
Tornano a farsi sentire anche i Criminal Side band on the road oramai da tempo e che, fra pause forzate, e cambi di formazione, riesce a giungere indenne al fatidico traguardo della seconda release discografica, dopo l’ottimo debutto di ben tre anni or sono, portando a termine un nuovo lavoro molto interessante ancora una volta auto finanziato e distribuito.
Violenza, cinismo, professionalità e determinazione, quanta determinazione si cela dietro il ritorno sulle scene di questo solido ensamble felsineo, un quintetto che si rende artefice di un classico thrash metal d'impostazione americana, irrobustito da sapienti divagazioni in territori death, sulla falsa riga di quanto proposto in passato da formazioni del calibro di Testament, Salyer ed Exodus, una miscela esplosiva che ci regala, comunque, venticinque minuti di assoluto massacro metallico e di sano headbanding sfrenato.
Una proposta musicale senza compromessi la loro, strutturata in maniera egregia su partiture armoniche dotate di un appiglio metallico d'alto retaggio tradizionalista, nel quale trovano spazio un certo humus primordiale, nonché un certo approccio tecnico, elementi questi che s'insinuano sapientemente fra le brume tempestose di brani della portata dell'opener "Slaves of Time" o dell'altrettanto valida "Beholding the sun", due ottimi esempi di thrash/death metal arrembante, contraddistinto da una pioggia di riff e solos vorticosi prettamente in your face, con la voce del buon Sighi a tessere le trame malate di un assalto all'arma bianca perpetrato con la ferocia che si addice ad una band di questa portata.
Un ensamble mai domo, che si rende artefice di una prestazione davvero maiuscola, in grado di rinverdire sia i fasti artistici d'un tempo, così come la passione mai sopita per una certa corrente musicale che, nonostante il passare degli anni, riesce sempre e comunque a regalare le stesse emozioni, in un massacro imperterrito che non conosce pause alcune ne cedimenti di sorta, così che da "Southern Battle Cries", vera e propria dichiarazioni d'intenti, irriverente e spregiudicata quanto basta, giocata su ritmi volutamente oscuri, alla splendida "Failure of God", a "Legion of Whirlwind", confezionata su partiture deflagranti e dall'incedere quasi death metal, si assiste impietosi all'evolversi di una simil valanga metallica d'immane portata, pronta a travolgervi in un turbinio continuo di infinite sensazioni spazio temporali.
Un ep genuino, semplice, onesto e diretto, proprio come la band che lo ha confezionato, ottimo sotto ogni punto di vista sia esso strutturale che tecnico/compositivo, cosa chiedere di più ad una formazione così giovane?
Promossi a pieni voti!!!

Beppe "HM" Diana
beppediana@hardnheavy.orgGenere:Thrash/Death Metal
Anno di pubblicazione: 2010
Etichetta: Self Production
Line up:
Sighi - vocals
Enry - guitar
Luke - guitar
Arash Saboori - bass
Lollo - drums