The Tape Years - Wartrains Citta di provenienza: Vicenza
Gli innominabili!! Già, se per le precedenti formazioni che abbiamo accuratamente esaminato, vale a dire Velenha e Crystal Lake, si riescono a trovare alcune informazione, anche a livello internazionale, grazie soprattutto ai servigi del portale Metal Archives, purtroppo per i vicentini Wartrains tutto questo non succede, anche perchè, vuoi una cultura superficiale di molti addetti al settore, così come quella di altrettanti appassionati di certe sonorità decisamente old style di casa nostra, vuoi il poco interesse dei membri stessi della band, le vicissitudini, così come le produzioni discografiche, della formazione veneta in questione, sono sempre rimaste inesplorate ed alla portate di quei pochi eletti che sono entrati a conoscenza della musica del quintetto in questione, artefice, per quel che mi riguarda, di un paio di lavori davvero niente male.
Conosciuti oggi soprattutto alla militanza nelle proprie fila di un allora giovane Alberto Toniolo, i Wartrains sono da considerarsi di diritto come una delle compagini più longeve della scena italiana, potendo contare su un’intensa attività musicale che prende vita nei primissimi anni ottanta, anche se problemi legati ad una formazione mai veramente stabile, condurranno i nostri a realizzare la sua prima uscita discografica solo nel 1993, grazie ad un lavoro intenso e gratificante come lo splendido “End in Hell” che, nelle nove composizione di cui si fregia, rivisita in chiave prettamente classic metal, l’inferno dantesco, anche se, il lavoro d’artwork apparentemente scarno ed insignificante, lascerebbe pensare tutto il contrario.
 Una formazione che si presenta dunque nell’apice di una certa maturità compositiva, grazie ad una raccolta di brani che vertono su di un asse portante a base di un heavy metal di matrice classica, come dicevamo, sicuramente influenzato da quella vena dark di stampo nord europeo, in pieno stile King Diamond/Mercyful Fate, anche se a risaltare all’interno di questo primo lavoro, è soprattutto quell’approccio volutamente sardonico vicino ad una concezione propriamente anglosassone di formazioni tristemente sottovalutate come ad esempio Angel Witch e Witchfind General, sonorità queste evidenziate dal lavoro di un validissimo del singer come il buon Sergio Vettore, ottimo sia sulle parti alte che in quelle più baritonali, e dall’impressionante lavoro chitarristico delle asce della coppia formata dal già nominato Alberto Toniolo e dall’altrettanto valido Daniele Montagna, qui presente anche in ambito compositivo, che scandiscono i ritmi cadenzati di brani dall’incedere tumultuoso e dall’incipit oscuro e penetrante come nel caso di “The Prayer” o della stessa “Lost in the darkness” sicuramente più votata ad un classic metal d’impatto, e dal forte sentore epico di fondo, alle atmosfere plumbee e cupe di “Dark Lake”, apparsa anche sulla compilation “Area Sismica vol I”, sicuramente uno degli episodi più rappresentativi dell’intero lavoro, a quelle più volutamente vintage di “The Seventh round” e della title track “End in the hell”.  Ma nonostante i buoni auspici e qualche ottima recensione, alcuni membri dei Wartrains lasciano la band per intraprendere strade artistiche diverse e, forse, più cospicue, mentre a rimanere attivo e a portare avanti il destino della band, rimane il nucleo centrale formato dall'accoppiata Montagna/Toniolo alle chitarre e da Andrea Buganza al basso, i quali si affidano all’ottimo singer Milo Capparelli per le parti cantate, ed all’operato dell’egregio Carlo Bucci che si occupa del drum kit, per dare alle stampe quel piccolo capolavoro che risponde al nome di “Under the Church”, un demo tape che, ancora una volta, cambia radicalmente le carte in tavola, presentando una formazione sicuramente più agguerrita e maggiormente consona delle proprie qualità intrinseche, qui all’opera con un power metal di sicuro impatto, costruito sul giocoforza di un guitar work davvero esemplare per intensità e per portata che travolge ed avvolge l’ascoltatore con la forza dinamica di un vero e proprio caterpillar, a partire dall’opening track “Torture”, una vera e propria mazzata sulle gengive, dinamismo sonoro puro ed integerrimo, che lascia il passo alla più lienare e cadenzata “Broken Rite” dall’incedere volutamente heavy/doom, caratterizzata da passaggi e giri armonici non tanto distanti da sonorità vicine ai Candlemass del periodo mediano,o ai meno noti Zoic del capolavoro “Planetary Distruction”, mentre se “Voices of life” è una classica ballad molto atmosferica che, se no naltro, mostra il volto più intimista dei nostri, “Master of the priest”, alla quale tocca chiudere alla grande il nastro, è acciaio puro forgiato nell’altoforno, che sgorga ad una gradazione metallica elevata e che lascia esterrefatti per potenza e incisività!!!! Rispetto al precedente lavoro da studio, questa volta il demo viene distribuito in maniera capillare, ed i Wartrains intrecciano i contatti con qualche casa discografica minore, all’epoca si era vociferato si un deal con la Underground Symphony ma niente di ufficiale, però, purtroppo, ancora una volta a causa di divergenze interne nella band , i nostri non si perseguono i propri obbiettivi, rimandendo al palo per anni, finche nel 1999 la band, ridotta a semplice trio, si ripresenta sulle scene con l’interlocutorio “Moon– Cy” un lavoro che sterza irrimediabilmente verso sonorità più spigolose più orientate alla potenza e all'attacco frontale, grazie ad una matrice quasi thrash metal, ferme restando comunque le influenze “storiche” di formazioni come King Diamond / Mercyful Fate.  Un lavoro questo che si presenta nella sua essenzialità, scarno e diretto, si pensa quasi ad una registrazione in diretta che rafforza naturalmente il versante più live oriented dei nostri, pochissime le sovaincisioni, con un Andrea Buganza che si dimostra anche un discreto vocalist, ed il buon Toniolo che si danna l’anima con la sua sei corde, all’interno di composizioni incendiarie come il thrash tout court di “Rain of Blood” addirittura vicina a certi Venom/Atmkrieg, l’auto celebrativa “War Trains” dalle cadenze che ricordano le cose più classiche del trascorso dei nostri, o la forza distruttiva di “Life in Madhouse” straripante nel suo incedere metallico!!! Segue un periodo abbastanza intenso sul versante live della band, fino al triste commiato giunto qle soglie del nuovo millennio, allorquando il buon Alberto Toniolo decide di entrare in modo definitivo nella line up dei Rising Fear, formazione che lo vede ancora protagonista. Demografia:End in Hell - 1993 Under The Church - 1995 Moon Cy - 1999
Beppe "HM" Diana beppediana@hardnheavy.org
Copyright © by hardnheavy.org Tutti i diritti riservati. Pubblicato su: 2009-11-29 (578 letture) [ Indietro ] |