
Ennesima formazione a fregiarsi con l’appellativo Prowlers, come se ne sentisse veramente la mancanza, il quartetto preso in esame in questa disamina riassuntiva, arriva a noi dall’hinterland di Pesaro, città un tempo fucina di giovani leve devote al culto della sacra fiamma, e con “The shadow of Tomorrow”, giunge a tagliare il traguardo del debutto ufficiale dopo un lustro di intensa attività artistica, speso per lo più nel cercare di imbastire un repertorio di materiale di propria composizione, dopo la solita trafila underground fatta a base di cover.
Naturalmente, come lo stesso moniker della band lascia trapelare, l’influenza esercitata della vergine di ferro per antonomasia, si avverte pesantemente all’interno del versante compositivo dei nostri, soprattutto per quel che concerne le chitarre armonizzate ed il basso pulsante sempre in evidenza, anche se, questo è bene ribadirlo sin dall’inizio, i modelli ispirativi restano lontani dalla portata dei nostri che, in questa occasione, non riescono a raggiungere la piena sufficienza.
Non me ne vogliano i quattro amici pesaresi, ma all’interno di queste sette composizioni, sei originali, più la rilettura di un classico del calibro di “Whola lotta Rosie”, tutto suona caotico e disordinato, colpa, questo si, di una produzione non propriamente all’altezza delle aspettative, nonché di una prova canora alquanto deficitaria di un Luca Segatori sicuramente più a suo agio con la sei corde che non dietro al microfono.
E dire che le premesse per fare bene ci sono, eccome, e brani del calibro della title track “The shadow of Tomorrow” dotata di una struttura metallica dal forte retrogusto old style, o l’auto celebrativa “Prowlers way” incentrata su soluzioni più marcatamente heavy rock (avete presente i Motorhead di “Ace os Spades? NdBeppe), ne sono la riprova più tangibile, e rappresentano solide basi su cui edificare il proprio futuro, per il resto niente o poco più, solo l’amaro in bocca del poteva essere, ma non è stato.
Come detto in altre occasioni la dedizione e la passione, da sole non bastano, speriamo bene per il futuro, il tempo sarà il giudice supremo .

Beppe "HM" Diana
beppediana@hardnheavy.orgGenere:Heavy Metal
Anno di pubblicazione: 2010
Etichetta: Self Produced
Line up:
Luca Segatori - vocals, guitar
Ale Santoriello - guitar
Leo Ruggeri - bass
Giuseppe Del Bianco - drums
Contatti:
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