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Robin - As I Am








Mai farsi trarre in inganno dalle apparenze!!!
No, non è la solita frase retorica o di circostanza, ma la pura verità, anche perché se così non fosse stato, non avremmo mai avuto l'opportunità di leggere l'intervista avvenuta fra il sottoscritto e l'eccelso Roberto Franzò in arte Robin, chitarrista romano d'indubbio valore artistico, che con “As I Am”, da poco passato sulle nostre pagine, è giunto a varcare la fatidica soglia del debutto sulla lunga distanza come solista, nonostante la sua lunga militanza all’interno delle line up di alcune delle formazioni più rinomate della scena hard n’heavy della capitale.
Già, nonostante lo spirito autocratico tanto ostentato dal titolo della sua nuova fatica discografica, scopro di trovarmi di fronte non solo ad un musicista completo e d'alto rango, ma anche e soprattutto, una grande persona che a livello umano dimostra d'avere una disponibilità ed una voglia di mettersi sempre e comunque in discussione, che pochi dei suoi colleghi nostrani hanno, e se è pur vero che l''umiltà è la virtù dei grandi, il nostro amico Roberto rientra a pieno titolo in questa categoria, dimostrando di coniugare grandi doti di fine compositore e musicista, con un lato umano che lo rende, se possibile, ancora più grande.
Ma bado alle ciance, lascio volentieri la parola al nostro interlocutore che ci aiuterà a capire meglio tutto ciò che si nasconde dietro al suo nuovo ed affascinante lavoro a titolo ""As I Am"" , per cui

Ciao Roberto e benvenuto su Hard 'n’Heavy, come prima domanda vorrei chiederti se puoi fare un breve escursus sulla carriera dei tuoi Robin, delineando, se puoi, le tappe che vi hanno portato alla realizzazione del vostro debut demo.

Ciao, ti ringrazio. Il progetto Robin nasce semplicemente dalla necessità di realizzare alcune canzoni che avevo nel cassetto da tempo; suono in diverse bands dagli stili più disparati e avevo bisogno di sfogarmi nel genere al quale sono più legato e di fare tutto ciò a modo mio! Come ben saprai, in un gruppo ci si viene incontro, ed è giusto che sia cosi, di conseguenza alcune idee personali vengono modificate o, ancora peggio, sacrificate.
Alla lunga tutto ciò porta inevitabilmente all'esigenza di creare qualcosa di parallelo per soddisfare la propria creatività.

Toglimi subito una curiosità, ma vista la tua compartecipazione all'interno di altre formazioni della capitale, dobbiamo considerare i Robin come un semplice progetto musicale, o come una band con una sua identità ben predefinita?

Mi piacerebbe molto dare vita ad una band vera e propria in modo che io possa suonare dal vivo i miei brani e, in seguito, crearne di altri ma per il momento il pochissimo tempo a mia disposizione non me lo permette.
Mi sto dedicando anima e corpo alle bands delle quali faccio parte. Però, magari un giorno, chissà!

Come sono nate le collaborazioni con gli altri musicisti in particolar modo con il grande Sandro Manicone? ..e se non è troppo, come mai hai deciso di affidare le tue composizioni a quattro vocalist differenti?

Io e Sandro collaboriamo insieme da tanti anni e, oltre all'aspetto lavorativo ci lega una grande stima e una grande amicizia.
Per quanto riguarda la decisione di affidare ogni canzone ad un cantante diverso, tutto ciò è dovuto al fatto che volevo coinvolgere alcuni amici musicisti che facevano parte delle cover bands in cui militavo fino a poco tempo fa.

Adesso lascia che ti faccia i complimenti per il vostro primo lavoro che trovo molto ma molto professionale, anche perché credo che a livello puramente strutturale, tutti voi abbiate compiuto un grosso lavoro anche a livello di arrangiamenti, quanto tempo avete dedicato a "As I am" fra stesura dei brani e conseguente registrazione?

Ti ringrazio di cuore. Nonostante la demo sia composta solamente da quattro canzoni, c'è stato un duro lavoro dietro; non è stato semplice far coincidere gli impegni di tutti noi ma ho apprezzato molto l'interessamento e l'entusiasmo delle persone coinvolte in questo progetto.
Anche se i brani erano già stati composti al 90%, ogni singolo elemento che compare nei credits ha messo un pizzico delle proprie idee, la cosiddetta ciliegina sulla torta.
Per quanto riguarda i tempi non saprei, forse non più di quattro mesi tra arrangiamenti e registrazioni, anche perchè su alcune cose abbiamo messo le mani più volte, soprattutto sul mixaggio e sui testi che mi ritrovavo a correggere di continuo, anche di notte, essendo il sottoscritto un perfezionista; spesso, addirittura, mi addormentavo con i fogli in mano!

Quindi, quanti sacrifici e non solo economici vi è costato portare a termine un’operazione di queste proporzioni?

