, hanno inseguito il sogno di vivere suonando la musica che si ha nel cuore.

Pensi che, con tutta l'esperienza che hai accumulato in questi anni e con l'avvento delle nuove tecnologie, oggi i Wizard avrebbero avuto vita più facile?

Certo anche perche' l'esperienza ti da' piu' obbiettivita' e padronanza dei tuoi mezzi, ed e' chiaro che la tecnologia di oggi, il digitale, internet, rendono tutto estremamente piu' facile e a portata di mano. Oggi accendi il computer ed hai tutto, entri e ti fai conoscere da chiunque e dove vuoi; poi e' chiaro che devi anche piacere.
Ma ai nostri tempi i contatti dovevi sudarli e cercarli con difficolta'.
Cio' che ora fai in pochi minuti richiedeva mesi di ricerche ed impegno.

Guardando al passato, pensi di avere più ottimi ricordi, o rimpianti? Potendo tornare indietro, rifaresti tutto daccapo?.. e se non è troppo, a livello puramente artistico, com'è cambiato in tutti questi anni il modo di rapportarti alla musica suonata e concepita?

Se penso al passato ho decisamente solo ottimi ricordi e la prova sta' nel fatto che ancora oggi chi ci incontra e ci conosce vede ancora in noi l'emblema e l'essenza dei WIZARD, questo significa aver lasciato un segno, piccolo o grande che sia.
La musica resta comunque x tutti noi un fattore indispensabile sia che si tratti di suonarla, che di ascoltarla.

E siamo giunti al momento del grande ritorno, a chi è nata l'idea di questo inaspettato come back? Qual è lo stato di salute musicale della band? Gli altri del gruppo, soprattutto il mitico Rino, si sono rincoglioniti dopo tanto tempo, o la verve è ancora quella di tanti anni fa?

L'idea della reunion e' nata dal fatto che stavo digitalizzando tutti i nastri dei demos e dei concerti dei WIZARD in mio possesso.
Cosi ho pensato di proporre alla band di riunirci x registrare tracks composte dopo “SHIVER AND SHAKE” ed alcune che non avevamo incluso su WE CAN DO IT, e sono stati tutti subito d’accordo.
Io e Claudio abbiamo dovuto chiaramente togliere un po' di ruggine vista la lunga inattivita', mentre Rino era gia' pronto x buttarsi nella mischia.
Posso assicurarti che attualmente il gruppo gode di ottima salute musicale!

Si tratta solo di un come back estemporaneo, con qualche sporadica apparizione live, oppure avete intenzione di registrare qualcosa?

L'obbiettivo numero 1 e' quello di lavorare un po' sui pezzi e registrarli..............poi a questo punto internet oggi esiste anche x noi, o no???!!!

Certo che si, quindi quali sono le mosse strategiche della band da qui ai prossimi mesi? Pensi che la reunion possa avere ancora interesse oggigiorno e se si, quale pensi sia il suo reale significato?

Il significato della reunion sta nel fatto che vogliamo ancora vivere le nostre emozioni, quelle che sappiamo creare insieme con i nostri strumenti, e sfidare noi stessi dopo un salto lungo quasi 20anni! In quanto all'interesse che cio' puo' suscitare, direi che le premesse non sono affatto male.....

Grazie Tiziano, grazie Rino per averci donato un po' del vostro prezioso tempo, concludete l'intervista nel modo che più vi aggrada.

Ringraziamo Te Beppe e tutte le persone che in qualsiasi modo con passione fanno qualcosa x portare avanti il metal in Italia.
Salutiamo tutti coloro che hanno conosciuto i WIZARD del passato e ci auguriamo che insieme a tanti altri continuino a seguire i WIZARD del presente.
Contattateci su facebook FAVERO TIZIANO,RINO MUSELLA, CLAUDIO VITELLI.....I WIZARD SONO ANCORA QUI!!









Copyright © by hardnheavy.org All Right Reserved.

Pubblicato su: 2010-02-10 (405 letture)

[ Indietro ]