
Finalmente riusciamo a mettere le mani pure sulla tanto attesa intervista con i new comer Drop Of Madness giovane combo proveniente dall'hinterland barese artefice per chi vi parla di uno dei migliori debut ep dell'ultimo periodo, otto brani pregni di riminiscenze classic metal old stile, tali da far accaponare la pelle ascolto dopo ascolto.
Una band giovane formazione si, ma assolutamente determinata e ben conscia delle proprie qualità tecnico/espressive, che, grazie anche ad uno stile compositivo fluido e al contempo articolato, riesce a dar vita ad un trittico di avvincenti episodi in cui i rimandi ai maestri del genere, soprattutto a quelli della decade scorsa, non solo ben evidenti, ma formano pur sempre l'ossatura portante di ogni singola traccia.
Quale miglior occasione dunque se non quella di metterci in diretto contatto con l'amico Fil Ronzulli, cantante nonchè bassista della formazione nostrana, in un breve ma intenso escursus sulla propria formazione artistica, che ci svela quali retroscena si nascondono dietro al loro primo importante passo discografico, indi per cui.....
Ciao Fil e benvenuto sulle pagine di Hard 'n Heavy, iniziamo la nostra chiacchierata con la classica domanda d’apertura, uoi presentare la tua band ai nostri lettori partendo magari dalla genesi del vostro particolare moniker?
I Drop Of Madness nascono nel 2005 dalla volontà di formare una band ispirata ai sound più puri dell'heavy metal e al folk di matrice scandinava.
I componenti della band sono me medesimo alla voce e al basso, il co-fondatore Erik alla batteria e Thorkell alla chitarra.
Quindi "The Ashes of the Resurrection" è il vostro album di debutto che arriva a sancire le ottime aspettative fatte registrare dal vostro precedente demo "Victim of Fate" di due anni prima, puoi dirci quali sono le differenze sostanziali fra i due lavori, visto che non abbiamo avuto l'occasione di ascoltare il vostro primo lavoro sulla lunga distanza?
Sicuramente c'è molta più esperienza e consapevolezza dello strumento in "The Ashes Of The Resurrection" acquisite in questi anni.
L'album risulta così più maturo del demo. Inoltre rispetto al demo che è un home-made con tutte le dovute pecche nella qualità del suono, l'ep è stato registrato in uno studio sotto la supervisione di un produttore.
Ok, capisco, scusami se posso sembrarti invadente, ma vista la vostra giovane età, non vi è sembrato un po pretenzioso pubblicare già un album di debutto?
Guardandoci intorno, nella scena metal del Sud Italia non c'è nessuna opportunità di ottenere risultati di qualsiasi tipo e anzichè restare fossilizzati come molti gruppi che si accontentano di fare due date all'anno (spesso nello stesso locale!) abbiamo preferito bruciare le tappe e scegliere una direzione tutta nostra.
Sarà il tempo a darci ragione o torto, ma di sicuro non vivremo di rimorsi...
Certo, per essere un disco di debutto, il vostro lavoro lascia intravedere comunque già ottimi spiragli compositivi, anzi, credo che un pregio del vostro album sia quello di emanare un certo senso di freschezza ed originalità pur rimanendo ancorato a certi schemi tipici del classic metal eighties style, anche per questo che credo che sul versante strutturale abbiate compiuto un grosso lavoro a livello di arrangiamenti, è così?
Ti ringrazio per i complimenti...Certamente come hai notato l'influenza del classic metal anni 80 ha caratterizzato fortemente le nostre visioni compositive, a partire dalla realizzazione dei riff sulla scia di testi di carattere epico-storico.
Tutto questo senza tralasciare il nostro personale modo di suonare e comporre improntato sulla velocità di esecuzione dei pezzi e sull'essenzialità della melodia vocale sporca e aggressiva, che non si perde in fronzoli.
Si, hai perfettamente ragione, sai, guardando lo splendido lavoro d'artwork ed esaminando alcuni dei testi di "The Ashes of the Resurrection", sembra quasi che tutto il lavoro ruoti attorn ad una sorta di concept album, è veramente così?
La maggior parte dei testi sono accomunati dagli scenari medievali e da vicende di guerra.
Tuttavia il pezzo "Fly Over" nonostante presenti sonorità epiche presenta un testo autobiografico scritto da Erik.
"Lord of Destiny" l'ho scritto di mio pugno ha un testo molto attuale nel quale invito l'ascoltatore a lottare contro il NWO. Sai, sono un grande appassionato di testi su massonerie e cospirazioni mondiali...
Quanto tempo avete passato fra registrazione e mixing finale dei brani? .. e se non è troppo cosa puoi dirmi del lavoro svolto dal l'amico Antonio Tafaro rinomato ingegnere del suono della vostra zona?
Ha rappresentato veramente quel trampolino di lancio che la vostra band stava da tempo cercando?
La guida di Antonio Tafaro durante la registrazione e il mixing dell'album è stata fondamentale.
