
Tornano a farsi sentire anche i Melpein, interessante realtà della scena musicale nostrana, che si ripresentano ai nastri di partenza con il primo full lengt album della loro giovane carriera, che arriva a ben quattro anni di distanza dal precedente demo auto intitolato, e che, com’è logico che sia, porta con se alcune rilevanti novità, che hanno caratterizzato il percorso artistico dei nostri in questo ultimo periodo.
Prima fra tutte la rivoluzione all’interno della line up ufficiale della band, completamente rimaneggiata rispetto agli esordi, espediente questo che ci fa comprendere quanto sia difficile portare avanti un discorso artistico incentrato attorno ad una componente progressiva come la loro, caratterizzata dal cantato in lingua madre, nonché dalla splendida voce di una Paola Covaccioli, oggi sempre più simbolo di una rinascita musicale ed artistica, che coincide con quella maturità e quell’evoluzione artistica, naturalmente figlia putativa delle avversità, che si sono fatte avanti in questi anni.
Sospesi ancora una volta fra la delicatezza di un certo pop rock d’autore, e le iniezioni progressive metal degli esordi che, comunque, formano ancora una volta il perno portante di ognuna delle composizioni ivi presente, tre dal primo vagito discografico, sei nuove di zecca, per un risultato finale che premia tutti gli sforzi profusi dai nuovi Melpein che, nell’arco di durata del disco in questione, dimostrano ancora una volta di essere una fra le compagine più personali e spontanee oggi in circolazione.
Lirismo e tecnica compositiva, ecco i due vettori inscindibili che caratterizzano ancora una volta l’escursus artistico della band umbra in questione, e se brani come l’articolata “Nuova realtà”, o la più melodica “Ianus”, riprendono le lezioni progressive degli anni settanta, e le rileggono in chiave moderna, episodi come la delicata “Sguardo verso il cielo” o la policroma “Pareti di cenere”, esprimono quella cura per i particolari e per quelle atmosfere cariche di enfasi, veramente degne della massima attenzione.
“Silenziosi frastuoni”, un disco per molti ma non per tutti.

Beppe "HM" Diana
beppediana@hardnheavy.orgGenere:Progressive rock/metal
Anno di pubblicazione: 2010
Etichetta: Self Production
Line up:
Paola Covaccioli - vocals
Luca Lucidi - keyboards
Francesco Lucidi - drums
Lorenzo Brunetti - guitar, bass
Contatti:
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