A livello economico mi sono occupato di tutto io personalmente, ma diciamo che, anche in questo caso, ci sono state persone che mi sono venute incontro. In fin dei conti, come ti accennavo prima, questo progetto nasce come sfizio personale e ho ritenuto opportuno comportarmi di conseguenza fin dall'inizio. In ogni caso, il tutto è stato più dispendioso in termini di tempo che di soldi visto che ognuno di noi abita dalla parte opposta della città.

Con il senno del poi come giudichi il vostro lavoro? Cambieresti qualcosa, o pensi che, nel bene o nel male, possa rappresentare al meglio il vero volto della band?

E' inevitabile che a distanza di tempo ci sono delle sfumature che vorresti cambiare ma, sono molto soddisfatto del risultato finale.
Questa demo rappresenta al meglio quello che provavo un anno fa e a livello personale credo di essere riuscito nell'intento di far capire come mi sentivo. Purtroppo, o per fortuna, molte cose sono cambiate da allora.
Tornando al discorso dei quattro cantanti diversi, se dovessi trovare il pelo nell'uovo, col senno di poi, a volte avverto troppa poca omogeneità tra i brani e, forse, ognuno di loro avrebbe dovuto avere più tempo a disposizione per interpretare e fare propria la parte assegnata ma, credimi, meglio di cosi non si è potuto fare.

Infatti ascoltando i brani del demo, credo che abbiate dato tutto di voi stessi, mettendo in risalto una buona maturità stilistica che ha premiato la vostra caparbietà e il vostro amore per certe sonorità puramente AOR, ti trovi d'accordo con me?

Certo, anche se alcuni dei ragazzi coinvolti nel progetto hanno un'impronta più metal, chi più chi meno, sono tutti, come me, dei grandi amanti dell'AOR anni 80. Inoltre, ognuno di noi ha maturato negli anni una certa esperienza, sia dal vivo che in studio con i rispettivi gruppi, e tutto quello che puoi ascoltare è il frutto di una grande intesa, sia a livello lavorativo che in fatto di gusti musicali.

Un lavoro che richiama alla mente le sonorità frizzanti di band provenienti dagli states come Survivor, Winger, Unruly Child o i maestri Journey, ti ritrovi in questi paragoni illustri?... e se non è troppo, quali pensi siano state le band che hanno influenzato i Robin durante la fase compositiva?

Se dopo l'ascolto del mio lavoro ti sono venuti in mente questi grossi esponenti del genere non posso che non esserne lusingato. Tutti i gruppi da te citati fanno tutt'ora parte delle mie influenze principali.
Se volessimo citarne altri ti potrei compilare una lista lunghissima: White Lion, Dokken, Ratt, Extreme, House Of Lords, Firehouse, ecc... in particolare è nei chitarristi di queste bands che ho trovato l'ispirazione per forgiare il mio stile chitarristico e compositivo.

Scusami se posso sembrarti invadente, ma che generi di argomenti trattano le vostre liriche? Ti andrebbe di fare un breve excursus sui vari brani del demo?

Ogni brano affronta tematiche diverse; l'unica cosa che li accomuna è che sono basati su esperienze strettamente personali, e da qui, ne deriva di conseguenza il titolo dell'album.
Per essere il più esauriente possibile, ti traccerò una breve analisi di ogni canzone: Bad Emotions parla di litigi in campo musicale, visto che, in particolar modo in questo campo, regna tanta invidia, ci si ritrova spesso in mezzo alle cosiddette guerre tra poveri e le discussioni, il più delle volte inutili, sono all'ordine del giorno. Tutti gli stati d'animo che ne conseguono ti rendono più forte, più realista ma più incazzato.
One Dream è una sorta di invito ad andare a quel paese a tutte quelle persone che per anni non hanno creduto in me e che hanno cercato in tutti i modi di ostacolarmi nel raggiungere i miei obiettivi o, ancor peggio, di calpestrare i miei sogni senza rispetto.
I'll Be There è come una sorta di addio ad un amico che, purtroppo, non c'è più; un mio ex compagno di scuola che è morto in un incidente stradale a soli 20 anni poco tempo fa.
Darling, invece, l'ho scritta per la mia ex ragazza quando ancora stavamo insieme; sicuramente, dopo i miei genitori, la persona che ha contato di più nella mia vita.

Come nasce di solito un classico brano dei Robin, parti da un fraseggio di chitarra, o da una melodia vocale?

In genere inizia quasi sempre da un riff, ma, a volte, mi capita di avere l'ispirazione per una melodia vocale quando faccio altro, come, ad esempio, quando mi trovo in metro, quando guido e allora, in quel caso cerco di trovare assolutamente un modo per registrarmi altrimenti dopo qualche minuto mi dimentico tutto e sono fregato!

Ok, se non sbaglio la demo è fuori da qualche tempo oramai, ti va di tirare qualche piccola somma?