Ha capito subito il tipo di sound che cercavamo per il disco e avendo in comune le stesse passioni musicali, è stato ancor più facile e piacevole la registrazione e la produzione dell'ep.
Senza contare che finora è l'unica persona che abbiamo conosciuto non interessata ad arricchirsi su gruppi giovani come il nostro.
Comunque, nonostante tutto la vostra giovane età mi fa capire che molte altre qualità si affineranno con il tempo e l'esperienza, però adesso a mente fredda pensi realmente di poterti ritenere ampiamente soddisfatto del sound finale di “The Ashes....”, o col senno di poi pensi che qualcosa sarebbe potuta venire meglio?
Siamo molto soddisfatti del sound di "the Ashes of The Resurrection" e con una maggiore esperienza riusciremo a portare in sala un nuovo album ancor più aggressivo e brutale.
Il vostro stile musicale presenta varie sfaccettature inglobando in un unico contesto sonoro reminiscenze Classic Metal, partiture più power oriented e lievi inflessioni di natura folk, ma quale di queste è la vera essenza dei Drop of Madness?
Vi sentite più legati ad uno stile più che ad un altro o è meglio non generalizzare parlando solo di Heavy Metal e basta?
Ed in definitiva, quali pensi siano le band che vi hanno influenzato nel processo di composizione di queste tracce?
Sai, tutt'ora ci chiediamo quale tipo di etichetta possa essere affibbiata al nostro sound.
Ma visto che le etichette non ci piacciono e non ci va a genio il limitarci ad una sola corrente musicale, cerchiamo di spaziare dall'heavy metal degli Iron Maiden e dei Gamma Ray, al folk metal degli Ensiferum, fino al viking metal degli Amon Amarth.
Queste influenze si riverseranno ancor più nel nostro prossimo progetto.
Quali sono state le difficoltà oggettive a cui avete dovuto far fronte per realizzare concretamente il vostro primo cd autoprodotto? ….e se non è troppo, avete scelto di affidarvi all’esperienza di qualche distributore nostrano, o farete tutto da soli anche a livello organizzativo?
Senza ombra di dubbio la più grande difficoltà era dovuta alle nostre limitate risorse monetarie, perciò abbiamo dovuto sfruttare al massimo quel poco che avevamo a disposizione.
Per quanto riguarda la distribuzione del cd, ci siamo affidati ai più comuni distributori di Internet come I Tunes, e nel frattempo cerchiamo un'etichetta discografica disposta a supportare il nostro lavoro.
Per la promozione abbiamo firmato un contratto con la Necrotorture Agency.
Classica domanda, pensi che, nella vostra lunga carriera di musicisti, il vostro debutto possa essere considerato più un punto di partenza o di arrivo?
Assolutamente un punto di partenza. Non ci poniamo limiti e non finiremo mai di vivere per il metal finchè morte non ci separi.
Se non sbaglio tu hai un ottimo rapporto con la rete e con internet in generale, pensi che strumenti come myspace possano realmente aiutare le giovani band come la vostra a diffondere la vostra musica, o che, al contrario, sia solo un buon veicolo a scopo unicamente dimostrativo?
E' un modo come un altro per diffondere musica in maniera più diretta e veloce.
La scena classic metal barese è stata da sempre una fucina inesauribile di ottime band, ma si aiuta fra formazioni underground, oppure come spesso succede qui da noi, fra band della stessa città esiste una certa rivalità?
Qui c'è una guerra che non potete neppure immaginare. C'è molta fame di musica e molti sfruttatori pronti ad arricchirsi sulle nostre spalle. Anche per questo molte band non durano più di un anno e c'è un riciclo continuo di musicisti che creano e sciolgono band alla velocità della luce.
Noi e pochi altri possiamo ritenerci fortunati a non essere caduti in questa spirale di rivalità inutili tra i gruppi.
Com'è la situazione per quel che riguarda la sede live per i Drop of Madness? Come si svolge di solito un live set della vostra band? Siete soliti eseguire delle cover dal vivo, o date pienamente spazio al vostro repertorio?
Il live set è quasi interamente dedicato ai nostri pezzi a partire da quelli del demo fino a quelli dell'ep.
Tuttavia in scaletta non facciamo mai mancare un paio di cover.
Sinceramente cerchiamo di coinvolgere il più possibile i metalheads sotto il palco scatenando headbanging e tanto sano pogo.
Ok Fil, siamo veramente alla fine, puoi concludere l'intervista ricordando le mosse principali della band da qui ai prossimi mesi, non prima d'aver salutato i nostri lettori naturalmente....
Per quanto riguarda i progetti futuri ci stiamo mobilitando sul fronte della promozione e della ricerca di una label.
Tra un concerto e l'altro stiamo preparando i pezzi del prossimo lavoro con il quale speriamo di entrare in uno studio di registrazione per la fine dell'anno.
Saluto i lettori a nome mio e della band invitandoli ai nostri prossimo concerti...metal up your ass!
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