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Lie Tears - No Really Or False?




Sin dai suoi primi vagiti sul finire degli anni sessanta, il progressive europeo è stato sempre sinonimo di musica adulta e colta, nel quale, oltre all'amore per certe sonorità d'atmosfera a tratti quasi dilatate, lontane anni luce dal manierismo fine a se stesso che imperava in modo quasi perseverante in quegli anni, confluivano la passione per l'arte, la letteratura, la conoscenza dei classici e l'impegno intellettuale, facendo di questo genere la summa massima mai espressa prima di allora in campo rock.

Ecco, volevo proprio partire da questo cenno storico solo per farvi capire come molte volte musica ed arte formino un binomio indissolubile, binomio al quale pare non sottrarsi nemmeno lo splendido "No Really Or False?" dei redivivi Lie Tears, formazione bolognese che, i più informati ricorderanno di certo grazie soprattutto ai buoni auspici raccolti dal loro debut album “A Gate For Another Life” pubblicato in tempi non sospetti dall’Underground Symphony, un album che, già allora, prendeva le distanze dalle forzature fine a se stesse di molte compagini più quotate dell’epoca, prediligendo un approccio sicuramente più onirico e ricco di ambientazioni soffuse e delicate.

E ad ascoltare la nuova fatica discografica del quintetto felsineo in questione, che arriva a ben due lustri di distanza dal debutto sopracitato, dobbiamo pur sempre ammettere che i nostri sono riusciti ancora una volta a portare a termine un ennesima opera omnia, un vero e proprio mosaico di sensazioni, umori e sonorità che si intrecciano in un sinuoso abbraccio per dare vita ad un disco superbo, elegante, raffinato che riesce a collocare i Lie Tears nel gotha del genere più elitario per antonomasia, raccogliendo l'eredità di nomi storici del panorama hard prog italiano come Hyaena, Epica o dei romani Shoggoth, band che, come il quintetto in questione, sapeva fortemente missare la tecnica strumentale di mostri sacri come Rush e Marillion, con la propensione progressive rock dei vari Banco, PFM, Locanda Delle Fate, Abissi Infiniti e tutta la tradizione seventies italiana, e ad ascoltatere episodi come la sorprendente “Father and son”, non si può che essere concordi con quanto asserito sopra.

Sicuramente il progressive in generale, sia rock che metal, è un genere in cui è molto difficile risultare personali senza cadere nei soliti e scontati clichè del già sentito, ma nonostante tutto i Lie Tears riescono ad abbattere ogni pregiudizio, incastonando un perfetto mosaico sonoro, arrivando a cesellare fantastiche song di inaudito splendore che hanno nell'intensa ed emozionante "Open Windows", e nell'intrigante strumentale "Memories" l'apice qualitativo di un lavoro in cui tecnica ed inventiva, vengono messe al completo servizio dell'aspetto compositivo in primis.

Splendida senza remore "A different love song", a meta strada fra weast coast e fraseggi pi progressivi, impreziosita dalle armonizzazioni vocali di un Massimo Burzi sempre in grado di accarezzare l’animo in un crescendo emotivo da brividi, mentre a tenere alto il livello compositivo dei ritrovati Lie Tears ci pensa la frizzante “Broken Mirror”, molto Rush-oriented, che presenta di sicuro il lato più melodico e se vogliamo "commerciale" della band.

Beh, che dire, onestamente dopo tutti questi anni, non solo non mi sarei mai aspettato di ascoltare un nuovo disco dei Lie Tears, ma tantomeno di questa caratura artistica e compositiva, per fortuna come si suol dire in questi casi, la classe non è acqua, e "No Really Or False?", naturalmente, ne è la più lampante testimonianza, detto che il cd è avvolto in una splenida confezione in digipack che, se vogliamo, accresce ancor di più il vlaore intrinseco espresso dalle undici composizioni ivi presenti, non ci irmane che premiare a pieni voti il come back discografico di questi ragazzi, magari non saranno degli stacanovisti delle sette note, ma mai come in questi casi si rischia seriamente di rimanere senza parole!!!!

Come al solito gli ottimi dischi escono, ma non se ne accorge mai nessuno, meditate gente, meditate!!!

Voto:


Beppe "HM" Diana
beppediana@hardnheavy.org

Genere: Progressive Rock
Anno di pubblicazione
: 2009
Etichetta: Videoradio Records

Line up:
Massimo Burzi - vocals
Matteo Cermagli - guitar
Alberto Sandri - bass
Andrea Soverini - keyboards and piano
Claudio Mattei - drums

Contatti: Official Site






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