Come ti accennavo prima, anche se col senno di poi cambierei qualche cosina qua e là, sono contento del risultato finale.
E' stata una bella esperienza il fatto di essermi circondato di musicisti preparati; credo che, costituire una sorta di squadra, sia stato molto costruttivo per tutti noi perché, in genere, queste situazioni ti arrichiscono molto, sia a livello musicale che a livello umano.
Inoltre, senza nessun tipo di polemica, ho avuto modo di appurare con chi potrò lavorare in seguito e con chi no.
Per quanto riguarda la promozione, fino ad ora ho avuto poco tempo per dedicarmici ma, sono sempre in tempo per rimediare.

Da qualche anno a questa parte, la scena heavy metal italiana è un calderone oramai saturo di ottime band provenienti da diverse estrazioni musicali, dammi tre buoni motivi per cui un fruitore medio di heavy metal debba avvicinarsi alla musica dei Robin.

Questo mini Cd potrebbe essere apprezzato da tutte quelle persone che adorano gli anni 80, che sono affascinate da uno stile chitarristico ben preciso e da tutti quelli che amano le canzoni orecchiabili, melodiche e potenti allo stesso tempo, a prescindere dal genere musicale.

Quanto è difficile essere una band di hard rock melodico in un Paese come l'Italia dove a farla da "padrone" sono sempre e comunque i generi più duri del versante rock?

Hai toccato un tasto dolente.
Oltre al fatto che, come dici tu, la maggior parte dei rockers ascoltano un genere più estremo rispetto a quello che propongo io, il problema fondamentale, secondo me, è la poca voglia di impegnarsi seriamente in un progetto da parte dei musicisti e l'ignoranza abissale dell'ascoltatore medio in generale.
Purtroppo siamo nel paese del calcio, del cellulare ultimo modello e delle discoteche; tutte cose che detesto con tutto me stesso e, il fatto di ascoltare e, soprattutto, di voler formare una band rock è un rischio in partenza.
Le incazzature più grandi, infatti, me le sono prese per le persone poco motivate o non preparate che ho incontrato nel mio cammino musicale; ultima cosa, gli spazi per esibirsi e le condizioni economiche di chi le gestisce non aiutano di certo.

Toglimi una curiosità, molti chitarristi più quotati del pop italiano sono degli appassionati di sonorità melodic rock/aor, però nessuno, o quasi, ha avuto mai il coraggio di uscire allo scoperto con un progetto musicale proprio come hai fatto tu, cosa ne pensi?

Bella domanda, non saprei, forse hanno meno tempo di me per pensarci oppure hanno notato che ci si arricchisce di più suonando pop!
Scherzi a parte, probabilmente, molti di loro, con il passare del tempo, anche se tutt'ora legati affettivamente all'AOR, a livello compositivo ne risentono pesantemente dell'influenza del genere che stanno suonando e stanno pubblicando di conseguenza dei cd pop, altri, ho notato che finiscono per realizzare album orientati esclusivamente ad un pubblico chitarristico, e, per quanto mi riguarda, anche se risulterà strano, ho cercato di evitare di fare tutto ciò visto che non ho mai amato i dischi strumentali, oppure altri ancora staranno semplicemente aspettando il momento giusto.

Hai già trovato un'etichetta disposta a pubblicare un vostro ipotetico full lenght album?

Ancora no purtroppo, ma sono fiducioso; gli sforzi vengono quasi sempre ripagati. Anche se non dovesse trattarsi di un contratto, sono sicuro che qualche altra piccola soddisfazione riuscirò a togliermela comunque con questa demo.

Ok Roberto, siamo veramente alla fine, ti ringrazio di cuore per averci dedicato parte del tuo tempo prezioso, concludi l'intervista ricordandodci quali sono le mosse dei Robin da qui a qualche mese, non prima d'aver fatto un saluto ai nostri lettori!

Sono io a doverti ringraziare per lo spazio che hai deciso di dedicarmi, per l'ottima recensione e per la cordialità con cui ti sei posto fin dall'inizio! I prossimi passi saranno quelli di spedire il mio lavoro a più etichette possibili, cercare un cantante unico adatto a interpretare i quattro brani già pubblicati e quelli a seguire e formare una band vera e propria selezionando accuratamente i membri che la dovranno costituire.
Anche se, come ti accennavo all'inizio, tutte queste cose non rientrano nei miei impegni a breve termine. Per il resto, mi trovo sempre impegnato in altri due progetti importanti: Alberto Donatelli, un cantautore rock con il quale collaboro e i The Prowlers, una prog metal band nella quale sono entrato in pianta stabile da qualche mese e con la quale sto suonando spesso anche all'estero; anzi, a proposito, colgo l'occasione in questo spazio per salutare sia Alberto che i ragazzi dei The Prowlers.
Dulcis in fundo, oltre ad un caloroso saluto a tutti i lettori vorrei lanciare un messaggio: ragazzi, andate più spesso ai concerti e meno a ballare!









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Pubblicato su: 2010-01-17 (276 letture)

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